Pagliuca “perde” i Boston Celtics: la franchigia Nba è stata venduta per 6,1 miliardi di dollari
Il co-owner dell’Atalanta era anche tra i proprietari degli ultimi campioni del basket americano ed era tra i candidati a rilevare l’intero pacchetto, ma è stato anticipato dal magnate Chisholm
Il co-owner dell’Atalanta Stephen Pagliuca “perde” i suoi amatissimi Boston Celtics, pochi mesi dopo essere diventato campione Nba. Come riporta il Boston Globe, la famiglia Grousbeck, a capo della cordata di cui Pagliuca faceva parte e che nel 20o2 aveva investito 360 milioni di dollari, ha dato l’ok alla cessione della franchigia della National Basketball Association per 6,1 miliardi di dollari, facendo registrare un nuovo record assoluto nella storia dello sport americano.
Il magnate americano che dal 2022 ha invesito nella Dea rilevando la maggioranza delle azioni aveva manifestato già negli scorsi mesi la sua intenzione di rilevare i Celtics, diventati tra l’altro campioni Nba proprio lo scorso maggio, con un iter che sarebbe stato però più lungo del previsto, visto che nello sport americano un socio di minoranza della cordata che detiene il pacchetto non ha la possibilità di rilevare la franchigia nella sua interezza in maniera immediata.
A spuntarla e anticipare Pagliuca è stato William Chisholm, managing director e co-founder del Symphony Technology Group. Il passaggio non potrà certo dirsi immediato, visto che si concluderà soltanto al termine della stagione sportiva 2027/28. Fino a quel momento i Celtics resteranno saldamente in mano alla vecchia proprietà.
Pagliuca stava fronteggiando la concorrenzza del co-owner dei Philadelphia Phillies (baseball) Stan Middleman, ma anche del Friedkin Group, vale a dire i proprietari della Roma.
In un comunicato, il co-owner nerazzurro ha affermato che la sua cordata, “composta nella maggior parte da persone che capiscono cosa significhi essere al servizio dei Boston Celtics”, aveva presentato “quella che credevamo la miglior offerta per i Celtics, finanziariamente garantita, arrivata da veri fan, molto legati alla comunità di Boston ed è stato triste vedere che non siamo stati scelti”.


