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Omicidio Bonomelli, in appello chiesta la conferma della condanna di primo grado

Il sostituto procuratore della Corte d’assise d’appello ha chiesto 26 anni per Matteo Gherardi e Omar Poretti e 15 anni per Jasmine Gervasoni e Rodolfo Gherardi

Entratico. Con una requisitoria fiume, iniziata alle 9.30 di venerdì 14 marzo e terminata alle 17, il sostituto procuratore generale della Corte d’Assise d’Appello di Brescia, PierUmberto Vallerin, ha chiesto che la sentenza di primo grado nei confronti dei 4 autori dell’omicidio di Angelo Bonomelli venga confermata.

I giudici di Bergamo avevano condannato Matteo Gherardi e Omar Poretti a 26 anni, Jasmine Gervasoni e Rodolfo Gherardi a 15 anni: l’accusa è omicidio volontario con dolo eventuale e rapina, entrambi pluriaggravati. I quattro sono ritenuti i responsabili della morte dell’imprenditore 80enne, narcotizzato l’8 novembre 2022 con il Rivotril all’esterno del bar Sintony di Entratico e poi abbandonato nell’abitacolo della sua auto privo di coscienza, in un parcheggio isolato, dove la mattina seguente è stato trovato senza vita. In un primo momento si pensava ad una morte naturale, ma la mancanza dell’orologio d’oro che la vittima portava sempre al polso e del telefonino, hanno indirizzato le indagini su una nuova pista.

Che ha portato dritta a Matteo Gherardi e agli altri 3, immortalati insieme a Bonomelli dalle telecamere esterne del bar e da quelle della videosorveglianza comunale nei pressi del parcheggio.

Filmati che Vallerin ha mostrato in aula per dimostrare che tutti e 4 i membri della banda sapevano bene cosa stava succedendo. Nessuno infatti si è stupito quando l’anziano imprenditore ha iniziato a barcollare, a inciampare nelle sedie dei tavolini del locale. Nel momento in cui si è accasciato nel piazzale, Matteo Gherardi e Omar Poretti lo hanno sorretto per le braccia e lo hanno fatto salire sulla sua auto, una Fiat Freemont. Poi, seguiti dalla ragazza e dal padre di Matteo a bordo di una Polo, hanno raggiunto il parcheggio, hanno sistemato Bonomelli sul sedile del conducente, gli hanno portato via gli oggetti di valore e se ne sono andati.

Il sostituto procuratore generale ha mostrato anche un altro video, relativo a una delle 5 rapine che Matteo Gherardi aveva commesso nei mesi precedenti all’omicidio. Si vede il giovane che, l’8 aprile 2022, è seduto al bar Bivio di San Paolo d’Argon con un uomo al quale aveva dato appuntamento attraverso il sito per incontri Badoo. L’imputato viene inquadrato mentre versa del Rivoltril nell’aperitivo del malcapitato e lo fa con un’azione fulminea. Fatto che, secondo l’accusa, smentisce la tesi della difesa, ovvero che per versare un intero boccettino di farmaco, come è accaduto per il caffè di Bonomelli, sarebbero stati necessari almeno 6 minuti.

Per quanto riguarda il dolo eventuale, il Pg ha ripreso i concetti espressi dal pubblico ministero di Bergamo, Chiara Monzio Compagnoni: i 4 hanno accettato il rischio di abbandonare un uomo anziano, da solo, di notte, al freddo, sotto l’effetto di un potente narcotico, senza telefonino e in una zona isolata. Avrebbero potuto salvarlo con una chiamata anonima al 112, ma non lo hanno fatto. Sono tornati sul posto qualche ora dopo per controllare le condizioni dell’80enne, ma anche in quel caso non hanno fatto nulla per aiutarlo. Il fatto che Matteo Gherardi, come dichiarato, quella notte non abbia dormito per la preoccupazione, è sintomo della sua consapevolezza di aver commesso qualcosa di molto grave.

Narcotizzare le vittime per rapinarle era quindi, per l’accusa, un metodo efficace, utile per derubare ma non per garantirsi l’impunità. Al momento del risveglio, infatti, le persone rapinate ricordavano di essere state con l’imputato e, in alcuni casi, con i suoi sodali ed era facile quindi accusarli di averli narcotizzati e rapinati. Quindi, come ha dichiarato Vallerin, “forse la morte di Bonomelli poteva fare comodo. Non che i 4 imputati la volessero, ma se non fosse deceduto avrebbe potuto raccontare che era stato insieme a loro”.

Nella prossima udienza, fissata per il 4 aprile, verranno sentiti la parte civile e le difese.

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