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Da InnovaBergamo le migliori strategie e i massimi interpreti per una campagna elettorale vincente

L’evento ha visto protagonisti Giorgio Gori e due esperti del settore come Giovanni Diamanti e Mauro Ferrari per svelare i retroscena delle ‘corse politiche’: “Vince chi fa meno errori”

Dal porta a porta ai social network, la comunicazione in ambito politico e le campagne elettorali sono drasticamente cambiate nel corso del tempo, adattandosi ai tempi e ai contesti nei quali si opera. Per capirne di più e svelare qualche dettaglio in merito, l’associazione InnovaBergamo ha scomodato due dei maggiori interpreti del settore: Giovanni Diamanti e Mauro Ferrari, i quali si sono confrontati insieme all’eurodeputato Giorgio Gori su una tematica a loro molto cara.

Tra il pubblico presente, nella serata di venerdì 14 marzo, anche l’assessore alla sicurezza del Comune di Bergamo Giacomo Angeloni e il presidente dell’associazione InnovaBergamo nonché ex membro della giunta Gori Stefano Zenoni.

Giovanni Diamanti, ideatore di strategie di comunicazione per leader come Beppe Sala, Vincenzo De Luca, Nicola Zingaretti, presidente e co-fondatore di YouTrend ha deciso di mettere tutta la sua esperienza e il suo pensiero. Il suo libro, ‘I segreti dell’urna’, racconta ogni sfaccettatura e differenza della singole campagne elettorali, con un approccio che rivanga anche agli albori: “Le origini del pensiero strategico – ricorda Diamanti – si basano su quello militare, tra cui gli insegnamenti che arrivano a Sun Tzu (grande generale cinese, ndr). Spesso i termini usati in campagna elettorale sono simili a quelli usati in guerra anche se con un impatto, fortunatamente, decisamente diverso”.

Dal remoto passato fino al presente, fatto di social network; quanto incidono queste nuove tecnologie per ‘strappare voti’? “Si tratta di strumenti, nulla più – prosegue Diamanti -; nel nome dell’urna troviamo il nome di una persona e pensiamo al suo posizionamento e al suo pensiero, ma non si vince grazie ai social network. Cambiano gli strumenti e i mezzi, ma quello che conta è sempre il contenuto, la tecnologia è solo un amplificatore”.

Si sa, per un risultato eccellente è necessario un grande lavoro alle spalle, fatto di una squadra composta da interpreti eccellenti; tra i migliori, nonché fantasiosi, c’è Mauro Ferrari in attività da più di 30 anni. Un curriculum che parla chiaro con oltre 35 corse elettorali, tra cui quella per l’ex sindaco bergamasco Gori, dove ha svolto il ruolo di Spin Doctor: “Parliamo di una persona (lo Spin Doctor, ndr) con grandi esperienze nel marketing – sottolinea Ferrari -, conscio di organizzare campagne di comunicazione e deve essere anche capace di gestire i conflitti. È sempre necessario mantenere la calma, per evitare l’incalzare avversario. Vince chi fa meno errori”.

Diminuzione delle lacune che ha consentito a Giorgio Gori di diventare per ben due mandati sindaco di Bergamo, che non ha tardato a ricordare quei giorni tanto importanti quanto frenetici: “Una delle strategie vincenti è stata rappresentata dal mio giro nei quartieri prima di lanciare la vera e propria compagna nei quali mi impegnavo ad ascoltare tutti i cittadini (‘Un caffè col sindaco’, ndr), appuntandomi ogni loro richiesta, in modo tale da arrivare preparato durante i tavoli di lavoro, al momento di stilare il programma. Anche i volantini di quartiere sono stati sicuramente vincenti; provare ad andare nel dettaglio è rischioso, ma avere un contatto stretto con le persone ti consente di creare una sorta di empatia”.

“Ogni città è fatta – aggiunge Ferrari -, a sua volta, di tante piccole città; oltre ad avere un programma di visione, bisogna cercare di arrivare in ogni modo alla maggior parte delle richieste, ovviamente dopo una ponderazione. Le campagne si vincono grazie ad una personalizzazione, rendendosi conto anche dal luogo in cui ci si trova”.

“Le campagne – chiude Gori – sono molto diverse a seconda del suo contesto territoriale e politico. Ognuna delle cinque che ho affrontato è completamente differenti. Per quanto riguarda le europee si lavora molto sulle preferenze, cercando e puntando un voto diretto, rivolgendoti così ad una platea più ristretta e che mostra già un interesse nei tuoi confronti. Le amministrative si giocano sul filo del 50%, lavorando sul cosiddetto ‘terreno conteso’, si parla di un lavoro molto più aperto cercando di carpire i cosiddetti luoghi neutri, ascoltando, conversando e capendo. Il contenuto e il tono sono del candidato, che deve essere forte, credibile e competitivo; il compito diventa poi quello di tradurre tutto in cori, titoli, slogan, testi e che necessitano di un tono di competenza sostanziale”.

 

Evento InnovaBergamo