Bergamo. “Chiederò la modifica del regolamento, perché trovo assolutamente irrituale e perché no, anche anti democratico che chi, come me in questo caso, ha scelto di uscire dalla minoranza e non aderire a nessun gruppo consiliare, non possa trovare rappresentanza nel Consiglio di Presidenza e nelle commissioni, senza poter svolgere appieno le sue funzioni da consigliere comunale”. CosìCesare di Cintio, consigliere comunale ex Lista Pezzotta, che una decina di giorni fa ha preso la decisione di lasciare la sua “casa” politica, quello che l’ha visto candidarsi con Andrea Pezzotta, avversario in campagna elettorale dell’attuale sindaca Elena Carnevali, e ora rappresentante del centrodestra in aula, per correre una partita in modo indipendente. Una decisione che ha scatenato le reazioni di maggioranza e minoranza, oltre che i rumors di chi lo voleva entrare nelle fila del popolo a favore della prima cittadina. Di certo, al momento, toto scommesse a parte, c’è che Di Cintio ha preso la via dell’autonomia politica, correndo la sua partita in solitaria, libero da equilibri e da correnti interne.
Peccato però che il rispetto della propria coscienza lo abbia portato, di fatto, a perdere alcuni dei diritti che fino a qualche tempo fa gli erano garantiti dalla carica di consigliere comunale. “Non trovo corretto non poter partecipare alle riunioni dei capigruppi nell’ufficio di presidenza del Consiglio Comunale o, ancora, non assistere alle commissioni in qualità di membro dell’aula. Oggi, per poter ascoltare quanto di fatto viene discusso e verrà poi portato al voto, devo collegarmi ai lavori da YouTube. Non ho accesso nemmeno agli ordini del giorno che vengono presentati, sono costretto a scoprirli poco prima delle discussioni. Per non parlare delle date dei Consigli: è normale dover chiamare la presidente Romina Russo, che pur ringrazio per la disponibilità, per dover essere informato? Io credo di no.
In uno stato di diritto, essendo stato eletto dai cittadini che in me hanno riposto la fiducia e che hanno messo il mio nome sulla scheda elettorale per essere rappresentati, questa non è forma di democrazia rappresentativa. Non solo. Mi sono anche informato e ho scoperto che in molti altri Comuni bergamaschi e non solo, piccoli e grandi, e cito Roma per fare un esempio su tutti, chi decide di uscire da un gruppo, pur solo, diventa il capogruppo del “misto” e continua a esercitare i propri doveri. E sottolineo la parola, perché di doveri si tratta”.
E sull’onda della polemica scaturita dopo le dichiarazioni proprio di Pezzotta sulla possibilità, non contemplata,
da parte della Giunta e del Consiglio tutto di abbassarsi lo stipendio per alleggerire le difficoltà di Bilancio del Comune di Bergamo, Di Cintio chiarisce che la sua opinione non ha nulla a che vedere con il gettone di presenza: “Non certo gli 80 euro a seduta ad interessarmi.. Non ho deciso di candidarmi né di prendermi questo impegno per una questione economica. Fortunatamente le soddisfazioni economiche le trovo nel mio lavoro. È semplicemente una questione di responsabilità verso me stesso, l’aula in cui siedo e le persone che hanno deciso di darmi fiducia. Per questa ragione spero e mi auguro che la mia richiesta venga ascoltata. E qualora non fosse così, non mi arrenderò e continuerò a domandare la modifica del regolamento su questo tema”.