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“Estate senza piscine Italcementi” e scatta la petizione. Valesini: “Impossibile mantenerle aperte”
Piscine Italcementi

La gestione della chiusura della struttura ha suscitato indignazione nella comunità. Aperta una raccolta firme online

Bergamo. Bergamaschi al caldo quest’estate. Le piscine Italcementi della città chiuderanno tra poco più di due mesi. L’inizio del cantiere è previsto a giugno 2025 per una durata di due anni.

La chiusura riguarderà sia le attività estive sia quelle annuali: chiuderanno le vasche esterne, il parco e l’intera struttura.

La vicenda ha suscitato non poco disappunto; infatti, è stata avviata una raccolta firme su Change.org per avanzare diverse richieste alle quali, Francesco Valesini, assessore alla rigenerazione urbana, pianificazione urbanistica, edilizia privata e patrimonio ha prontamente risposto.

La prima richiesta consiste nel mantenere aperti il parco estivo e le vasche esterne per le estati 2025 e 2026.

“Le piscine hanno un sistema impiantistico di gestione delle vasche centralizzato, sia per l’interno che per l’esterno – risponde Valesini -. Non è possibile quindi ipotizzare di dare avvio al cantiere mantenendo le vasche esterne in funzione. Si sarebbero dovute affrontare delle modifiche che avrebbero inciso ulteriormente sul quadro finanziario dell’operazione aggravandone ulteriormente i costi. Il progetto che si andrà a cantierizzare prevederà al contrario un impianto separato in modo da non esporsi più a situazioni così penalizzanti ”.

La petizione chiede anche di mantenere il comune come garante della futura gestione assicurando condizioni e prezzi adeguati a un servizio pubblico.

“Il Comune avrebbe potuto imporre tutte le condizioni possibili ed immaginabili ma il risultato sarebbe stato che nessun operatore privato avrebbe avanzato una proposta di investimento. I prezzi sono stati comunque definiti da un piano tariffario concordato tra il soggetto proponente e l’Amministrazione e messo poi a gara” precisa l’assessore.

Un’altra questione particolarmente sentita dalla cittadinanza riguarda le società di tuffi, in quanto la piscina è anche luogo in cui vengono formati giovani atleti, i quali potrebbero essere costretti a spostarsi in altre strutture, magari più lontane.

“La copertura con relativo sistema di riscaldamento, sistema di ricircolo dell’acqua e realizzazione di spogliati provvisori (con una struttura molto alta visto che dovrebbe coprire trampolini alti più di 10 metri), richiederebbe investimenti temporanei tali da rendere ancora una volta insostenibile l’operazione – sostiene -. Altre sono le soluzioni che si stanno cercando per dare risposte alla società di tuffi, proprio grazie al non semplice lavoro che sta portando avanti la collega Messina”.

Rispetto, invece alla possibilità di procedere con i lavori per lotti in modo da garantire la continuità, Valesini dichiara: “L’esempio dello stadio (i cui lavori di riqualificazione sono iniziati nel 2019 e terminati nel 2025) nulla ha a che fare con quello delle piscine. Le condizioni impiantistiche, che rappresentano una delle voci più significative dell’intero intervento di riqualificazione, rendono impossibile ipotizzare degli interventi per lotti con parti che continuino a rimanere nel frattempo in esercizio”.