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Omicidio Muttoni, secondo l’autopsia fatali i calci in testa: la vittima non si è difesa

L’esito dell’esame autoptico di mercoledì mattina all’ospedale Papa Giovanni. Interrogati in carcere i due responsabili, il gip deve sciogliere la riserva

Bergamo. Sono stati i numerosi colpi alla testa a provocare la morte di Luciano Muttoni, il 57enne ucciso venerdì 8 marzo nel suo appartamento di via Rossini a Valbrembo. L’ha confermato l’autopsia, eseguita mercoledì mattina dal medico legale dell’ospedale Papa Giovanni, Matteo Marchesi.

Calci, pugni e lesioni provocate dal calcio della pistola scacciacani sul capo e sul volto, inflitte con ferocia da Carmine De Simone e Mario Vetere, i due autori rei confessi dell’omicidio. Più dal primo che dal secondo, dato che, secondo quanto dichiarato da entrambi ai carabinieri al momento del fermo, Vetere avrebbe sferrato solamente i primi due pugni. Il resto delle botte gliele avrebbe date De Simone.

Non solo colpi al capo, ma anche al corpo: l’esame autoptico avrebbe rilevato diverse contusioni al torace e alle braccia. Muttoni non si sarebbe difeso. I due fermati sono stati interrogati dal giudice delle indagini preliminari nel pomeriggio di mercoledì, anticipando la convalida inizialmente prevista per giovedì mattina. La gip si è riservata.