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I lupi saranno meno protetti. Legambiente: “Allarmante, serve cambio di passo culturale”
Lupi ripresi dalle fototrappole in Val Seriana

Passa un emendamento della Lega sul declassamento della specie da “rigorosamente protetta” a “protetta”: si attende il via libera dell’Ue. La deputata Frassini: “A rischio coltivazioni e pascoli, promuovere una gestione equilibrata della fauna selvatica”

Un passo deciso verso l’abbassamento del livello di protezione del lupo. Martedì 25 marzo alla Camera è stato approvato un emendamento proposto dalla Lega che declassa il predatore da “specie rigorosamente protetta” a “specie protetta”, aprendo la strada alla caccia selettiva al lupo in Italia.

Il nodo è legato alle tempistiche: l’intoccabilità del carnivoro è al momento ancora garantita dall’Unione Europea. Tuttavia, l’Ue stessa sta ridefinendo lo status del lupo dopo che il comitato permanente della Convenzione di Berna lo ha rimosso dall’Allegato II del documento, quello che elenca le specie faunistiche “rigorosamente protette”, con una modifica entrata in vigore lo scorso 7 marzo.

“Un fatto grave che arriva da lontano – afferma Elena Ferrario, presidente di Legambiente Bergamo -. Le persone hanno paura e tendono a non guardare i dati: i numeri degli incidenti che coinvolgono grandi carnivori sono ridotti. Il problema è culturale, non si è consapevoli che un ecosistema per essere in salute richiede una ricchezza di biodiversità”.

La Commissione europea proporrà nei prossimi mesi una modifica legislativa alla direttiva Habitat che dovrà essere poi adottata da Parlamento e Consiglio: solo a quel punto gli Stati membri riceveranno maggior potere decisionale nella gestione dei branchi che si aggirano nella penisola italiana. Il via potrebbe arrivare entro la fine dell’anno: in realtà, il declassamento continentale avrebbe fatto scattare in automatico quello nazionale.

“La modifica della direttiva Habitat dovrebbe essere calendarizzata nel Parlamento europeo nella sessione di maggio con procedura di urgenza – spiega Rebecca Frassini, deputata bergamasca della Lega -. La crescita incontrollata del carnivoro mette a rischio coltivazioni e pascoli, creando tensioni tra agricoltori e autorità locali”.

“L’idea di uno spostamento ad un grado diverso di protezione è nata a livello europeo sotto la pressione di determinati gruppi politici – ribatte Ferrario -. La fretta di approvare la modifica alla direttiva europea è anomala, forse mirata a dare risposte ad un elettorato esigente”. Se l’abbassamento del grado di protezione del lupo dovesse concretizzarsi verrebbe abolito il divieto di uccisione dell’animale. “Sarebbe così permesso il prelievo venatorio, con la possibilità di praticare abbattimenti in modo regolamentato per non compromettere la sopravvivenza della specie su scala nazionale”, spiega la presidente dell’associazione ambientalista.

Ma quanti sono i lupi in Bergamasca? La Polizia Provinciale conferma che sono tre i branchi che stabilmente sono in movimento nella provincia orobica e le stime del comando attestano la presenza di poco più di 20 esemplari. Tuttavia, come confermato dagli agenti, è difficile individuare il numero esatto: sul territorio sono infatti segnalati erratismi di animali in dispersione.

lupi valle serianaLupi ripresi dalle fototrappole in Val Seriana

Secondo l’ultimo report di Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del Ministero dell’Ambiente, nel 2022 il numero complessivo di esemplari in Italia si attestava intorno a quota 3.300: di questi, solo poco meno di un terzo si muoveva nelle regioni alpine.

“L’approvazione dell’emendamento è un grande risultato per la tutela del comparto agricolo e zootecnico – ribadisce Frassini -. Abbiamo ‘anticipato’ l’efficacia della modifica della normativa nazionale alla ‘nuova’ direttiva europea: così accorciamo i tempi e risolviamo un tema sentito in Bergamasca. L’obiettivo – conclude la deputata – è promuovere una misura di gestione equilibrata della fauna selvatica, tutelando la biodiversità ma anche il lavoro degli agricoltori”.

Intanto Legambiente e Wwf Italia hanno ufficialmente depositato un’istanza d’intervento al Tribunale dell’Ue contro il declassamento del lupo. “Non possiamo accettare che scelte politiche, basate su pressioni lobbistiche piuttosto che su dati scientifici, mettano a rischio i successi raggiunti in questi decenni – dichiarano le associazioni -. Il nostro intervento mira a garantire che venga rispettato il principio di precauzione, che la protezione del lupo rimanga una priorità per l’Unione Europea e che le sorti della natura e la gestione della fauna selvatica rimangano legate alle valutazioni scientifiche e non siano nelle mani di politici senza scrupoli”.