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Migrazioni in Consiglio Comunale: Di Cintio in Azione e Carrara e Rovetta pensano a una start up

L’avvocato esperto di diritto sportivo ha incontrato prima Rosato e poi Calenda per cercare uno spazio nel Terzo Polo, mentre i due leghisti, di cui uno ex di Palazzo Frizzoni, pensano a dar vita ad un’associazione che, tra qualche anno, possa diventare un volano per la politica

Bergamo. Movimenti in corso in Consiglio Comunale. E non solo. Il popolo degli eletti e dei non eletti si muove e c’è chi lo fa più velocemente e chi con un passo più felpato. Una migrazione che certo molto dipende dalla meta, come è ovvio che sia. E che in questo caso vede protagonisti due consiglieri comunali, attualmente in carica, Cesare di Cintio, recentemente fuoriuscito dalla Lista Pezzotta e oggi indipendente, e Alessandro Carrara, ex segretario cittadino e in quota alla Lega. Insieme a loro, a completare il terzetto, Stefano Rovetta, ex Carroccio e primo dei non eletti nella tornata elettorale di giugno scorso. Mentre quest’ultimo, fuori dalle logiche politiche praticamente da dieci mesi, è il direttore generale del Volley Bergamo, mentre Di Cintio e Carrara sono tornati agli albori della cronaca, nelle ultime settimane, chi per un motivo e chi per un altro.

L’avvocato che da sempre si occupa di diritto sportivo perché ha deciso di abbandonare il gruppo di minoranza con il quale si è candidato ed è stato scelto dai cittadini, quello che fa capo all’avversario politico dell’attuale sindaca Elena Carnevali, decidendo di battere la strada in solitaria, anche se la sua posizione, non riconducibile al gruppo misto ma da indipendente, lo sta di fatto estraniando dai lavori delle Commissioni. Corteggiato da Forza Italia, non da ultimi gli inviti nemmeno tanto velati resi dal coordinatore provinciale azzurro Umberto Valois durante l’elezione del rappresentante cittadino del partito Alessandro Zanini, Di Cintio sembra a un passo da Azione.

Complici i suoi rapporti di lavoro e il suo pendolarismo romano, Di Cintio avrebbe incontrato Ettore Rosato, vice di Carlo Calenda, per avviare un’interlocuzione e, subito dopo, avrebbe preso accordi con il rinnovato segretario nazionale del partito del centro per potersi garantire uno spazio di prim’ordine all’interno del movimento. Orfani infatti di Niccolò Carretta prima e di Adriano Musitelli poi, l’alveo che insieme a Italia Viva rappresenta il Terzo Polo non ha eredi, con un trono praticamente vacante sul quale potrebbe sedersi proprio lui. Non stupirebbe, se fosse. E non solo perché lo spazio c’è, ma anche per le dichiarazioni rese in aula dallo stesso Di Cintio che, nel corso delle ultime sedute di Consiglio Comunale, ha ribadito più volte, a microfono aperto, di “essere un uomo del centro, un democratico”. Certo, prendere la tessera di partito per lui, che fondamentalmente è un civico, significherebbe cominciare a prepararsi la strada in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, lontani nel tempo. A partire dalle politiche, tra due anni e mezzo.

Discorso diverso ma non del tutto per Carrara e Rovetta, con il primo che, alla fine dell’anno scorso, ha tirato i remi in barca dando le dimissioni da segretario cittadino della Lega. Dato più volte dai bookmaker vicino a Forza Italia, anche se lui ha sempre smentito, sembra invece avere un disegno diverso in testa, almeno rispetto ai piani di lungo termine. Un’idea che lo ha praticamente ricongiunto a Rovetta, tanto da decidere, insieme, di dar vita ad un’associazione, di stampo culturale ma non solo, capace non solo di dare respiro a eventi di qualsivoglia genere sul territorio cittadino, ma anche di fare da collettore di anime e, dunque, di voti. Una sorta di start up targata Lega, per intenderci. Quel che InNova fu per Giorgio Gori ai tempi della sua calata in politica: un volano, che peraltro continua ad esistere e a macinare iniziative di svariata natura, che ha raccolto molti associati, alcuni dei quali poi traghettati verso la Lista Gori prima e Lista Gori per Carnevali poi. Carrara e Rovetta sembrano ben intenzionati, con l’iniziativa lanciata prima dell’inizio dell’anno, tanto da aver avviato una serie di dialoghi prima con Pezzotta, che non sembra però aver sposato la causa, e poi con Gianfranco Ceci, il volto storico di Forza Italia prima di lasciare il passo alla figlia Giulia, capogruppo a Palazzo Frizzoni.