Edilizia, Bergamo crede nella rigenerazione urbana: vale oltre 25 miliardi
La presidente di Ance Bergamo, Vanessa Pesenti: “Bergamo deve farsi promotrice di un nuovo modello di sviluppo urbano, in grado di coniugare qualità abitativa, sostenibilità e accessibilità economica”
Bergamo. Il futuro del settore edile passa dalla Fiera di Bergamo, da giovedì 20 a domenica 23 marzo. L’apertura del weekend lungo di Edil, Fiera specializzata, scava tra i temi chiave di oggi e soprattutto di domani: sostenibilità ambientale ed economica, rigenerazione urbana e ricerca di soluzioni ai problemi legati al disagio abitativo. La presidente di Ance Bergamo Vanessa Pesenti fa gli onori di casa e avverte: “L’edilizia è cambiata e continuerà a farlo. Serve puntare sulla digitalizzazione, è alla base delle nostre aziende”.
La nuova edizione di Edil ha aperto con il convegno “Bergamo e i suoi territori. Abitare il futuro: strategie per una città sostenibile”, promosso da Ance Bergamo e dedicato al futuro del mercato immobiliare e alla rigenerazione urbana della provincia. Durante l’evento sono stati presentati i risultati della ricerca “Bergamo e i suoi territori. Rigenerazione urbana e sostenibilità”, realizzata da Scenari Immobiliari, che confermano il ruolo strategico della città e del suo hinterland nel panorama dello sviluppo urbano sostenibile.
Un processo di trasformazione senza precedenti – illustrato da Francesca Zirnstein, direttore generale Scenari Immobiliari –, se si considera che, negli ultimi cinque anni (2019-2024), Bergamo ha avviato interventi di riqualificazione che hanno riguardato 110 mila metri quadrati di superficie urbana. Ma il vero impatto della rigenerazione si delineerà nei prossimi 25 anni: si stima che la trasformazione edilizia e la riqualificazione urbana interesseranno 70 kmq, pari al 2,5% della superficie amministrativa della provincia, con una superficie lorda rigenerabile di 18,5 milioni di metri quadrati. L’intero processo di rigenerazione urbana e trasformazione edilizia genererà un impatto economico stimato in oltre 25 miliardi di euro di valore aggiunto. In particolare, il settore residenziale assorbirà il 52% degli investimenti, per un totale di 13,5 miliardi di euro, seguito da logistica e industria con 4 miliardi di euro (15%) e il settore direzionale attestato a 3,2 miliardi di euro (12%).
Bergamo si conferma un territorio dinamico, capace di attrarre investimenti grazie alla sinergia tra infrastrutture, politiche di sviluppo sostenibile e un mercato immobiliare in costante evoluzione. La qualità della vita e la crescita demografica (+2,5% nei prossimi dieci anni) consolidano il ruolo strategico della provincia nel panorama economico e urbanistico italiano. La rigenerazione delle aree dismesse potrà rappresentare, attraverso un approccio integrato tra pubblico e privato, una risposta concreta alla crescente domanda di alloggi sostenibili e accessibili, garantendo un equilibrio tra sviluppo economico e inclusione sociale.
Il tema dell’emergenza abitativa è stato approfondito nel corso dell’evento, dove è stata evidenziata la necessità di sviluppare nuove soluzioni residenziali accessibili, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili, come giovani, studenti e lavoratori con redditi medio-bassi.
Al confronto, oltre alla presidente di Ance Bergamo, Vanessa Pesenti, hanno partecipato Carlo Cerami, presidente Redo Sgr, Manola Dragonetti, responsabile area Governo del patrimonio Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Lombardia; Paolo Franco, assessore Casa e Housing sociale Regione Lombardia (in collegamento); Fabio Sarti, Senior Fund Manager Invimit Sgr Spa.
“Il nostro territorio ha un’opportunità unica per ripensare gli spazi urbani e rispondere alle esigenze delle nuove generazioni – ha dichiarato Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo -. Investire nella rigenerazione urbana significa non solo migliorare la vivibilità delle città, ma anche creare valore economico e sociale di lungo periodo. In questo contesto, però, l’emergenza casa non può più essere ignorata. Servono strumenti finanziari innovativi, incentivi urbanistici e una fiscalità più favorevole per sostenere il mercato e stimolare investimenti nell’affordable housing, sia per la locazione che per l’acquisto. Ance, in collaborazione con Confindustria, propone un piano nazionale per la casa accessibile, basato su partenariati pubblico-privati. Bergamo deve farsi promotrice di un nuovo modello di sviluppo urbano, in grado di coniugare qualità abitativa, sostenibilità e accessibilità economica. Solo con un’azione coordinata tra istituzioni e operatori del settore potremo rispondere in modo efficace alla crescente domanda di alloggi e garantire il diritto alla casa per tutti”.
“La nostra presenza sul territorio bergamasco è cresciuta nel tempo, con investimenti che oggi sfiorano i 120 milioni di euro – ha dichiarato Carlo Cerami, Presidente di Redo Sgr Società Benefit – declinate su 3 iniziative, lo storico intervento di social housing di Molini Riuniti a Colognola, il Villaggio di Comunità del Sacro Cuore di via dei Ghirardelli e il Fondo ex Caserme Montelungo-Colleoni appena avviato. La nostra politica degli investimenti è incentrata sull’abitare sostenibile e promuove interventi di impatto sociale, rigenerazione urbana e partenariato pubblico-privato plurale. Territori come Bergamo sono in grado di promuovere quel patto sociale tra istituzioni pubbliche, imprese ed enti del terzo settore che consente anche all’azione privata di dare priorità all’interesse generale espresso dal territorio”.
“Il patrimonio pubblico ha forti potenzialità di sviluppo per rispondere ai fabbisogni logistici della pubblica amministrazione e migliorare il benessere dei cittadini e può essere valorizzato in partenariato con i privati per creare valore economico, sociale e ambientale. L’Agenzia del Demanio ha attivato un modello di pianificazione integrata degli interventi di riqualificazione degli immobili pubblici, il Piano Città, in grado di rispondere alle esigenze del territorio con impatti positivi in termini di resilienza, innovazione, inclusività, sostenibilità economica, ambientale ed energetica, a diretto beneficio della collettività”, ha dichiarato Manola Dragonetti, responsabile area Governo del patrimonio Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Lombardia.
“La missione di Invimit è perseguita tenendo ben presente i target non solo finanziari, ma anche ‘etici’ della SGR. I progetti di investimento che la Società porta avanti sono orientati sul medio-lungo periodo e sono fortemente connotati in termini di valorizzazione dei territori, di sostenibilità, di beneficio per la società, fermo restando il perseguimento degli interessi dei partecipanti e l’obiettivo più generale della riduzione del debito. Siamo nati – è il commento di Invimit – per interpretare un ruolo che altri soggetti privati hanno difficoltà ad interpretare: assorbire i rischi connessi con la natura dei progetti immobiliari, al fine di consentire ad altri investitori privati di partecipare all’investimento e sviluppare il progetto”.
“Gli interventi in Housing sociale non solo contribuiscono a risolvere il problema dell’emergenza casa, ma rappresentano una parte fondamentale nella creazione di una comunità più inclusiva e sostenibile. Con il ‘mix abitativo’ – ha dichiarato nel collegamento Paolo Franco, assessore Casa e Housing sociale Regione Lombardia – stiamo promuovendo la realizzazione di residenze che sono in grado di rispondere ai bisogni di un ampio spettro di cittadini, con particolare attenzione meno abbienti. Sono stati creati nuovi spazi abitativi che non solo rispondono a una crescente domanda, ma che si integrano anche nel tessuto urbano esistente. Regione Lombardia è impegnata a rendere la casa una realtà per tutti, attraverso politiche di inclusività e sostenibilità”.

