Logo

Temi del giorno:

Arrestato per atti osceni, evade dai domiciliari: preso dopo tre giorni

Mentre i carabinieri di Sarnico gli stavano notificando il provvedimento, il 43enne ha preso un borsone e ha tentato la fuga a piedi

Viadanica. La scorsa settimana, il 26 marzo, lo avevano arrestato per atti osceni in luogo pubblico, dato che si era mostrato completamente nudo ai bambini della materna e delle elementari di Adrara San Rocco che stavano entrando a scuola.

I carabinieri di Sarnico avevano accompagnato S.B., 43 anni, con numerosi precedenti penali, a casa del padre dove doveva rimanere ai domiciliari fino al mattino seguente, quando lo avrebbero prelevato e accompagnato in tribunale per l’udienza di convalida. Ma quando avevano suonato il campanello lui non c’era, si era dato alla fuga, così l’udienza si era svolta senza l’imputato e il giudice aveva disposto la misura degli arresti domiciliari.

Sabato 29 marzo alla caserma dei militari è arrivata la chiamata da parte del fratello che segnalava il ritorno a casa di S.B., così una pattuglia ha raggiunto Viadanica.

Mentre i carabinieri gli stavano notificando gli atti relativi agli arresti domiciliari, il 43enne è uscito e si è incamminato con un borsone in spalla. Lo hanno preso a 500 metri dall’abitazione e lo hanno portato nuovamente in caserma, questa volta accusato di evasione.

Lunedì mattina al giudice l’imputato ha dichiarato di essere dispiaciuto per ciò che ha fatto, ha chiesto scusa ai carabinieri e ha riferito che non vuole stare ai domiciliari ma preferisce andare in carcere (ecco il perché del borsone) per non gravare sul padre. Ma dato che il genitore si è detto disponibile a tenerlo a casa piuttosto che vederlo in carcere, l’imputato ha dichiarato di accettare la proposta e di impegnarsi a non violare la misura cautelare.

Il pm ha chiesto la convalida dell’arresto e la detenzione in carcere, anche a fronte dei precedenti per rapina, furto, violenza sessuale, atti osceni, estorsione e maltrattamenti. Per questi ultimi due reati si è concluso a novembre 2024 un procedimento che ha visto la condanna a 5 anni: essendo la sentenza passata in giudicato l’uomo dovrebbe già essere detenuto in carcere, misura che però non è ancora stata eseguita.

Il difensore si è rimesso sulla convalida e si è opposto alla detenzione in carcere in quanto non prevista dal codice per il reato di evasione.

Il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto gli arresti domiciliari a casa del padre.

tribunale, pubblico ministero, accusa, richieste dell'accusa