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Presentato il programma per il 18 marzo, un viaggio in città nei tre luoghi simbolo per la pandemia: cimitero, Palazzo Frizzoni e Bosco della Memoria

Bergamo. “Non vogliamo pensare alla strada dell’oblio e della negazione della memoria di ciò che è avvenuto. Credo che il Covid-19 abbia lasciato su tutti segni indelebili, non solo nella memoria di chi ha perso una persona cara. Bergamo è stata una città resiliente, che ha saputo reagire”. Così la sindaca Elena Carnevali ha aperto la presentazione del programma deciso dall’amministrazione comunale per la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus a cinque anni di distanza dallo scoppio della pandemia.

La ricorrenza nazionale cade il 18 marzo, il giorno in cui è stato girato il drammatico video dei camion militari in processione per trasportare i defunti dal Cimitero monumentale verso altre mete per la cremazione. In città sarà presente la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.

Si terrà una cerimonia ispirata al tema “La memoria e la scoperta”: la memoria come atto necessario per onorare e rispettare la vita chi non c’è più; la scoperta come necessità di rielaborare, in una dimensione di comunità, l’esperienza collettiva e individuale che il Covid ha rappresentato. Per questa ragione è stato progettato un percorso che attraversa tre luoghi particolarmente significativi per la città: il Cimitero monumentale, Palazzo Frizzoni e il Bosco della Memoria.

iniziative giornata della memoria comune di Bergamo

Nel cimitero la Chiesa di Ognissanti sarà svuotata dai banchi per rievocare la stessa situazione che nel 2020 la vide trasformata in una camera mortuaria. Sarà aperta ai cittadini negli orari di apertura del cimitero, fino alle 17. “Il 18 marzo nasce da quel cimitero – osserva Giacomo Angeloni, assessore ai Servizi Cimiteriali del Comune di Bergamo oggi come cinque anni fa -. Da lì è partito il primo convoglio dei camion militari: sono stati 28 i viaggi da Bergamo in direzione dei forni crematori. È importante che ne venga fatta memoria, perché non dimenticheremo mai il momento in cui il vescovo è passato a dare la benedizione a tutte le salme: ce n’erano 330″. Sarà allestita l’installazione sonora “Oltre il silenzio”, a cura dell’artista Giotto Orsini, studente dell’Accademia delle belle arti di Bergamo.

Si tratta di un’opera artistica che nasce come riflessione sulla memoria collettiva della pandemia e sul bisogno di trasformare il silenzio in ascolto. Il lavoro prende ispirazione dal Salmo 141, una preghiera di invocazione e protezione, e lo traduce in un paesaggio audio in cui suoni simbolici – come la sirena di un’ambulanza, il battito delle macchine ospedaliere tradotte in codice Morse e il respiro affannato – si intrecciano con tessiture elettroniche. “Volevo trasmettere un messaggio positivo – spiega il giovane artista -. Durante la pandemia sui balconi gridavamo che ‘ce l’avremmo fatta’. In qualche modo è un inno alla speranza: credo che la musica sia uno spazio intermedio tra il rumore e il silenzio”.

Il secondo luogo toccato dal ‘percorso della memoria’ è Palazzo Frizzoni, in particolare la Sala Consiliare svuotata per ricreare l’atmosfera di una piazza: ospiterà la mostra fotografica “Primavera” di Lorenzo Zelaschi, con alcuni scorci della città in contrapposizione ad un’inedita documentazione fotografica realizzata dal personale del cimitero nel 2020. Il 18 marzo la sala sarà aperta ai cittadini per la giornata fino alle 20. Verrà trasmesso il podcast “La memora è oggi” , voluto dall’assessorato alle Politiche Sociali Marcella Messina e realizzato dalla giornalista Fabiana Tinaglia. Il coro “Intelletto d’amore” accompagnerà, in apertura e in chiusura, alcune delle testimonianze del podcast rese dal vivo alle 11.

“Il podcast nasce in continuità con un progetto molto sentito, il libro che racconta la storia della pandemia all’interno dell’Humanitas Gavazzeni – ricorda Messina -. Abbiamo deciso di condividere questo libro in gruppi di lettura di tutte le età. Attraverso il podcast abbiamo raccolto le storie condivise in quei gruppi di lettura contattando le persone che avevano partecipato al progetto e altre che in questi cinque anni hanno visto la propria vita cambiare”. Estratti del libro sono stati letti dai volontari del Circolo dei Narratori dell’associazione Il Cerchio di Gesso: ci sono medici che raccontavano la loro esperienza in corsia, parenti dei malati, volontari, soccorritori. Momenti di ascolto e partecipazione attiva per costruire un futuro condiviso. Il podcast si compone di 9 puntate, disponibili sul canale YouTube del Comune di Bergamo a partire dal 18 marzo.

“La Giornata vuole tenere alta l’attenzione: la scienza dice che episodi pandemici potrebbero ripresentarsi – avverte Gianluca Vecchi, amministratore dell’Asst Papa Giovanni -. Noi operatori sanitari dobbiamo essere pronti, non possiamo dimenticare quei giorni”.  Alle 20.30, all’ auditorium “Lucio Parenzan”, medici e infermieri del Pronto Soccorso del Papa Giovanni torneranno in scena per rimemorare la primavera del 2020.

Il terzo e ultimo luogo simbolo è il Bosco della Memoria, monumento che invita alla memoria delle vittime della pandemia. Il musicista Tino Tracanna scandirà il momento iniziale e finale degli interventi istituzionali, a cui seguirà un’azione di memoria con protagonisti oltre cento alunni di alcuni istituti superiori della città coordinati artisticamente da Anna Marinoni, Katia Nava e Michelangelo Nervosi con la supervisione di Maria Grazia Panigada e Fabio Comana. “La pandemia ha avuto un forte impatto sui giovani – aggiunge Marzia Marchesi, assessore ai Servizi Educativi -. Da un giorno all’altro non hanno avuto contatti con i propri coetanei e hanno dovuto reinventare come frequentare la scuola e come coltivare le proprie amicizie. Il Bosco è il simbolo della resilienza e resistenza che permettono di vincere le situazioni più complicate”.

“Il laboratorio è stato strutturato in chiave teatrale, perché il teatro è uno strumento potente per ritrovare emozioni – spiega Michelangelo Nervosi, coordinatore artistico -. L’obiettivo è creare un luogo di ascolto”. “Credo che da parte dei ragazzi ci sia stata risposta positiva di coinvolgimento e disponibilità – conclude un’altra coordinatrice, Anna Marinoni -. Il teatro non significa mettere in scena qualcosa di nuovo, ma mettere fuoco qualcosa che già c’è: i ragazzi metteranno in scena ciò che hanno dentro”.

Alle 20,30 si terrà il concerto “In Memoriam” alla Basilica di Santa Maria Maggiore, che proporrà un repertorio che alterna pagine della tradizione barocca e classica a composizioni contemporanee, con particolare attenzione al Requiem dedicato alle vittime di Bergamo. Infine, sabato 22 marzo alle 16, nel cimitero monumentale è in programma un momento di preghiera interreligiosa in memoria della vittime a cura del Comune di Bergamo in collaborazione con la Curia Vescovile di Bergamo.