In difesa della biodiversità urbana: sfalcio differenziato su 200mila metri quadri e 56 aree verdi
L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla transizione ecologica in collaborazione con la Flora alpina bergamasca: la superficie interessata aumentata del 202% rispetto a un anno fa
Bergamo. Salvaguardare l’ecosistema e la biodiversità urbana. È questo l’obiettivo che si pone il comune di Bergamo attraverso l’ampliamento del progetto di sfalcio differenziato. Lo scopo è promuovere una gestione più sostenibile del verde pubblico, già avviata nel 2023, e che ora si avvia verso una fase successiva coinvolgendo 56 aree verdi, per un totale di quasi 200mila mq con un incremento del 202% rispetto al 2024.
Lo sfalcio differenziato è un approccio innovativo, che permette alla vegetazione di svilupparsi in modo più naturale e di offrire riparo e nutrimenti a insetti impollinatori, piccoli mammiferi e uccelli nidificanti a terra.
Il progetto è coordinato dall’Assessorato alla transizione ecologica, ambiente e verde, in collaborazione con la Flora alpina bergamasca, che ha fornito supporto scientifico nella selezione delle aree da gestire con sfalcio differenziato. Un ulteriore contributo arriva dal Museo civico di scienze naturali Enrico Caffi, che monitorerà la presenza entomologica nei terreni non sfalciati, raccogliendo dati sulla varietà di insetti presenti. Anche aiuole, rotonde e spartitraffico, spesso considerate marginali, possono rivelarsi importanti nicchie di biodiversità da preservare.
Ridurre la frequenza degli sfalci favorisce un aumento significativo della biodiversità; infatti, nelle aree gestite con questa tecnica si registra un incremento fino al 30%.
Nelle zone con maggiore varietà di fiori spontanei come carote selvatiche, trifogli e centaurea, la presenza di insetti può aumentare fino al 60%. Anche la presenza di piccoli boschetti urbani favorisce un incremento del 40% di insetti. Un ulteriore beneficio di questa strategia è la riduzione della popolazione di zanzara tigre, grazie al naturale incremento dei predatori e della microfauna.
“Stiamo assistendo a un’importante evoluzione culturale che riconosce l’erba alta e i prati fioriti come elementi preziosi del paesaggio urbano – afferma OrianaRuzzini, assessora alla transizione ecologica, ambiente e verde -. Preservarli significa salvaguardare l’umidità del suolo, abbassare le temperature, tutelare la biodiversità vegetale e la microfauna, oltre a valorizzare il paesaggio anche nei mesi estivi, quando, altrimenti, i prati sfalciati risulterebbero secchi e sofferenti”.
Alcune aree vengono falciate, mentre altre sono lasciate libere per favorire la rigenerazione naturale e per creare rifugi sicuri per la fauna. Sfalciare meno significa anche puntare alla sostenibilità riducendo le emissioni derivanti dall’uso di decespugliatori e tagliaerba, col fine di migliorare la qualità dell’aria.
Ridurre dell’8% i prati sfalciati corrisponde a un risparmio intorno ai 100mila euro per l’amministrazione comunale, pari al 5% del budget, che può destinare ad altre risorse.
“In ambito urbano il prato è l’habitat più ricco di biodiversità e questo giustifica l’attenzione che viene data – spiega Luca Mangili, presidente di Fab -. Dal 1991 ci siamo dedicati a censire la flora dell’intera provincia di Bergamo e dal 2006 abbiamo avviato una ricerca specifica sulla città. Già da allora abbiamo acquisito dati interessanti”.
In ogni area verde interessata dall’iniziativa, saranno presenti dei cartelli informativi che spiegano l’importanza della salvaguardia di ecosistemi, che sono rilevanti per l’ambiente urbano in modo da sensibilizzare i cittadini e renderli più consapevoli.
La città di Bergamo, in questo percorso, è stato da esempio per altri Comuni della provincia, come Brembate Sopra, Osio Sotto e Parco del Serio, che hanno adottato la medesima strategia installando i medesimi cartelli.



