I dati
|Dagli Stati Uniti a Bergamo, i dazi di Trump affossano anche la nostra provincia: l’export vale quasi la metà del Pil orobico
Il Sole 24 Ore lancia l’allarme: in 22 province italiane l’export ha un peso uguale o superiore al 50% del Prodotto Interno Lordo. Bergamo è ventiquattresima con il 48,9%, quarta in Lombardia
Il pericoloso Risiko del presidente Trump, che in questo momento gioca con dazi e limitazioni sulle importazioni dall’Europa in un intricato piano legato alla guerra in Ucraina, non risparmia Bergamo. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, sarebbero addirittura 22 le province italiane che basano sull’export almeno il 50% del proprio Pil (fonte Prometeia).
La nostra provincia occupa il ventiquattresimo posto in questa particolare classifica, ma, secondo le stime del 2024, genera un flusso di più di 20 miliardi di euro, dietro solo a Milano, Torino, Firenze e Vicenza. A Bergamo ogni 100 euro di Pil, 48,9 sono legati alle esportazioni, benché si tratti per lo più di export europeo. Si parla infatti di un 42,7% per i prodotti bergamaschi esportati al di fuori dell’Ue, dei quali “solo” il 9,2% attraversa l’oceano per arrivare negli Usa.
I settori dove la nostra provincia risulterebbe più esposta sono: metalli e prodotti in metallo (terza in Italia), sostanze e prodotti chimici (seconda) e alimentari e bevande (quarta). Stando ai valori generati lo scorso anno dal commercio con gli Stati Uniti, queste tre fette dell’export orobico varrebbero circa 924 milioni di euro, praticamente la metà di tutti gli introiti provenienti degli States.
La situazione bergamasca è certamente meno grave di quella di altre province, dove il commercio con gli americani sfonda abbondantemente il 40% del totale. Di certo, i quasi 2 miliardi entrati nelle case degli imprenditori del nostro territorio lo scorso anno non sono una cifra da trascurare, ma attualmente, vista l’instabilità delle decisioni di Trump, è difficile prevedere ulteriori sviluppi.


