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Bilancio, Carnevali: “La prima grande sfida della mia Giunta: fiera di aver superato questa prova”

Terza e ultima serata di Consiglio Comunale: spazio alle repliche. La sindaca: “Il centrodestra non vuole il “toca negot” di Tentorio, ma un vero “indietro tutta”. E peccato che chi fa dell’autonomia la sua bandiera politica poi tagli i fondi agli Enti Locali”

Bergamo. Terza e ultima serata dedicata alla discussione del Bilancio previsionale del Comune di Bergamo. Spazio alle repliche degli assessori e alla sindaca, dopo una serata, quella di martedì 11 marzo, rivolta alle esposizioni di pensieri e opinioni da parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza. A prendere la parola per primo è il vice sindaco e assessore al Bilancio Sergio Gandi, per poi lasciare spazio a tutti gli assessori e alla sindaca, il cui intervento ha preceduto la votazione degli emendamenti.

Parola alla sindaca Elena Carnevali: “Quello che abbiamo portato in aula è un bilancio solido, in ordine, in equilibrio e veritiero. Sono molto fiera, perché è la prima vera prova di questa Giunta che si è dimostrata coesa e disponibile. In questi giorni ho colto tutta la diversità tra la nostra visione politica e di governo del territorio e quella del centrodestra. E’ stato difficile redigere questo documento, peraltro inaspettato, e credo che nessun sindaco, io compresa, viva con serenità il dover ricorrere all’aumento delle tariffe per far quadrare i conti. E’ un bilancio che fa una sintesi tra la volontà di sostenere l’avviato corso di modernizzazione e al tempo stesso il rafforzamento dei servizi e degli investimenti. Qui non si parla del “toca negot” dei tempi di Tentorio, ma di un “indietro tutta”, un concetto che noi di cui noi non vogliamo nemmeno sentir parlare.

Spiace vedere che chi fa dell’Autonomia il suo manifesto politico, in realtà lavora per togliere all’ente locale per la parte corrente per finanziare gli investimenti degli anni futuri. E a Ribolla, che dice che 4 milioni di euro di accantonamento sono pochi, dico che sono veramente sorpresa dalle sue parole. Per difendere l’indifendibile, è scivolato su affermazioni davvero incomprensibili. Io non sono per niente felice che il periodo delle vacche grasse sia finito, e rispondo al consigliere Bianchi, non è contento nessuno. Guardiamo con grande preoccupazione a quello che spero che non accada, all’avanzamento di un periodo anticiclico. Siamo preoccupati per la crisi che si sta palesando, per un mondo che va al contrario. Oggi mi trovo a difendere principi che dovrebbero essere più del centrodestra che del centrosinistra.

Elena Carnevali

Un terzo del nostro Bilancio va a finanziare le opere contro le alluvioni: io e il consigliere Andrea Pezzotta, la primavera scorsa, eravamo a Longuelo a promettere proprio questo impegno alla cittadinanza, in piena campagna elettorale. E ho quindi il dovere di investire quei fondi sul capitolo. La profonda distanza che trovo tra maggioranza e minoranza è proprio il modo con cui noi parliamo alla città e ai cittadini. Abbiamo la presunzione di fare il meglio di quello che possiamo fare, di operare per il bene di tutti, con una dedizione totale volta a ricucire e a guardare lontano, continuando a tenere ben in mente il desiderio di rispondere alle esigenze e ai bisogni dei cittadini. Ai consiglieri di minoranza dico che spiace non vedere che abbiano avuto nemmeno l’onestà intellettuale di riconoscere che questo bilancio è stato un banco di prova superato. Il mio sogno è e resta quello di vedere la città popolata da giovani e mi auguro, al netto delle opinioni diverse, di vedere un’aula che che continua a confrontarsi per il bene della città”.

Gli interventi

Così l’assessore al Bilancio Gandi: che comincia laddove aveva finito nella seconda serata del Consiglio Comunale, sul diverbio, colorito, che lo ha visto protagonista con Giulia Ceci, rinnovando le scuse all’azzurra ma mettendo anche i puntini sulle i: “In via preliminare mi preme rispondere a quella che la consigliera di Bergamo Europa Paola Rossi ha giustamente definito “una infelicissima battuta”, per la quale rinnovo le mie scuse sincere alla consigliera Ceci, con due precisazioni: checché ne possa pensare, consigliera Ceci, non l’ho presa di mira, né come consigliera, appunto, né tanto meno come professionista o come donna. La battuta non era riferita in nessun modo alla sua persona, ma rivolta ad alcune valutazioni che lei ha formulato e che io ho giudicato tecnicamente errate: genere, professione, impegno in consiglio nulla hanno a che vedere con quel commento che rimane tuttavia, in ogni caso, inopportuno. Ovviamente, gli errori, che possono esserci, non legittimano un commento “arrogante”, riprendo le sue stesse parole, da parte di chi da più tempo si occupa di queste vicende”.

Poi la nota sul Bilancio: “Non contiene criticità tecniche, è tecnicamente ineccepibile. Può sembrare una banalità ma non lo è, per la semplice ragione che il bilancio è uno strumento essenzialmente tecnico – anche se ammantato di un significato e di una portata molto politica, a volte eccessivamente politica – e il fatto che sia giudicato tecnicamente corretto esprime, a mio avviso, un giudizio anche politico, evidentemente positivo, al di là del voto che ciascuno di voi poi darà. È ineccepibile perché in equilibrio, cosa non da poco considerate le situazioni che vediamo in altri Comuni, e solido, tale da consentire di mantenere tutti i servizi in essere, ed anzi da implementarli, e di fare investimenti rilevanti”. “Quanto ai luoghi della cultura, sono ancora meno propenso a comprendere come non si possa riconoscere che il volto della città è cambiato e cambierà ulteriormente in meglio in questi anni. Luoghi recuperati alla vita culturale della città, prima indisponibili per il Comune o lasciati a loro stessi, oggi al centro di attività culturali innovative, vitali, presidi accoglienti che hanno rivitalizzato interi quartieri. Il bilancio è corretto, sano, solido, e ci consente di offrire ai cittadini i servizi e gli interventi nei quartieri – le opere – di cui hanno bisogno. A mio avviso, basterebbe molto meno per determinare, in un mondo normale, un voto positivo.

Giacomo Angeloni, assessore ai Servizi Cimiteriali: “Rispetto al tema del taser ci siamo già espressi, anche in quest’aula. Sulle bodycam le avevamo già ricevute e si è esaurito il percorso per farcele approvare, siamo dunque in attesa di usarle. Rispetto alle “zone rosse”, avevamo già spiegato che il tema era già sul tavolo del Prefetto, ragione per la quale abbiamo rifiutato l’urgenza dell’ordine del giorno”.

Marco Berlanda, assessore alla Mobilità: “La Giunta non trascura i temi della mobilità, è solo un’illusione ottica. Delle 8 licenze dei taxi, 6 sono già state assegnate e operative, mentre due sono ancora da attribuire”. Così Claudia Lenzini, assessore alla Reti Sociali: “Le reti di quartiere sono e devono essere luogo di partecipazione civica. Rispetto al tema “Fondo Abitare Giovani”, la sindaca ha espresso la volontà di raggiungere questo obiettivo. Non credo che sia generoso dire che non si mantengono le promesse elettorali. L’obiettivo verrà perseguito e realizzato”. Marzia Marchesi, assessore all’Istruzione e alle Politiche Giovanili: “Educazione e cura dell’infanzia sono al centro del nostro fare ed è svilente non tenerne conto quando parliamo del futuro della nostra città, promuovendo l’autonomia, la scoperta del mondo, il superamento delle barriere, riducendo gli svantaggi sociali e riducendo tutto l’impegno profuso sul tema dell’infanzia a dei meri calcoli economici. Non si può infatti prescindere dalla qualità dei servizi offerti. Il modello della città che abbiamo in mente è virtuoso”.

“Lo sforzo che stiamo facendo è quello di promuovere e sostenere l’assistenza agli anziani e ai più fragili. Abbiamo incrementato i servizi per i minori. Rispetto allo sport la nostra idea è quella di una città educante, valorizzando le realtà locali, con un focus sui quartieri, e un ventaglio di proposte in termini di eventi sportivi. Tanto che ci siamo candidati come Città Europea dello Sport”, così Marcella Messina, assessore allo Sport e alle Politiche Sociali.

“Rispetto all’investimento di 20 milioni di euro sulla GAMeC – così Francesco Valesini, assessore alla Riqualificazione -, ritengo che quelle di Alberto Ribolla siano parole politicamente sbagliate e false, frutto di una visione miope. Quello che oggi è cantierizzato ha un valore di 18 milioni di euro, di cui 4 e mezzo da parte del Comune e 13 reperiti tra Pnrr e Fondazioni bancarie, denari a fondo perduto. Il grande errore del centrodestra, pagato anche elettoralmente, è quello di non saper leggere la complessità e il lavoro svolto, da anni, da un’amministrazione che ragiona su scale diverse, intervenendo sia nelle partite più piccole che su quelle macro, di carattere nazionale e su registri diversi”.

“Mi fa piacere che sia passato un approccio dialogante e collaborativo – così Oriana Ruzzini, assessore all’Ambiente e al Verde -, che vuole dare risposta anche quando queste non sono facili. Questo piano rappresenta uno sforzo importante e anche se la coperta è corta, si cerca comunque di centrare gli obiettivi. La transizione ecologica è importante, dobbiamo andare incontro ad una gestione sempre più virtuosa delle risorse. Staremo sempre più attenti alle potature, alla salvaguardia dei grandi alberi, al risparmio idrico: serve uno sforzo da parte di tutti, anche dei privati. Il fatto che tutti siete ingaggiati in questa trasformazione è molto importante, vuol dire avere una visione di città, sempre più verde e sostenibile”.

Ferruccio Rota, assessore ai Lavori Pubblici: “Quello presentato è un Pop possibile, nella sua onestà di racconto delle risorse a disposizione. Rispetto al fatto che non si è fatto nulla sulla prevenzione del rischio idraulico, mi sento di dire che è un tema che non coinvolge solo la città, ma tutta la provincia, amministrata anche da altri colori politici. Scolmatore del Morla, la vasca di laminazione di Astino e quella di Largo Barozzi e molto altro ancora sono solo alcuni degli esempi di quanto fatto da chi mi ha preceduto. E non abbiamo sprecato denaro per fare opere “d’immagine”.

Le dichiarazioni di voto della minoranza

“Un unico intervento, quello della GAMeC, costato 22 milioni di euro, di cui una parte sostanziale frutto del gettito dei privati: soldi che potevano essere usati in maniera diversa, per altri interventi. Questa amministrazione ha aumentato tutto e ha messo le mani nelle tasche dei cittadini. Il voto della Lega sarà contrario”, così Alberto Ribolla.

“Spero che Gandi impari a trattare le persone con rispetto e non a considerarle come minus. Mi sarei aspettata dalla sindaca, paladina dei valori di rispetto e solidarietà, una parola di conforto, anche privatamente – così Giulia Ceci, Forza Italia”.

“Alla sindaca dico, in risposta al fatto che non ho preparato ordini del giorno o emendamenti, che non è lei che detta la mia agenda di lavoro – così Andrea Pezzotta, capogruppo Lista Pezzotta -. Non credo proprio che sia necessario intervenire sempre personalmente perché sia un gruppo e non solo persone singole. Orgoglioso di essere distante da voi”.

“L’assessora Marchesi, in risposta al mio intervento, ha dichiarato che si valuterà una nuova convenzione per gli asili nido di Redona e di Colognola per far sì che le famiglie possano utilizzare il bonus di Regione Lombardia – così Cristina Laganà, Fratelli d’Italia -. Ho chiesto di convocare al più presto una commissione affinché come opposizione possiamo dare il nostro contributo. Il Bilancio è in contraddizione con alcuni punti delle linee programmatiche, soprattutto nel carente coinvolgimento dei cittadini. Auspico maggiori proposte culturali per i quartieri e la realizzazione di opere promesse da anni, tra le quali la Bretellina sul Rondò Imperfetto”.
Il Bilancio di Previsione passa con i voti a favore della maggioranza, contrari Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lista Pezzotta. Astenuto Cesare di Cintio.