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Calcinate, Canonica e Castione alle urne il 25 e 26 maggio e per il referendum si vota l’8 e il 9 giugno

Tra due mesi e mezzo urne aperte per i Comuni commissariati e nei giorni dei possibili ballottaggi le scelte sui quesiti riferiti a lavoro e cittadinanza

Bergamo. Election day e referendum, fissate le date. Il Consiglio dei ministri ha reso noto gli appuntamenti dei referendum sulla cittadinanza e sul lavoro sui quali saranno chiamati ad esprimersi i cittadini. Per quanto riguarda il voto delle amministrative, in particolare i Comuni chiamati ad eleggere il nuovo sindaco stante la loro posizione di commissariamento, Castione, Canonica d’Adda e Calcinate, che andranno alle urne il 25 e il 26 maggio, per quanto riguarda invece i referendum si voterà l’8 e il 9 giugno 2025, in concomitanza con i ballottaggi delle amministrative. I giorni scelti dal governo, di fatto, combinano la proposta di creare un election day con le urne e con la possibilità di tenere i referendum a scuole chiuse, dato che spesso gli edifici scolastici vengono utilizzati come sedi dei seggi. Come in ogni occasione, potranno votare tutti i cittadini italiani maggiorenni. I quesiti saranno in totale cinque.

Per quanto riguarda i tre Comuni bergamaschi, che contano, complessivamente 13.800 abitanti, rientrano nella partita dei 400, di cui 9 capoluoghi, chiamati a scegliere il loro nuovo primo cittadino. A Castione, dove l’amministrazione, da agosto 2024, è stata affidata a Iole Galasso nelle vesti di commissario, a seguito delle dimissioni di Angelo Migliorati, è stata ufficializzata solo qualche giorno fa la formazione della prima lista in vista delle nuove elezioni amministrative: un gruppo civico, chiamato “Castione: Comunità e Futuro”, dove sono confluiti i quattro tra assessori e consiglieri che erano usciti dalla maggioranza della precedente amministrazione ad inizio febbraio 2024. A novembre scorso invece stessa sorte ma per Canonica d’Adda, oggi sotto la gestione di Marisa Amabile, capo di gabinetto della prefettura di Bergamo, dopo che il primo cittadino Riccardo Sonzogni e la sua maggioranza hanno rassegnato le dimissioni a pochi mesi dall’insediamento. A Calcinate, invece, scenario diverso con Angelo Orlando lasciato solo, dalla maggioranza prima e dalla minoranza poi. E proprio il passo indietro di questi ultimi ha scongiurato il commissariamento lungo e consentito al Comune di rientrare nella tornata elettorale di maggio.

Il referendum sulla cittadinanza

Il referendum sulla cittadinanza è il più semplice dei due che verranno accorpati l’8 e il 9 giugno. Ha infatti un solo quesito contro i quattro di quello sul lavoro. Per approvare la proposta bisognerà votare “sì”. La proposta mira a ridurre il numero di anni consecutivi di residenza in Italia richiesti a un cittadino di un Paese non appartenente all’Unione Europea per ottenere la cittadinanza italiana. Gli anni di residenza necessari passerebbero da dieci a cinque. La legge abolita è la numero 91 del 1992, all’articolo 9. Ritornerebbe in questo caso in vigore una legge del Regno d’Italia risalente al 1865.

Il referendum sul lavoro

Il referendum sul lavoro punta soprattutto ad abolire parti del cosiddetto Jobs Act, la riforma del lavoro approvata nel 2015 dal Governo Renzi. Sono in tutto quattro i quesiti proposti. Tre sono relativi proprio al Jobs Act. Il primo abrogherebbe le norme sui licenziamenti di chi è stato assunto dopo il 2015. Il secondo elimina il limite di risarcimento che le piccole imprese devono pagare ai lavoratori licenziati ingiustamente. Il terzo quesito eliminerebbe la riforma dei contratti a termine, rendendoli meno utilizzabili. Il quarto quesito, se approvato, estenderebbe la responsabilità degli infortuni sul lavoro anche alle aziende appaltatrici.