L'editoriale
|Tutti vogliamo più sicurezza, ma non possono esserci due pesi e due misure
Perché il singolo blitz di un programma televisivo sembra valere più di uno dei tanti interventi quotidiani sul territorio delle forze dell’ordine?
I fatti. Martedì sera, 25 marzo, durante un incontro chiesto dall’associazione ‘Le Botteghe di Borgo Palazzo’, interviene il questore di Bergamo Andrea Valentino. Il capo di via Noli spiega l’azione e l’impegno quotidiano dei suoi agenti. E invita i presenti a non confondere degrado e microcriminalità. Fa di più: rinnova l’appello a denunciare in Questura e non sui social. E, soprattutto, ascolta le richieste dei cittadini.
Quando il dibattito si fa un po’ acceso, un signore dalla platea afferma: “In stazione deve arrivare Striscia La Notizia…”. Come a dire: se si vogliono vedere dei risultati, deve intervenire il programma tv, nei giorni scorsi in città per documentare un episodio di spaccio.
Il questore si arrabbia, difende il suo operato e dei suoi uomini. Bergamonews riprende la notizia e veniamo tempestati sui social da commenti dileggianti nei confronti delle forze dell’ordine. Non tutti, ma la maggior parte.
Abbiamo deciso, come redazione, di non eliminare il dibattito sul nascere, limitandoci a cancellare solo i commenti più offensivi. Come se ancora una volta i social fossero una piazza, una vera agorà. Rispettosi prima di tutto dei lettori.
Ora, però, bisogna tirare le conclusioni. Al di là della scarsa considerazione e del poco rispetto dell’istituzione deputata a far rispettare la Legge, elogiando al contrario la singola incursione in stazione di una troupe televisiva, permettetemi di annotare che qualcosa non va.
Innanzitutto, quando riceviamo la comunicazione di un sequestro – magari non ingente – di sostanza stupefacente, leggiamo commenti che ironizzano sull’operato di carabinieri e polizia. Quando lo stesso risultato si ottiene dopo un servizio in tv, si fa dell’inviato di turno un eroe (non ce ne voglia Brumotti che fa il suo mestiere).
Non sono due pesi e due misure? Non manca un po’ di equilibrio nelle valutazioni? Forse si pretende la presenza di un poliziotto per ogni cittadino, come se fossimo in uno Stato di Polizia? Si è consapevoli del fatto che le forze dell’ordine applicano la Legge in contesti difficili e pericolosi per loro stessi? Persone, in fin dei conti, come noi.
E ancora: oltre la tastiera, il profilo fasullo, il piacere di lanciare un sasso alla forza pubblica, c’è qualcosa di più? Ci sono delle proposte valide? C’è un principio di cittadinanza, un senso di responsabilità civica che possano davvero cambiare la sicurezza, o la percezione di sicurezza in città? Solo una comunità di cittadini armati di sani principi, che sappia collaborare e fare rete, può risolvere un problema.
Tutto il resto è perdita di tempo, di energia, di rispetto. Oltre che scoraggiante desolazione.



