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Nella seconda serata dedicata alla discussione del Previsionale, brutta pagina di politica in aula per via di una frase del vice sindaco Gandi rivolta a Giulia Ceci, Forza Italia, durante il suo intervento: “Che c….. dici”. E la capogruppo azzurra interrompe i lavori e chiede le scuse

Bergamo. La seconda giornata del Consiglio Comunale è dedicata alla discussione del Previsionale di Bilancio. Parola dunque agi consiglieri di maggioranza e minoranza, chiamati ad esprimere posizioni su parti correnti e avanzi di Bilancio, oltre al Piano delle Opere Pubbliche, le delibere, cioè, presentate nella seduta di lunedì 10 marzo. Toni accesi e polemici sui temi della sicurezza e sul presunto ritardo nelle opere preventive e manutentive relative al reticolo idrico, con la Lega che affonda il colpo anche sull’aumento delle spese relative alla realizzazione della nuova GAMeC e sull’abbattimento del Palazzetto dello Sport e Fratelli d’Italia che spinge sui ritardi di presentazione del documento che racconta lo stato dei conti dell’amministrazione comunale. Pd e Lista Civica Carnevali, invece, che raccontano del buon governo del territorio portato avanti non solo dell’attuale Giunta Carnevali, ma anche di un lavoro eseguito in continuità rispetto a quanto fatto nei due mandati Gori.

Brutta pagina di confronto, durante la seduta, tra la consigliera Giulia Ceci e il vice sindaco Sergio Gandi, assessore al Bilancio, durante l’intervento dell’eletta nelle fila di Forza Italia, al capitolo relativo al fondo crediti di dubbia esigibilità e uso improprio dell’avanzo. Ripresa nel corso dell’esposizione con una epiteto più che colorito, “che c…. dici?”, Ceci ha poi preso la parola per ribadire il dissenso e chiedere le scuse: “Non ammetto di essere trattata in questo modo, solo perché tu sei un presuntuoso e arrogante. Questa è già la seconda volta che succede e te e l’ho già detto una volta di non permetterti. E’ il mio primo incarico e posso sbagliare anche a parlare, ma questo non ti autorizza a rispondermi in questo modo”. Le scuse arrivano, insieme ad una giustificazione: “Mi scuso per i modi, ma resto della mia idea. Chi è alla sua prima esperienza dovrebbe avere l’umiltà di chiedere i chiarimenti necessari, onde evitare di esprimere concetti sbagliati”.

“Quelli che questa amministrazione comunale fa passare come tagli del Governo, in realtà sono accantonamenti – così Alberto Ribolla, Lega -, in conto capitale per l’anno successivo. Ricordo che questa questa spending review non è una decisione del Governo, ma un taglio fatto dall’Unione Europea a fronte del Patto di Stabilità che ha avuto conseguenze su singoli Governi. La scelta di indebitarsi con le opere pubbliche ha portato ad un effetto negativo sulla parte corrente e ad aggravare la situazione ci hanno pensato anche una serie di scelte sbagliate come i 100mila euro spesi per Capodanno e come le centinaia di migliaia di euro per i birilli di Pontesecco. Per non parlare dei bidoni orrendi volti alla raccolta differenziata messi in Città Alta e in centro. Il Piano delle Opere Pubbliche è più risicato e si prevede un totale di quasi 22 milioni di euro per la GAMeC: davvero tanti soldi per un unico intervento. Sono stati persi 8 milioni di euro per l’abbattimento del Palacreberg per le manutenzioni fatte negli ultimi anni, per non parlare delle spese bizzarre per la palestra di via Grataroli o del campo Utili”.

“Il Bilancio è farcito di una serie di aumenti in ogni settore – così Andrea Pezzotta, capogruppo Lista Civica Pezzotta -. Servono più soldi, siamo in difficoltà, aumentano le spese. Aumentano i costi per tutti i cittadini, tranne per chi ci governa. Con la Giunta Tentorio abbiamo affrontato un periodo di grande difficoltà, quello del Patto di Stabilità, ci siamo ritoccati lo stipendio del 10% del nostro stipendio, sapendo bene che non avrebbe risolto la tenuta del Bilancio e non avrebbe sanato i conti. Ma eravamo consapevoli che così avemmo dato l’esempio. E’ una scelta che abbiamo fatto in maniera consapevole, in un momento in cui prendevamo certamente molti meno soldi di quanti ne prendete voi. E sarebbe stato doveroso oggi. La stessa cosa la dico anche ai consiglieri. Quando si impongono sacrifici significativi, i primi a doverlo fare dovremmo essere noi, dando un segnale importante”.

A rispondere a Pezzotta e a spezzare una lancia a favore di Ceci è Paola Rossi, Bergamo Europea: “Tagliare i compensi è pura demagogia, non avrebbe un impatto sui conti, sicuramente avrebbe un grande impatto mediatico, vantaggi che ci consumerebbero nel giro di pochi giorni. Rispetto al subbuglio che c’è stato, con la battuta infelicissima fatta dal vice sindaco Gandi, voglio esprimere assoluta solidarietà a Giulia (Ceci ndr), tenendo separati i due fronti. Da un lato c’è un tema competenze: dagli assessori ci aspettiamo che siano competenti e accoglienti, ciò che rivendicava Gandi. Noi abbamo compito di tenersi informati, tuttavia ci capita di fare qualche errore. Sono sicura anche io di aver detto qualche cretinata. L’altro tema, però, è lo stile dell’intervento, e credo che Giulia abbia fatto molto bene ad esigere scuse. Personalmente non trovo corretto, nemmeno dal punto di vista istituzionale”.

Critico Filippo Bianchi, Fratelli d’Italia: “È finito il tempo delle vacche grasse, quello passato scialacquando denari pubblici per opere che non erano urgenti, mal gestendo i soldi come raccontano, per esempio le spese per il Campo Utili o il nodo di Pontesecco o, ancora, lo scempio di Piazzale Alpini. Senza dimenticare gli investimenti fatti per le Reti di Quartieri, un lontano ricordo delle Circoscrizioni. Mentre per le opere di prevenzione i fondi non si sono trovati in dieci anni di governo del territorio. Sabato scorso, l’8 marzo, il sindaco Carnevali ha ammesso di non essere in grado di realizzare la sua promessa elettorale, quella cioè di investire 1 milione all’anno per 5 anni per contratti di affitto ai giovani. Dopo il colpo alle tasche dei bergamaschi, ora arriva anche un colpo alla storia del bergamaschi, ancora più grave, con la decisione di vendere la Casa del Custode di San Vigilio. Bergamo diventata una città dei balocchi. Si è arrivati anche a tagliare il fondo per le manutenzioni delle Mura veneziane, il nostro monumento più importante”.

Ida Tentorio, capogruppo di Fratelli d’Italia: “Non si può non sottolineare che quest’anno il bilancio è arrivato in notevole ritardo. I rincari sono stati una vera e propria tempesta e la giustificazione è solo ed esclusivamente relativa ai tagli del Governo. In quest’ aula abbiamo dedicato tutta una riunione all’alluvione di settembre. Moltissimi Interventi della maggioranza, sia dai banchi della Giunta, sia da parte dei consiglieri, hanno individuato la colpa prevalentemente nella mancata pulizia degli alvei, che “era compito della Regione”. Oggi leggiamo una nota integrativa che, tradotta, racconta di come per dieci anni l’amministrazione non ha fatto niente, tentando di dare la colpa ad altri, spiegandoci in un orecchio che le manutenzioni dei tratti interrati sono in capo a chi li interra, quindi al Comune, per cui dobbiamo era necessario spendere dieci volte tanto”.

Così Francesca Riccardi, capogruppo del Pd: “Il Comune di Bergamo anche per il 2025 impiegherà risorse per 22 milioni di Euro per i Servizi Sociali, il 35% delle dotazioni di Servizi, 15 milioni (il 25%)per Educazione, Scuole e Servizi per l’Infanzia, 10 milioni per Cultura Turismo e tempo libero (il 17%), 8 milioni per le Politiche del Territorio (13%). Come rappresentante del PD, che è il partito che con più consiglieri sostiene questa maggioranza, pur con tutti le ristrettezze economiche, i tagli che arrivano dal centro, gli aumenti inflazionistici e tanti altri contrattempi che sono comunque sempre presenti in politica, mi sento rappresentato da un governo della mia città che destina gran parte delle risorse dei servizi per la Scuola e l’Infanzia, la Cultura, la cura del Territorio e la vicinanza e la cura alle fasce più deboli e più fragili della nostra città.  Mi sembra, in un certo qual modo, che con questi investimenti che le giunte di centro sinistra attuano da sempre, si verifichi una piccola ridistribuzione del reddito”.

Nonostante le difficoltà derivanti dalla legge di bilancio l’amministrazione comunale continua a garantire una gestione finanziaria responsabile, investimenti strategici e una visione di lungo periodo per Bergamo. La città non si piega alle difficoltà imposte dall’alto, ma risponde con competenza e pragmatismo, mantenendo alta la qualità dei servizi e della progettualità. Bergamo è in buone mani: previene, investe e guarda avanti con ambizione”, così il consigliere Alessandro De Bernardis.

“I tagli gravano sulle tasche dei cittadini – così Giulia Ceci, Forza Italia –. Che pagheranno più tasse senza un miglioramento dei servizi offerti. Significa che l’amministrazione non ha trovato altri strumenti per sopperire alle difficoltà se non quello di attingere al portafoglio dei residenti. Questo bilancio è il risultato di una gestione miope, che continua a fare affidamento su tasse, tariffe e indebitamento invece di promuovere una crescita sostenibile. L’aumento della pressione fiscale, la scarsa attenzione agli investimenti strategici e la gestione incerta dei fondi del PNRR dimostrano l’assenza di una visione a lungo termine. Chiediamo alla maggioranza di rivedere le proprie priorità, garantendo un bilancio più equo e lungimirante, che metta al centro i cittadini e lo sviluppo economico di Bergamo”.