Sanpellegrino, in 7 anni risparmiati 337 milioni di litri di acqua: sono circa 135 piscine olimpioniche
La salvaguardia delle risorse idriche e dei ghiacciai al centro dell’impegno del gruppo in tutta Italia
San Pellegrino Terme. L’acqua rappresenta una risorsa fondamentale per le persone e per il pianeta. Da sempre il gruppo Sanpellegrino si impegna a proteggerla, per renderla disponibile per le generazioni presenti e future.
La società valorizza l’elemento anche attraverso progetti che abbracciano l’intera filiera produttiva, dalla tutela delle sorgenti all’ottimizzazione del consumo nei processi industriali, e iniziative a sostegno della ricerca sui ghiacciai, in linea con i principi del World Water Day 2025.
“L’acqua è un elemento cruciale per l’uomo e per gli ecosistemi naturali – spiega Michel Benvenuto, amministratore delegato del gruppo Sanpellegrino -. Come azienda ci prendiamo cura delle sorgenti sviluppando progetti per rigenerare i cicli idrologici dei territori in cui sono presenti i nostri stabilimenti. Anche la protezione dei ghiacciai – prosegue – è un aspetto fondamentale del nostro impegno perché sono i veri e propri ‘termometri’ del pianeta, preziose sentinelle che ci segnalano i cambiamenti climatici”.
Da anni Sanpellegrino collabora con l’Università degli Studi di Milano supportando attivamente la ricerca scientifica per la protezione e il monitoraggio dei ghiacciai. Un impegno che risale a quasi vent’anni fa, con l’installazione di una stazione meteorologica automatica sul ghiacciaio Dosdè Orientale in Alta Valtellina, e con il ghiacciaio dei Forni, uno dei giganti delle Alpi italiane. La collaborazione con UniMi ha portato nel 2015 alla realizzazione del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, un atlante aggiornato che raccoglie dati e informazioni sui 903 ghiacciai presenti nella penisola. Negli ultimi anni, con il brand Levissima, il Gruppo ha sviluppato ulteriori iniziative per il Ghiacciaio dei Forni e nel 2023 ha donato all’Università degli Studi di Milano nuove attrezzature per il monitoraggio dei ghiacciai.
Il contributo di Sanpellegrino nella salvaguardia delle risorse idriche comprende anche progetti per una gestione attenta e sostenibile dell’acqua, che consentono di ridurre, riutilizzare e riciclare l’acqua impiegata in tutte le attività produttive. Grazie a queste iniziative negli ultimi sette anni il gruppo ha risparmiato oltre 337,7 milioni di litri , un quantitativo equivalente al contenuto di 135 piscine olimpioniche. Il sito produttivo di Ruspino, dove viene imbottigliata l’acqua S. Pellegrino, nello stesso periodo ha risparmiato oltre 194 milioni di litri di acqua nei processi produttivi.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Sanpellegrino annuncia anche di avere certificato lo stabilimento di Cepina Valdisotto (Sondrio) , dove viene imbottigliata l’acqua Levissima, secondo lo standard internazionale Aws (Alliance for Water Stewardship) che promuove una gestione sostenibile e condivisa della risorsa acqua, ne attesta il rispetto del bilancio idrico, la condivisione di conoscenze e la collaborazione con il territorio per preservare e migliorare la qualità dell’acqua disponibile. Con questo riconoscimento – che si aggiunge a quelli ottenuti dallo stabilimento di S. Pellegrino a San Pellegrino Terme e di Acqua Panna a Scarperia (Firenze) – il gruppo ha certificato i suoi siti produttivi dedicati all’imbottigliamento di acque minerali.
Michel BenvenutiSanpellegrino è attivamente coinvolta anche nella rigenerazione dei cicli idrologici dei territori in cui è presente. A Cepina Valdisotto, attraverso il brand Levissima, il Il Gruppo ha collaborato con l’amministrazione comunale, il Consorzio forestale dell’Alta Valtellina e l’ Università degli Studi di Milano per recuperare i 140 ettari di bosco danneggiati nel 2018 dalla tempesta Vaia. Con questo progetto sono stati rimossi gli alberi sradicati o danneggiati dal bostrico, un coleottero autoctono, che ha proliferato in maniera incontrollata a causa della marcescenza degli alberi caduti. Il ripristino delle aree boschive ha permesso anche di mettere in sicurezza il versante soggetto al rischio di dissesto idrogeologico e di aumentare la capacità di ricarica delle falde sotterranee.


