Dazi Usa, Garattini: “Tanti interrogativi, l’Italia esporta soprattutto farmaci senza brevetto”
Il presidente dell’Istituto Mario Negri: “Il nostro Paese importa in gran parte farmaci coperti dal brevetto, più innovativi ma con un costo maggiore”
Crescono le preoccupazioni per lo scoppio di una “guerra commerciale” fra gli Stati Uniti e l’Unione Europea. L’introduzione di dazi su beni che gli Usa importano dall’Europa e da altri Stati come automobili e prodotti farmaceutici potrebbe avere significative ripercussioni su ampia scala, così come eventuali dazi con cui l’Ue potrebbe rispondere.
Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, l’associazione delle aziende farmaceutiche, ha spiegato: “Nel 2024 l’industria farmaceutica italiana ha esportato in Usa tra i 10 e gli 11 miliardi di euro di farmaci e vaccini. Sulla quasi totalità di essi non grava nessun dazio. Quindi nella malaugurata ipotesi di dazi al 25%, si tratterebbe di un costo di oltre 2,5 miliardi, un valore molto importante che avrebbe un forte impatto sulla nostra filiera produttiva”.
Lanciando l’allarme sugli effetti di tale misura, Cattani ha sottolineato: “L’annuncio di dazi da parte del Governo degli Stati Uniti presenta un rischio concreto per le nostre aziende e per l’intera filiera manifatturiera farmaceutica. Avrebbe però contraccolpi anche per gli Usa e per i suoi cittadini, con rialzi dei prezzi e possibili carenze di farmaci nell’immediato”.
In base alle ultime notizie, pare che il Tycoon abbia aperto ad eventuali accordi, ma ha sottolineato che qualsiasi intesa potrebbe avvenire solo dopo l’entrata in vigore dei dazi il prossimo 2 aprile, quindi permangono i timori e il dibattito resta acceso.
Il professor Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, ricercatore, oncologo e farmacologo di lunga esperienza, ha commentato: “Gli interrogativi sull’eventuale applicazione dei dazi e sulle conseguenze che potrebbero avere sono parecchi. Non ci sono notizie certe, quindi non resta che vedere come si evolverà la situazione, cosa prevedrebbe questa misura e quali prodotti riguarderebbe. In questi giorni si sono lette solo dichiarazioni che poi sono state in parte modificate e successivamente riprese. Per farsi un’idea chiara, occorre aspettare di capire i contenuti del provvedimento qualora venisse varato”.
Silvio Garattini“Tracciando il punto sull’import e l’export di farmaci in Italia – ha aggiunto il professor Garattini – esportiamo soprattutto prodotti fuori dal brevetto, che vengono definiti a basso valore aggiunto, perché nel nostro Paese c’è una buona produzione chimica, ma si svolge poca ricerca farmaceutica, quindi realizziamo meno prodotti innovativi che vengono tutelati giuridicamente. In genere, invece, dall’estero e anche dagli Stati Uniti importiamo prodotti coperti da brevetto, che sono più innovativi e hanno prezzi più sostenuti. Qualora l’Unione Europea ricorresse a contro-dazi, ossia a dazi reciproci in risposta agli Usa, acquistarli costerebbe di più e si potrebbero generare ripercussioni anche per gli Stati Uniti, perché non è detto che siano tutti essenziali, così potremmo scegliere quali comprare e in questo scenario le importazioni da Oltre Oceano diminuirebbero”.




