Bergamo. Il Consiglio Comunale inizia con il ricordo e il minuto di silenzio chiesto dalla sindaca Elena Carnevali per la scomparsa di Filippo Maria Pandolfi, il politico bergamasco della Democrazia Cristiana che, negli anni del suo impegno, ha ricoperto cariche importanti tra le quali quella di Commissario Europeo, sottosegretario e ministro: “Fu un uomo delle istituzioni, un politico di stile e sostanza, raffinato nei modi e rigoroso nelle scelte. Ebbe il merito di rappresentare Bergamo nei contesti più alti della politica internazionale, portando con sé il tratto distintivo della nostra terra: la serietà, la concretezza, il senso del dovere e le grandi doti di umanità. La sua passione e il suo incessante contributo all’integrazione europea rappresentano il lascito più forte che ci ha donato”.
I lavori dell’Aula si concentrano sugli ordini del giorno collegati al Bilancio e la lente d’ingrandimento è tutta puntata su quelli relativi agli asili nido, all’aumento delle tariffe e alla possibilità di ripristinare posti e convenzione nelle due strutture di Redona e Colognola con l’opzione prevista da Regione Lombardia, “Nidi Gratis Plus”.
Ordini del giorno sugli asili nido
Tre gli ordini del giorno presentati sui nidi, a firma Ida Tentorio, Cristina Laganà e Silvia Gadda, in quota Pd. Fratelli d’Italia affonda il colpo sul tema, con interventi di tutti e quattro i consiglieri comunali, compreso Filippo Bianchi.
“La richiesta che facciamo all’amministrazione è quella di modificare i costi di gestione folli che ha questo Comune”, così Arrigo Tremaglia. “Gli asili sono una strumento indispensabile per la tutela e la crescita della figura della donna e per le famiglie – così Tentorio –. Per questa ragione, devono essere distribuiti in maniera equa su tutto il territorio cittadino e devono avere dei costi abbordabili. Il modello proposto è fallimentare, miope e senza futuro. Bergamo è la decima città più cara d’Italia. Non siamo contrari all’aumento dei fondi statali, ma prima l’amministrazione deve dimostrare di essere in grado di usare bene le sue risorse. E deve dimostrare che le rilevanti spese sostenute, oltre 9 milioni di euro, sono gestite al meglio. Chiediamo il confronto con città analoghe alla nostra, sia in Italia che in europa. Solo dopo esserci guardati attorno, allora possiamo pensare di mettere un cerotto sulle inefficienza. Noi siamo per un modello misto che prevea l’impiego di dipendenti comunali e le convenzioni con privati e che faccia attenzione anche all’ultimo euro speso. E vanno resi più efficienti i controlli sui conti”. Laganà conclude “chiedendo di convocare al più presto la 4 Commissione per discutere delle decisioni prese e delle strategie da mettere in atto per sostenere le famiglie nei quartieri di Colognola e Redona e dare vita a una convenzione con oneri ridotti e una revisione dei criteri della Regione”. “Quello che possiamo fare è lavorare sulle politiche dell’infanzia e quelle sulle giovani coppie – così Loredana Poli, Lista Gori per Carnevali -. Buona l’idea dell’approfondimento della 4, anche quella di aprire un’interlocuzione con Regione Lombardia”.
“Il nido è più di un servizio, è un ponte verso la comunità per i bambini e anche per le famiglie – così Silvia Gadda, Pd -. Per questo chiediamo di dare priorità nella pianificazione dei servizi 0-3 ai quartieri sprovvisti di nido comunale, come Colognola e Redona. Inoltre abbiamo chiesto alla giunta di rivedere gli accordi con i privati per garantire ai genitori del Femì della misura Bonus asili nidi plus di regione Lombardia. Colpisce che il centrodestra abbia votato contro a queste proposte, per fortuna approvate a maggioranza. Io e tutti i colleghi e colleghe non potevamo non accogliere anche la richiesta di Laganà, di approfondire il tema e di chiedere a Regione Lombardia di confermare la misura Asili Nido Plus, basata su fondi europei”.
La replica all’assessore all’Istruzione Marzia Marchesi: “Voglio iniziare sottolineando che il sistema integrato 0-6 anni di Bergamo non è solo una questione di costi, ma di qualità e accessibilità. La nostra città offre una varietà di servizi educativi, che rispondono a necessità diverse delle famiglie, e ridurre tutto a un semplice confronto di numeri rischia di trascurare la qualità del servizio. Il modello misto pubblico-privato presente a Bergamo è un punto di forza. La rete di servizi che abbiamo costruito, includendo asili comunali, asili convenzionati e asili accreditati, mira a garantire pari opportunità di sviluppo per tutti i bambini, senza discriminazioni economiche o sociali. Un cambiamento radicale rischierebbe di compromettere l’equilibrio che abbiamo raggiunto. Per quanto riguarda i costi, è vero che altre città lombarde hanno cifre diverse, ma è importante ricordare che ogni Comune ha un proprio sistema tariffario e fasce Isee differenti. In estrema sintesi, se ci limitiamo a considerare il valore della retta massima a pari tempo di servizio erogato (8.30-16.30), il confronto tra le città evidenzia i seguenti valori: Bergamo 590 euro, Brescia 591,91 euro, Monza 638,60 euro, Pavia 482 euro, Como 602 euro, Varese 720-891 euro, Milano 502,50 euro e Mantova, che non fa pagare nulla.
Questi numeri mostrano come i costi possano variare, ma non basta un semplice confronto per stabilire quale sia il miglior modello. In questo contesto, è fondamentale non solo garantire la sostenibilità economica dei servizi, ma anche concentrarsi sulla loro qualità, affinché ogni bambino possa avere un’opportunità di sviluppo equa, completa e inclusiva. La consigliera Tentorio vorrebbe quantificare la spesa per ognuno dei 291 bambini e bambine frequentanti gli asili gestiti direttamente dal Comune ma questo richiederebbe elaborazioni onerose (ad es per quanto riguarda le utenze andrebbe verificata la spesa per ciascun asilo, distinguendo tra quelli gestiti direttamente e quelli esternalizzati, cosi come, per quanto riguarda le entrate, bisognerebbe verificare la tariffa singolarmente versata da ciascun bambino per distinguere quelli degli asili gestiti direttamente da quelli esternalizzati), senza per altro arrivare ad avere informazioni decisive per scegliere un modello diverso.
Ci siamo interfacciati in questi giorni con i servizi educativi di Brescia, con i quali tra l’altro abbiamo da sempre scambi di buone pratiche, e con i servizi educativi del Comune di Vicenza, scoprendo quello che già sapevamo: modelli adottati sono complessi e difficilmente confrontabili nei costi. È quindi essenziale non solo monitorare i costi, ma anche garantire che ogni bambino abbia un’opportunità di sviluppo equa e di qualità. La nostra priorità deve rimanere il benessere dei bambini, e l’efficienza del sistema educativi, non può prescindere da questa premessa. Bergamo ha già superato l’obiettivo europeo per la copertura dei posti nido e siamo prossimi all’apertura di nuove strutture come quelle di Valtesse, Malpensata e Boccaleone. Questo si ricollega al secondo odg relativo ai nidi convenzionati Femì e Bosco delle coccole. Negli ultimi anni, il Comune ha aumentato i posti convenzionati nei nidi Femi, da 20 a 35 posti, e Bosco delle Coccole, da 10 a 20 posti, per far fronte a emergenze come pandemia e i lavori Pnrr. Nel 2025-2026, a fronte dei nuovi posti nelle strutture comunali, il Comune garantirà ai nidi convenzionati solo i posti già assegnati fino al passaggio dei bambini alla scuola dell’infanzia, 18 posti al Femì, 9 al Bosco delle Coccole.
Se emergeranno nuove necessità e il bilancio comunale lo consentirà, si valuterà l’acquisto di ulteriori posti convenzionati, rispondendo positivamente all’ordine del giorno della consigliera Gadda. Stiamo valutando e studiando una sperimentazione per una nuova forma di convenzione che permetta anche alle famiglie che si iscrivono a questi nidi di fruire del programma Nidi Gratis Plus di Regione Lombardia”.
Ordine del giorno sul taglio agli Enti Locali
Sull’ordine del giorno presentato da Francesca Riccardi, Pd, sui tagli agli Enti Locali, la capogruppo Dem riferisce che “il Comune, pur soffrendo, è riuscito a sopperire alla spesa con evidenti sacrifici. La legge di Bilancio varata dal Governo prevede dei tagli consistenti, 250 milioni di euro fino al 2028, con una sforbiciata complessiva di 4 miliardi che ricadono sugli investimenti e sulla qualità dei servizi offerti”. “Questo è solo un attacco al Governo. Siamo tutti d’accordo a chiedere una tutela, ma qui rivendcate l’Autonomia e poi a Roma votate contro. Un controcircuito. Noi siamo da sempre contrari a mettere le mani nelle tasche dei cittadini come avete fatto voi con il Bilancio. Siamo favorevoli ad attenzionare il comparto degli Enti Locali ma contrari all’aumento della pressione fiscale”. “Non mi piace l’impostazione secondo la quale esistono solo due scelte: o le erogazioni da parte dello Stato o i tagli ai servizi: c’è anche il concetto della razionalizzazione delle spese e il loro contenimento – così Andrea Pezzotta, Lista Pezzotta -. Questo argomento viene costantemente dimenticato. Poche settimane dopo le elezioni, è arrivata la richiesta di aumentare il contriubuto alle cooperative. Magari, prima di dire di sì immediatamente, ci si poteva pensare. Questa divisione, tra buoni e cattivi, quella che state facendo voi, è una distinzione che non condivido”. La replica all’assessore al Bilancio Sergio Gandi: “A nessuno piace mettere le mani nelle tasche dei cittadini, non credo che un amministratore goda nell’aumentare le imposte. Ma rivendico la scelta di aumentare l’aliquota Irpef: la rifarei, come tante altre scelte. La prima operazione che si cerca di fare è sempre quella di contenere la spesa. Ma non sempre si riesce. Ricordo comunque che la metà del disavanzo iniziale è stato recuperato per contenere le spese. E preciso che quando si parla di autonomia, un conto è quella regionale, ben altra cosa è quella riferita agli Enti Locali”.
L’ordine del giorno sulla sicurezza partecipata di Lista Futura
Ordine del giorno sulla sicurezza partecipata a firma Aldo Lazzari, Futura-Alleanza Verdi e Sinistra-Oltre, che fa riferimento alle “zone rosse” introdotte dalla Prefettura e dal Comune di Bergamo: “Chiediamo uno sforzo in più, altrimenti l’approccio è solo securitario. Ma il disagio sociale non scompare, si sposta altrove. Chiediamo un approccio più ampio e strutturale che affianca azioni concrete di rigenerazione urbana, partecipazione e inclusione sociale, intervenendo sulla qualità degli spazi pubblici, incentivando il commercio di vicinato e attività culturali, i migliori deterrenti oltre il senso di insicurezza. Quando un’area è vissuta in modo positivo, il senso di insicurezza si riduce. Fondamentale garantire presidio costante, coinvolgendo comitati di quartiere, i cittadini, chiediamo che questo presidio sociale venga incentivato. La sicurezza non si costruiosce con la paura ma rendendo viva la città”. “E’ un tema delicato che spesso ha diviso l’aula – interviene Barbara Carsana, Pd -. Questo odg dà delle risposte, innalzando il problema nella sua complessità, progettando strategie lungimiranti. Il fenomeno della devianza non si può affrontare eliminando fioriere, la lotta allo spaccio non si vive solo con le zone rosse, ma con un lavoro coordinato tra assessorati, con l’educazione e l’integrazione”. Giacomo Angeloni, assessore alla Sicurezza ringrazia i presentatori, “Sono tanti – dice – i piccoli pezzi di puzzle che vanno a comporre le politiche. Si sta facendo un grande lavoro sulla rigenerazione urbana, sulla partecipazione, riportando le persone nei luoghi facendoli vivere, penso alle feste di quartiere, sulle politiche educative”.
Il voto del centrodestra è contrario. Spiega le ragioni Andrea Pezzotta: “Non ci rendiamo conto del momento che sta accadendo. La paura non è la nostra, ma dei geinitori degli studenti che si sono consorziati nel rappresentare la situazione di fortissimo disagio, loro chiedono risposte, non auliche ma concrete. E’ vero che non deve limitarsi a reagire e trovare soluzioni, ma devono essere efficaci. Se la politica ignora i dati oggettivi, non fa bene il suo mestiere. I rappresentanti delle società che gestiscono i trarpotti dicono che la situazione è peggiorata, bisognerebbe continuare a farsi delle domande sull’efficacia delle nostre politiche. Se non verifichiamo che le politiche ottengono qualche risultato polticio, forse si dovrebbe cambiare strategia. Le soluzioni bisogna trovarle. Voi state andando in continiità con quello fatto negli ultimi dieci anni, ma quelle poltiiche, la brutta noitzia che vi do, non hanno fermato la situazione, ma addiritutra peggiorata. Credo che un amministratore oculato dovrebbe comuinicare magari a ripensare certi interventi”.
“Sono d’accordo ma non del tutto e non me la sento di votare a favore dell’ordine del giorno del consigliere Lazzari – così Roby Amaddeo, Lista Gori per Carnevali -. I commercianti non salveranno le vie, faccio fatica a votare qualcosa quando non vedo soluzioni”. “Come abbiamo visto, ad esempio, con la situazione di Piazzale Alpini, i problemi al posto che essere affrontati, sono stati solo spostati un po’ più in là – così Alessandro Carrara, Lega -. Se queste sono le soluzioni per Bergamo, la risposta non possono che essere le ronde dei cittadini. E mi auguro che il Comune intervenga in maniera più incisiva”.
“Penso che quello proposto da Lazzari sia un ordine del giorno che rivendica con forza le scelte che abbiamo fatto in campagna elettorale – così la sindaca Elena Carnevali –. Le politiche di sicurezza sono una priorità di questa amministrazione e lo abbiamo dimostrato. Alcune scelte sono state fatte in continuità con chi mi ha preceduto, altre no. La domanda che ci dobbiamo porre è se sono sufficienti. L’indicazione corretta, dal nostro punto di vista, è che accanto al tema della riqualificazione delle infrastrutture vengano messe in atto anche politiche di animazione e partecipazione, per cui i luoghi siano abitati e vissuti. Ho parlato molto con i giovani e ho capito che i problemi non si risolvono nel botta e risposta della dialettica. La sicurezza integrata deve essere una sintesi politica che fa la differenza quando non fa riferimento solo all’impiego delle forze dell’ordine. Così faremo sulla stazione delle autolinee, così anche in altre zone della città, anche con l’aiuto delle Reti di Quartieri. E’ la ricetta che ci serve per rispondere in maniera più adeguata alle esigenze dei cittadini”.
“Non ho dubbi sul mio voto contrario, mi stupisce molto leggere le parole di Lazzari – così Arrigo Tremaglia, Fratelli d’Italia -. Io ricordo dichiarazioni contrarie all’istituzione delle zone rosse, definite come inutili e pericolose, militarizzaione degli spazi, riarmo che prima rivendicava come un risultato, invece la lista Futura-Alleanza è avversa totale, ma questa cosa non si legge tanto, sembra più sfumata”.
L’ordine del giorno passa, con il voto favorevole della maggioranza e con la sola astensione, annunciata nell’intervento, di Amaddeo. La minoranza si spacca: Ceci, Laganà, Carrara e Ribolla astenuti. La rimanenza dei consiglieri vota contro.