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Accoltellò la moglie fuori dal Lidl di Seriate: “Ho avuto un blackout, non ricordo nulla”

Daniel Manda dal carcere parla per la prima volta al pubblico ministero Emma Vittorio dopo l’aggressione alla consorte del 6 gennaio scorso

Seriate. Vuole tornare a casa, vuole riprendere a lavorare per poter mantenere i suoi due figli e prendersi cura di loro. Lo ha dichiarato Daniel Manda, il rumeno che il 6 gennaio scorso ha accoltellato sua moglie Daniela all’esterno del supermercato Lidl di Seriate.

Non aveva mai parlato prima l’autotrasportatore di 39 anni, ha chiesto di essere sentito dal pubblico ministero Emma Vittorio per fornire la sua versione due mesi e mezzo dopo i fatti. Assistito dall’avvocato Lorenzo Mele, ha detto che quel giorno ha avuto un blackout e non si ricorda nulla dell’aggressione. Secondo le sue dichiarazioni quella mattina non stava seguendo la moglie, ha visto la sua auto nel parcheggio del supermercato e l’ha aspettata. Voleva parlarle ma lei, sempre secondo quanto il detenuto ha raccontato, ha iniziato a provocarlo come spesso succedeva, lui non ci ha visto più e l’ha accoltellata numerose volte.

Non si ricorda però di averlo fatto e nemmeno delle pietre che i clienti del Lidl, su suggerimento di una cassiera, gli tiravano addosso per farlo desistere dal suo intento. E nemmeno di aver ricevuto un calcio nelle parti basse da parte di un elettricista che stava passando di lì e ha assistito alla scena. Non ricorda il militare fuori servizio che lo ha prima colpito con un ombrello e poi, quando Daniel Manda ha perso il coltello dopo aver ricevuto il colpo nelle parti intime, lo ha bloccato insieme all’elettricista in attesa delle forze dell’ordine.

Il coltello? Lui dice di non averlo portato con sé al Lidl e il magistrato ha quindi disposto ulteriori accertamenti.

La lite della sera prima, ripresa anche dall’amica della moglie? Non c’è mai stata, secondo il 39enne. Quella sera stava solo facendo un giro al parco vicino a casa dell’amica della donna, ma non stava seguendo Daniela. Perché, secondo quanto Manda ha riferito, non era vero che i due coniugi litigavano spesso.

Ora ciò che preme maggiormente all’autotrasportatore rumeno, accusato del tentato omicidio della consorte, è il benessere dei suoi figli. Vuole prendersi cura di loro, vuole tornare a lavorare, dato che non è stato licenziato dalla sua ditta, per portare a casa lo stipendio e mantenere i due ragazzi. Della moglie non ne vuole più sapere, le sue intenzioni sono di tenersene alla larga e di vivere la sua vita senza più cercare di ricostruire il rapporto.

Per il momento Manda resterà in via Gleno, almeno fino a quando il quadro dell’aggressione non sarà chiaro, compresa la provenienza del coltello da cucina con il quale ha quasi ammazzato la donna.

 

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