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Nel borgo alpino di Montespluga dal 2022 un’agenzia di Bergamo sta dando forma al futuro della fruizione sciistica. Il direttore: “Un’alternativa allo sci tradizionale esiste, il turismo invernale può essere sostenibile”

In inverno il borgo di Montespluga è praticamente disabitato: le persone che vivono tutto l’anno nel villaggio alpino si contano sulle dita di una mano. È qui, a pochi chilometri dal confine elvetico, che un’agenzia di Bergamo passo dopo passo sta costruendo il futuro dello sci. Spiagames da quasi trent’anni si occupa di attività outdoor: nella sede di via Borgo Palazzo abbiamo incontrato il 27enne Walter Bossi, direttore di Homeland, il primo comprensorio d’Europa senza impianti di risalita.

L’idea è nata durante la pandemia. Nel 2022 il progetto ha preso forma tangibile con l’apertura della stazione scialpinistica di Montespluga, piccola frazione di Madesimo in provincia di Sondrio. “Durante il Covid gli impianti erano chiusi – racconta Bossi, di origini brianzole -. Le persone hanno trovato un modo diverso per vivere la montagna, riscoprendo lo scialpinismo. Crediamo che sia l’uomo a doversi adattare alle pendenze, non il contrario”.

La base di Homeland si trova a circa tre chilometri dal passo dello Spluga. Non è altro che un container ammodernato all’interno del quale sono state ricavate due sale, una per il noleggio e una dedicata a lezioni e sessioni di team building. L’edificio è in legno e la luce penetra tramite l’ampia vetrata. “Serve a dare continuità con l’ambiente esterno”, precisa il 27enne.

Il comprensorio conta 11 percorsi, nel complesso 35 chilometri di tracciati: pannelli infografici e mappe con codici Qr rimandano al sito che riporta nel dettaglio tutte le informazioni. Homeland propone una serie di attività a impatto ambientale zero: non solo scialpinismo, ma anche splitboard, ciaspolate ed escursioni nella Alpi Retiche. I turisti arrivano dalla Francia e dalla Polonia, ma anche dal Regno Unito.

“È un vero e proprio laboratorio, ogni anno aggiungiamo un ingrediente. E i numeri ci danno ragione”, spiega Bossi. L’obiettivo è rendere il modello replicabile, creare un’alternativa su larga scala alla fruizione sciistica tradizionale. “Abbiamo già individuato delle zone adatte – ammette -. Investiamo sopra i 1.900 metri, con i cambiamenti climatici un’area per essere idonea deve rispettare una serie di parametri”.

Non è difficile leggere tra le righe la contrapposizione con il progetto del comprensorio unito Colere-Lizzola, fortemente criticato da cittadini e associazioni per questioni di sostenibilità economica e ambientale. “Bisogna educare le persone al rispetto della montagna – sostiene Bossi -. Il format ruota attorno ai valori cardini dello scialpinismo: utilizzare mente e corpo per adattarsi ad un pendio”.

Dal 7 al 9 marzo Homeland ha ospitato lo Skialp Fest 2025, il festival più importante dedicato allo scialpinismo. “È stato un successo – conferma – Non volevamo vedere un’invasione stile Roccaraso, per questo abbiamo chiuso la strada alle auto attivando un servizio navetta”.

homeland comprensorio montespluga spiagamesEscursione scialpinistica nel comprensorio

Ormai tre anni fa Spiagames ha dato il via ad un piano di cui Homeland rappresenta solamente il punto di partenza: il prossimo tassello sarà adeguare la ricettività per rendere la realtà attrattiva anche da un punto di vista economico. Il sogno è rendere la via Spluga, cammino di 70 chilometri che unisce Italia e Svizzera, praticabile anche in inverno. “Lavoriamo per un turismo transfrontaliero sostenibile”, conclude Bossi. La novità del prossimo anno sarà l’apertura di due tiny house, casette in legno per il pernottamento. Tutto rigorosamente a impatto zero.