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Treviglio, la Lega prende le distanze da Forza Italia? A rischio l’asse del centrodestra

Il direttivo provinciale del Carroccio prende le distanze da Paolo Colleoni, nuovo eletto referente della Bassa di Forza Italia e la partita della coalizione sembra tutta in salita

Treviglio. Da una parte c’è chi dice che è ancora presto per pensarci, dall’altra chi invece se ne cura eccome. La partita delle amministrative, fatto salvo per quelle che riguardano i tre Comuni commissariati che andranno al voto il 25 e il 26 maggio, comincia a scaldare i motori e a scaldare i cuori, almeno quelli dei politici di casa nostra, sono soprattutto le partite che riguardano la Bassa. Treviglio in testa.

La città di oltre 31mila abitanti fa gola a molti e non solo nell’alveo della maggioranza. Roccaforte del centrodestra, con un sindaco della Lega uscente, Juri Imeri, è nel mirino non solo del Carroccio, che vorrebbe continuare a sedere sulla poltrona più ambita, ma anche degli altri componenti della coalizione.

Fratelli d’Italia sarebbe pronta a valutare l’ipotesi di Andrea Cologno, oggi presidente del Consiglio comunale, e non disdegna il nome di Valentina Tugnoli, assessore al Bilancio e vice del coordinatore provinciale Andrea Tremaglia. Forza Italia, con il continuo crescere dei consensi sia a livello nazionale che locale, non ha nessuna intenzione di lasciare il passo.

Gli azzurri hanno già dimostrato in più di una occasione, Romano di Lombardia fa scuola, di essere l’ago della bilancia e che la carta vincente si è rivelata proprio un nome pescato nelle loro fila. Perché non riprovarci? La sfida è tutta aperta e, come sempre accade in politica, sarà una questione di equilibri. Con gli incastri a determinarlo, derivanti non solo dalle volontà dei singoli partiti ma anche dalle richieste del territorio e dalle logiche legate anche ad altre questioni, una su tutte quella della Provincia

Treviglio, insieme a Caravaggio, andrà al voto nel 2027, causa spostamento della finestra elettorale legata al periodo pandemico, mentre la nomina del nuovo numero uno di via Tasso, posto occupato oggi da Pasquale Gandolfi, sarà a febbraio 2026. Certo, in mezzo ci sarà la decisione del Governo sulla riforma dell’ente locale, lasciandolo di fatto una realtà di secondo livello, con un presidente eletto dagli amministratori, o riportandolo alla sua giusta dignità con una scelta che passi dal consenso popolare.

Un cambiamento richiesto da molti partiti e fortemente sollecitato dalla Lega che, per mano del suo ministro Roberto Calderoli, spinge sull’acceleratore perché da Roma arrivi il via libera sulla riforma. Dopo l’Autonomia, così ripete nel suo mantra il senatore bergamasco, anche la riforma delle Province. Peccato che Fratelli d’Italia abbia più di una volta raccontato tutta la sua reticenza e che la Premier Meloni, almeno così si dice, non ci senta proprio.

CalderoliIl ministro Calderoli

Se Salvini e compagnia cantante dovessero spuntarla, molto cambierebbe anche per il territorio bergamasco, perché la palla sarebbe lasciata tutta in mano ai cittadini e, in quel caso, il nodo da sciogliere diventerebbe “solo” l’investitura del candidato. Diversamente, se tutto dovesse rimanere così com’è, allora le logiche di spartizione e gli incastri di altre partite, diventerebbero fondamentali.

Una Lega che non avrebbe intenzioni d’arretrare, nemmeno di un centimetro rispetto “all’affaire Treviglio”, forti di un certo peso politico, così si racconta, fuoriuscito dal voto di giugno 2024, di una maggioranza numerica che sarebbe comunque conquistata anche laddove l’asse solo tra Carroccio e Fratelli d’Italia e della volontà di non voler scendere a compromessi con Forza Italia, considerando di fatto irrilevanti o comunque poco importanti i voti degli azzurri, tanto da portare a casa, se fosse, solo un consigliere comunale. Ma la strategia, almeno sui Comuni sopra i 15mila abitanti, è sempre stata la stessa ed è al momento vincente: dove il triumvirato ha corso unito, i risultati sono sempre stati portati a casa. Vedi Dalmine, Albino, Seriate e Romano. Ergo, una spaccatura non serve a nessuno.

Lo stato dei fatto racconta che poco più di una settimana fa è andata in scena un direttivo provinciale in cui gli amministrativi della compagine del vice segretario regionale Fabrizio Sala non avrebbero nascosto i mugugni di fronte alla recente nomina di Paolo Colleoni come referente del territorio di Forza Italia al posto di Michele Bornaghi, attuale assessore all’Ambiente.

La Lega della Bassa lontana dagli azzurri della Bassa? Così sembra. Per ricucire c’è tempo, purché ci sia voglia. Perché la conseguenza, quella di vedere avanzare una coalizione monca, porterebbe il centrodestra a perdere la battaglia su Treviglio dove oggi, sondaggi alla mano, gode di oltre il 50% dei consensi. Senza dimenticare che gli ultimi fatti raccontano che quando Forza Italia si gira di traverso e sceglie di tirare dritto per la sua strada, vedi i casi del rinnovo del consiglio in Provincia o le nomine di Sabb (la partecipata più importante del Comune di Treviglio, ndr), il Carroccio va sotto e la fatica, per tutti, è doppia.