La Bergamo del futuro tra polo intermodale, flusso delle merci e logistica: infrastrutture per la crescita
Il convegno di Regione Lombardia si snoda alla Fiera Edile in un momento di dialettica proficua tra le istituzioni del territorio
Bergamo. L’importanza di nuove infrastrutture e il loro ruolo nel sostegno dello sviluppo economico e sociale del territorio, nella capacità di rispondere alle necessità e di saper fare sintesi tra i bisogni e il rispetto della sostenibilità ambientale. Ma anche le strategie e il valore dell’intermodalità e della logistica, tra modernità dei tempi e visione globale, per una terra manifatturiera, qual’è quella bergamasca, che da sola conta il valore massimo di produttività a livello europeo e che, come tale, merita investimenti e lungimiranza anche e soprattutto quando il focus è incentrato sul tema delle infrastrutture che, per tenere alta l’asticella della competitività, devono continuare ad essere adeguate nelle loro potenzialità per garantire un posizionamento strategico nel mercato globale.
E, ancora, il flusso delle merci, il ruolo del pubblico in termini di cabina di regia, gli scenari della politica, il gettito del Pnrr, con il cronoprogramma sempre più corto, la sfida nella gestione di un aeroporto sempre più internazionale ma dalle radici salde e la partita del trasporto tra gomma e ferro. In mezzo a tutto questo, al costruttivo dialogo andato in scena nel pomeriggio di giovedì 20 marzo alla Fiera Edile, edizione 2025, ci sono Bergamo e la sua provincia, con un piede nell’oggi e uno nel domani. Questo il significato di “Verso Lombardia 2030, infrastrutture per la crescita”, il convegno voluto e oragnizzato da Regione Lombardia in cui hanno partecipato, alternadosi sul palco della sala Caravaggio, l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi, chiamata a fare gli onori di casa lato Pirellone e a portare i saluti di Edoardo Rixi, vice ministro al Mit, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, il presidente di Provincia Pasquale Gandolfi, il presidente di Sacbo Giovanni Sanga, la presidente di Confindustria Giovanna Ricuperati, Giovanni Zambonelli, vice presidente della Camera di Commercio di Bergamo, Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo, Francesco Corna, segretario generale della cisl Bergamo, Gabriele Borella, presidente di Coldiretti Bergamo, Giacinto Giambellini, presidente di Confartigianato e Luciano Patelli, vice presidente di Confcommercio e presidente di Promoberg.
A prendere la parola per prima, la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali: “Bergamo e la provincia vivono un periodo di grande dinamismo, di fermento che ci fa toccare con mano il tema dell’attrattività dei territori e le possibilità, oltre che l’esigenza, di declinare in maniera quanto più accessibile e proficua possibile le infinite possibilità offerte dall’intermobilità che, unita alla qualità della vita che si misura anche nelle relazioni, rappresenta la centralità di Bergamo. I 700 milioni di euro di investimento in termini di infrastrutture, anche rispetto al tema del raddoppio ferroviario per aeroporto, per le tratte di Montello, Ponte San Pietro, raccontaano della volontà di dar vita a scenari su scala sovra locale, come del resto il perimetro si allarga quando si parla di e-Brt, di T2 e molto altro ancora. Bergamo sta prendendo sempre più le sembianze di una città europea, inclusiva, pronta a vivere cambiamenti capaci di tradursi in efficienza. L’impegno però deve essere sempre quello di far lavorare le istituzioni in concerto: Comune, Regione e Ministero, in una tensione capace di tradursi in miglioramento grazie al contributo di tutti. Come è stato, ad esempio, il caso dell’accordo fatto per il salto del Montone di Treviglio che ci permetterà di avere un collegamento fonte di crescita e sviluppo. E perché il tutto venga portato a termine, è necessario che quest’opera così strategica per la Bassa sia monitorata da un commissario.
Parliamo di infrastrutture, oggi, qui, in Fiera, immersi in un territorio, il nostro, di stampo manufetturiero, capace di produrre, da solo, il 20% del Pil lombardo. La Fiera che oggi ci ospita ha bisogno di essere sempre più grande, di potersi posizionare in un mercato più attrattivo e mettersi in realzione con altre realtà simili. Per questo stiamo lavorando perché anche questa istituzione possa avere una fermata del treno che arriverà all’aeroporto. Abbiamo lavorando perrché lo scalo merci riaprisse e continuiamo a farlo perché si arrivi il prima possibile ad una soluzione che consenta il passaggio del trasporto da gomma a ferro. Il sistema città è molto ampio, costruito su interessi collettivi e il nostro compito è quello di impegnarcoi per costruire il futuro”.
“Sfioriamo il miliardo di euro di investimenti per le opere messe a terra dal sistema Provincia – così il numero uno di via Tasso Pasquale Gandolfi -. E il nostro compito, oltre che allocare risorse, è quello di concorrere ad una visione globale, frutto dell’impegno della politica, dell’imprenditoria, dell’università e dei sindati, come del resto racconta il Tavolo Bergamo 2030. Serve però che le idee vengano messe a terra, serve darci delle priorità e lavorare in rete. Fino ad oggi abbiamo fatto un buon lavoro, siamo stati bravi. E’ giusto anche riconoscercelo. Ora andiamo avanti. Sia il sistema ferro che il sistema merci devono essere competitivi, perché i beni possano arrivare nel mondo in maniera più veloce e efficiente. Ma se vogliamo davvero crederci fino in fondo e cambiare il paradigma, abbiamo bisogno di un hub logistico che si muova su ferro e che la cabina di regia dell’interporto sia nelle mani del pubblico: è indispensabile che Rfi e il Ministero siano co-responsabili di questo intervento anche perché la nostra provincia diventi più attrattiva. E’ una riflessione che va fatta in maniera collegiale da tutti gli attori del territorio. E dobbiamo essere trasparenti: sederci, confrontarci e trovare la soluzione migliore e dare risposte adeguate ai nostri cittadini. Per questo ho voluto gli Stati Generali delle Infrastrutture, perché trovo necessario uno spazio di confronto, di dialogo fatto in concerto col territorio, con l’obiettivo di coinvolgere anche il Mit e Regione Lombardia. Se questo tipo di ragionamento, se questo metodo fosse stato applicato anche sul tema della logistica, se ci fosse una pianificazione e un raccordo tra i Comuni, con saremmo arrivati ad una situazione così complessa come quella che stiamo vivendo oggi”.
L’assessore di Regione Lombardia Claudia Terzi ha puntato l’attenzione sul ruolo di Regione Lombardia rispetto allo sviluppo e alla tenuta del comparto infrastrutturale: “Se il territorioè attrattivo e cresce è perché ci sono le infrastrutture e alla base di tutto c’è la politica dei trasporti, il suo elemento propulsivo volto anche anche al sostegno e a servizio dell’economia. In questa seconda legislatura, in Regione, ci chiediamo verso quale Lombardia vogliamo andare. Abbiamo vissuto anni straordinari, frutto di grandi investimenti pubblici. Di tutte le risorse arrivate in Lombardia, il 71% è stato riversato nel comparto delle infrastrutture, parlandone e immaginandole secondo un’accezione moderna, cercando di progettare l’equilibrio in un rinnovato e ritrovato patto fatto anche e soprattutto con l’ambiente. Oggi parliamo di collegamento con aeroporto, frutto delle scelte felici fatte in vista di Milano-Cortina. Non solo. Regione guarda al suo territorio anche quando pensa a opere strategiche per il territorio provinciale: penso alla variante di Zogno, a quella di Trescore e Cisano. Gli aeroportoi lombardi sono in cima a tutte le classifiche e Orio è terzo in Italia per la movimentazione dei passeggeri. Lo sguardo e l’impegno sono sulla T2, sul prolungamento della tranvia e su molto altro. Abbiamo tanti obiettivi da raggiungere, ma quello che più di tutto dobbiamo dobbiamo tenere a mente sono le nuove infestrattute intese anche come ammodernamento e matutenzione delle esistenti”.
Nel primo panel di “Verso quale Lombardia”, protagonista dell’analisi è anche Giovanni Zambonelli, vice presidente della Camera di Commercio di Bergamo: “Quando si lavora di concerto e la politica fa il suo mestiere, con le istituzioni e i privati, il risultato è certamete vincente. E parlando di infrastrutture, necessarie e vitali, non si può non pensare anche al ruolo strategico che la Fiera ha, e al suo domani. Una Fiera che ha bisogno di spazi nuovi e più grandi. Del resto siamo di fronte ad una svolta epocale, di caratura internazionale. Un’occasione sfidante che dobbiamo vivere fino in fondo”.
“Serve un ecosistema che non risponda solo ai confini politici, ma dell’economia – così Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria – Se pensiamo sulla capacità imprenditoraile di questo eco sistema, pensiamo al fatto che la nostra è una terra di stampo, di marca manufetturiera, sulla quale si poggia il benessere collettivo e il valore della democrazia, della qualità della vita determinata peraltro da quanto si produce e si ridestribuiesce. E se allarghiamo l’orizzonte e guardiamo in Europa, Bergamo e Brescia sono rispettivamente seconda e prima sull’asse oltralpe: primati importanti che però non sono per sempre. Sono rari, preziosi e vanno preservati. Non esiste un altro territorio come il nostro, disseminato da così tante competenze, dalle valli alla bassa. Che fa dell’export il suo motore: 20,6 milardi di euro di merci vanno in giro per il mondo. Il che significa che ogni mezzo punto in più di Pil è mezzo punto in più di infrastrutture. Numeri fatti di persone che sono necessarie, come lo sono e lo saranno i nostri giovani, gli studenti che entreranno nelle imprese e come lo sono i dati, le informazioni e i luoghi di aggregazione e di idee.
La logistica rappresenta uno dei fattori strategici e fondamentali del processo, tanto da non essere più una variabile da guardare dall’esterno o da esternalizzare. Diversamente la merce rischia di essere un di cui. In questo senso la politica deve avere uno sguardo il più alto possibile, serve una visione nazionale e europeo. La vera sfida sta nella logistica: un elemento forte e compettivo, di innovazione e conoscenza. Serve la volontà di guardare oltre, lavorando anche sul tema della velocità e del ritmo. E’ impossibile pensare oggi e fare tra dieci anni perché signifirebbe rivedere tutto il processo.
Il polo intermodale di Cortenuova l’abbiamo visto disegnato sulla carta ed è un sogno per come si prospetta. Laddove esista una possibilità di scambio da gomma e ferro e da ferro verso Europa in maniera efficiente, vediamo una soluzione assolutamente interessante. Su questo – ha aggiunto – dobbiamo lavorare insieme: la politica, certamente, e il sistema industriale che deve essere presente per garantire che quel passaggio di merci sia coerente con i nostri bisogni. È importante che ci siamo perché le nostre imprese siano parte di questo processo». Ricuperati ha definito il polo intermodale di Cortenuova una «priorità fondamentale per le nostre imprese, dentro una dimensione di velocità, intermodalità futuro e attenzione ai territori e alle popolazioni che vi abitano”.
“La sfida dell’aeroporto è quella di fare leva sulla specificità bergamasca senza perdere vista la mission strategica e internazionale – così Giovanni Sanga, presidente di Sacbo –. E tra le peculiarità della nostra realtà, quella che ci consente di tenere insieme le due anime, c’è anche e soprattutto la forte componente bergamasca del nostro Cda che ci ha consentito fino ad ora di cogliere le opportunità del mondo pur rimanendo ancorati saldamente al territorio, generando una perfetta sintonia. Se continueremo a mantenere questa doppia faccia, riusciremo a dare un contributo significativo. In italia non è sempre, specie dove la base sociocratica è fondata solo su funzioni finanziariae ma dove il peso dei dividendi dà un’impronta diversa anche sul piano degli investimenti. Le due grandi sfide delle realtà aeroportuali oggi sono rappresentate da sostenibilità e digitalizzazione. Il primo è un tema delicato e prioritario: il nostro è un aeroporto che vive nel conteso urbano, con il quale si rapporta costantemente. La seconda perché rappresenta la frontiera dei grandi cambiamenti in corso, il cui impatto è fontamentale e importante tanto quanto gli investimenti, insieme alla multimodalità che dev’essere vero e di stampo europeo. Oggi siamo in condizione di realizzare un modello unico, e possiamo accogliere e vincere questa sfida grazie anche agli investimenti che abbiamo fatto sul ferro e che aspettavamo da 100 anni e all’alta velocità, favorendo un dialogo costante tra il mondo dell’aeroporto e quello della ferrovia”.
Luciano Patelli, vice presidente Confcommercio Bergamo e presidente di Promoberg: “Non c’è ancora un collegamento tra Fiera e aeroporto a mezzo autobus. Se parliamo di infrastrutture e di sostenibilità, non possiamo non parlare anche di questo tema. Fermata della ferrovia, sia funzionante. Resta l’amarezza, almeno al momento, che il treno che passerà dall’aeroporto non avrà una fermata in Fiera e che i nostri visitatori, sempre di più, che arrivano a Orio debbano venire da noi con il taxi o con le navette. Va trovata una soluzione perché, pur dichiarata fattibile, non è stata inserita nei piani del Pnrr. Come resta fondamentale la costruzione di un terzo padiglione: possibilità e occasione determinante per non essere solo visti come incubatore di eventi fieristici ma panche per portare indotto. La Fiera di Bergamo non gode e non vive di finnaziamneti pubblici ma di fondi propri e lavora per chiudere il suo bilancio in pareggio, senza togliere risorse al territorio ma per portarne”.







