“Così il marito della babysitter abusava di me quando avevo 6 anni”
In aula il racconto della vittima, oggi 19enne. L’imputato, 68 anni, è accusato di violenza sessuale anche nei confronti di una bambina di 5 anni
Seduto al banco dei testimoni, racconta con voce ferma quanto gli avrebbe fatto il marito della sua babysitter, quando aveva solo 6 anni e frequentava la prima elementare. Atteggiamenti sessuali pesanti che lui, così piccolo, non capiva anche perché l’uomo, secondo quanto riportato nella testimonianza della giovane vittima, oggi 19enne, gli diceva “che era normale e che anche mio padre faceva le stesse cose”.
Ha iniziato a realizzare di aver subito molestie intorno ai 10-12 anni “ma non ne ho mai parlato con nessuno. Non riuscivo ad esprimermi, mi vergognavo e pensavo che in parte fosse colpa mia”. Il disagio psicologico è diventato psicosomatico e, intorno al mese di marzo del 2022, il ragazzo ha iniziato ad accusare fortissimi mal di stomaco: “La prima volta mi sono sentito male a scuola, avevo la nausea, facevo fatica a respirare e mi hanno portato via con l’ambulanza. Ho fatto tante visite e tanti esami, ma i medici dicevano che era tutto a posto. In quel periodo ho perso 10 chili”.
Nel mese di settembre 2022 il giovane ha trovato il coraggio di parlare con sua madre. Le ha raccontato che E.Z., 68 anni, in diverse occasioni aveva abusato di lui. Come quella volta che l’uomo era seduto sul divano a guardare il tablet e avrebbe afferrato la mano del bambino per portarsela nelle parti intime. O ancora quella volta che lo avrebbe portato in camera da letto, gli avrebbe mostrato un video pornografico e poi si sarebbe fatto masturbare e praticare sesso orale, per poi fare lo stesso con il piccolo. E ancora quella volta in cui l’imputato e il bambino erano usciti in bicicletta per effettuare una commissione e poi avrebbero deviato in un campo, dove la vittima avrebbe subito le attenzioni sessuali dell’uomo. Lo stesso avrebbe fatto anche nel garage dell’abitazione del piccolo e della sua famiglia, un giorno che aveva raggiunto la moglie impegnata ad accudire lui e il suo fratellino al loro domicilio. “Quando l’ho visto ho capito subito cosa voleva, ma non riuscivo ad oppormi”, ha dichiarato il ragazzo.
“Diceva che non dovevo dire niente a nessuno. Mi guidava la mano, faceva tutto lui”, ha detto il ragazzo alla Corte d’Assise.
Nel momento in cui si è confidato con la madre, che poi ha informato il marito, la famiglia ha deciso di confrontarsi con un operatore del Telefono Azzurro. “Per noi questa rivelazione è stata devastante. Non sapevamo come comportarci perché non volevamo far rivivere a nostro figlio il trauma subito – ha spiegato il papà, sentito in aula come testimone -. Ma poi l’operatore ci ha fatto riflettere sul fatto che, se non denunciavamo, tutto ciò sarebbe potuto accadere a un altro bambino. Così ci siamo decisi”.
Ha poi fatto ascoltare ai giudici un messaggio vocale della figlia dell’imputato, nel quale si diceva estremamente dispiaciuta per quanto accaduto: “Anch’io sto andando dallo psicologo perché è come se non avessi mai conosciuto mio padre. Se io sto così mi immagino voi”.
La denuncia della famiglia del ragazzo risale al 25 settembre 2022. Ma i carabinieri, all’inizio del mese di luglio, avevano ricevuto un’altra denuncia dello stesso tenore da parte della famiglia di una bambina di 5 anni. Lo ha raccontato la madre in aula: “La signora teneva mia figlia da quando aveva 6 mesi e, dato che il marito era poi andato in pensione e lei diceva che le avrebbe dato una mano, le avevo lasciato anche la mia terzogenita. Un giorno ho ritirato mia figlia e lei, di punto in bianco, mentre eravamo in auto mi ha detto che era arrabbiata perché E.Z. le aveva fatto vedere il “pipino”. A casa mi ha detto che lui le aveva spalmato la crema e poi voleva che lei la spalmasse a lui nelle parti intime, ma lei si era rifiutata. Poi, vedendo un video di una banana animata sul mio cellulare, mi aveva detto: “Sembra il pipino di E.” ed ha raccontato che gliel’aveva toccato mimando il gesto, faceva avanti e indietro con la manina aperta”.
Dopo averne parlato con il marito, la donna ha chiamato la babysitter spiegando quanto era successo e poi le aveva chiesto di passargli il marito: “Lei piangeva, lui si era alterato, diceva che era mia figlia che lo seguiva in bagno quando lui faceva la doccia e si domandava cosa succedesse a casa mia”. La mamma ha lasciato il mio lavoro perché non avevo più nessuno che le tenesse le bambine “anche se mia figlia voleva tornare a casa della babysitter perché le era molto affezionata. Lei avrebbe iniziato la scuola elementare a settembre e l’avevo iscritta nel comune di residenza della signora, ma poi ho preferito cambiare e iscriverla dove abitiamo noi. Non mi fidavo più di nessuno”.
Nella prossima udienza, fissata per il 24 marzo, la bambina verrà sentita in audizione protetta, poi in aula verrà sentita la consulente della parte civile.



