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Censura all’assessore Marchesi, la riunione “d’urgenza” della maggioranza e il Pd che si spacca

Una riunione voluta dopo la richiesta presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia. E a mettere i puntini sulle i è l’area Schlein del partito: “Bisognava portare in aula i dati e essere più precisi”

Bergamo. Non si placa la polemica dopo la richiesta di sfiduciare l’assessore all’Istruzione Marzia Marchesi. Dopo infatti la mozione presentata dal gruppo presente in Consiglio Comunale di Fratelli d’Italia, sono seguite, nella stessa giornata di giovedì 28 marzo, la presa di posizione da parte della sindaca Elena Carnevali, che a mezzo stampa ha difeso l’operato del membro di Giunta, e poi la riunione di maggioranza voluta per riflettere su quanto accaduto e per capire il da farsi.

Un incontro sollecitato dopo l’affondo della maggioranza, che si è svolto in streaming e del quale è stata chiaramente informata anche la prima cittadina che, però, non ha partecipato. Non nuova a situazioni come queste, Marchesi era infatti già passata al vaglio di mozioni di censura e di sfiducia in occasione della sua esperienza di presidente del Consiglio, quando mandò a quel paese la minoranza, e per il contenuto di documento prodotto dal coordinamento nazionale per la Pace e relativo alla guerra nella striscia di Gaza, portato in aula dall’allora consigliere Paganoni che aveva definito  Marchesi “un assessore passacarte e quindi inutile”.

L’incontro, durato all’incirca un’oretta, non ha prodotto nessuna presa di posizione vistosa, né volontà di mettere in croce, politicamente parlando, l’assessore che per la terza volta si trova di fronte a gestire l’incresciosa posizione. Anche se non sono mancati gli appunti, arrivati proprio dal Pd, dal suo stesso partito. Con alcuni consiglieri che non ha mancato di esprimere piena solidarietà per quanto accaduto e altri, vicini all’area Schlein, la stessa di Marchesi, che hanno scelto di mettere i puntini sulle i rimarcando le mancanze dell’intervento dell’assessore e specificando che le repliche alle dichiarazioni della minoranza potevano essere più precise e ficcanti se supportate da dati e numeri.

Cosa che, però, non è avvenuta. Una sorta di ammissione di colpa, dunque, o almeno così pare, peraltro tutta Dem. E tra incendiari o presunti tali e pompieri, resta il fatto indiscutibile che la maggioranza, per la prima volta nella storia recente del centrosinistra, si è presa la briga di riunirsi per discutere di una mozione di sfiducia e del come poteva essere evitata e per decidere il da farsi nel day after con la conseguente possibilità di esprimersi nella serata di lunedì 31 marzo, in occasione del nuovo Consiglio Comunale. Decisione che non è ancora stata presa.

Le reazioni

E mentre la polemica monta, arriva anche il comunicato con le reazioni del Pd alla richiesta di Fratelli d’Italia. “Sui nidi il centrodestra dimostra una miopia politica preoccupante – così Alessandro De Bernardis, segretario cittadino del PD, e Francesca Riccardi, capogruppo Pd in Consiglio Comunale. “Da mesi – spiega De Bernardis – cerchiamo soluzioni per compensare i tagli imposti agli enti locali dal governo Meloni, ma le nostre proposte e quelle di Anci nazionale sono state ignorate. Il risultato? Prezzi più alti per alcuni servizi essenziali, come conseguenza diretta dei 6,5 milioni di euro sottratti al Comune di Bergamo fino al 2029. Questo è stato discusso più volte sia in Consiglio Comunale che in Commissione, eppure il centrodestra finge di non vedere le cause reali del problema. La verità è che questa mozione di sfiducia è solo l’ennesimo tentativo di protagonismo politico, senza alcuna proposta concreta e con toni spropositati ed offensivi. Sono problemi che loro stessi hanno creato a livello nazionale, ma che non vogliono risolvere”.
“Non capiamo in che modo una mozione di sfiducia all’assessore Marchesi possa incidere sui costi dei servizi. Piuttosto, la destra dovrebbe cambiare approccio e interlocutore: perché non chiede al proprio governo di restituire fondi agli enti locali? – ha spiegato la capogruppo Riccardi -. Perché non investire seriamente nel sistema integrato 0-6 anni, incrementando il fondo nazionale invece di disperdere le risorse del Pnrr? Rinnoviamo piena fiducia all’assessora Marchesi e all’amministrazione Comunale, che in questi anni ha costruito un sistema di nidi d’eccellenza, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Bergamo merita serietà, non strumentalizzazioni”.