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Piano delle Opere Pubbliche, Rota: “Oltre 600mila euro per riqualificare via Paglia e Bonomelli. Ma la coperta è corta”

Un investimento che vedrà i lavori divisi in due lotti. Le minoranze: “Ridurre i 750mila euro previsti per la progettazione della nuova palestra di via Grataroli, destinandone 100mila euro all’illuminazione pubblica”

Bergamo. Si apre la tre giorni del Consiglio Comunale di Bergamo dedicata al Bilancio e la prima serata è dedicata alla presentazione del documento e alle due delibere passate in Commissione nelle scorse settimana. Tra queste quella relativa alla Bof, con la richiesta di toglierla dal piano delle alienazioni ed eliminare la possibilità che una parte delle quote venga venduta, ad un privato, per la gestione del forno crematorio. La delibera passa, e la Bergamo Onoranze Funebri, resta di proprietà del Comune di Bergamo, nella sua interezza. A salvarla dal Piano delle Alienazioni ci ha pensato, infatti, una sentenza della Corte dei Conti, emessa in Emilia Romagna, che in sostanza afferma che le società partecipate, come è il caso dell’azienda che gestisce i servizi funerari del capoluogo, con bilanci in ordine e utili possono rimanere di fatto nella disponibilità delle amministrazioni comunali. Ergo, niente cessione del 49% delle quote ad un socio di minoranza, quote relative alla gestione del forno crematorio, con una proprietà salda che resta nella sua interezza a capo del Comune di Bergamo. La delibera passa all’unanimità. Passa anche quella più di natura tecnica presentata dall’assessore all’Abitare Claudia Lenzini, relativa agli adempimenti dell’edilizia popolare, con la maggioranza a favore e la minoranza astenuta.

Presentata anche la delibera che fa capo al Pop, Piano delle Opere Pubbliche, con una specifica, a latere spiegata dall’assessore ai Lavori Pubblici Ferruccio Rota che, durante la sua esposizione, ha spiegato come verrà fatta anche “un’assemblea nel quartiere di Longuelo e una rendicontazione dei costi della vasca di laminazione di Astino in sede di Commissione: un tema complesso che verrà completato e risolto negli anni”. 

La presentazione del Bilancio

Il Bilancio conta complessivamente 380 milioni di euro, 193,89 in conto capitale. Di questi, 137 milioni sono garantiti da fondi Pnrr, statali e regionali, e 185 milioni di spesa corrente. A finanziare la previsione del 2025, cioè l’equilibrio di parte corrente, saranno sostanzialmente l’avanzo economico, pari circa a 1 milione di euro, il residuo della quota degli oneri, le alienazioni immobiliari, tra le quali spicca ancora una volta l’edificio di via San Lazzaro, già messo in vendita da tempo, i dividenti di A2A e la quota mutui.

“Le criticità ci sono e il Bilancio racconta delle scelte fondamentali che l’amministrazione ha compiuto, alcune anche indotte da una serie di fattori in parte frutto della storia recente e altre conseguenze dello scenario nazionale – così Gandi durante l’esposizione della delibera -. Nonostante il taglio del Governo, non c’è nessuna tragedia, come qualcuno ha voluto far intendere. Oggi infatti siamo qui a parlare di equilibrio di Bilancio. L’Ente locale deve assumersi sempre più responsabilità e con sempre meno disponibilità di risorse e poteri non adeguati. Non dovrebbero esserci differenze tra le forze politiche, rispetto a questa discussione, tutti dovrebbero lavorare per il bene del proprio Comune. E’ comunque raccontiamo di un previsionale che mira a tutelare i servizi a favore dei cittadini con un’attenzione particolare a quelli dei più fragili. Chiediamo quindi qualche sforzo in più a chi può, per dare sostegno a chi invece deve essere accompagnato. Lo Stato dovrebbe lasciarci la responsabilità della gestione, affidandoci gli strumenti per poterci giocare la partita fino in fondo. Ad esempio, dovremmo poter disporre in autonomia delle quote relative al canone unico sull’occupazione del suolo o al canone Irpef, tariffe ferme da 20 anni sulle quali non abbiamo alcun potere. Questo va ad unirsi al taglio che ci viene imposto, fatto peraltro a spizzichi e bocconi, anno per anno, con meccanismi difficili da gestire”.

Poi le annotazioni sui conti: “Il bilancio è perfettamente in equilibrio, con le spese finanziate dalle entrate e con difficoltà che però siamo riusciti a gestire. A perimetro definito, dunque, di fatto questa delibera apre l’anno e a questa seguirà, come sempre, il rendiconto con le relative variazioni. Tra le criticità interne attività connesse alla prevista conclusione dei lavori finanziati dal Pnrr, con conseguenti ricadute sui costi gestionali senza poter beneficiare di contribuzioni esterne. E’ il caso della demolizione e costruzione dei nuovi asili nido, la cui attivazione comporta un aumento di spesa, rispetto ai dati 2024, valutabile in un milione di euro per il 2025, in 1,8 milioni di euro per il 2026 e in poco meno di 2 milioni di euro per il 2027.

La graduale diminuzione dei dividendi da A2A per via della pur modesta alienazione dei titoli, per il finanziamento di spese di investimento. Tenendo conto degli effetti favorevoli sia dell’aumento del dividendo unitario per azione che dell’attuale andamento del valore dell’azione sul mercato borsistico, a fronte di una sostanziale invarianza del dividendo complessivo previsto nel 2025 rispetto al 2024, poco meno di 2,2 milioni di euro, si prevedono diminuzioni dello stesso di circa 150 mila euro nel 2026 e di ulteriori 100 mila euro nel 2027. L’aumento della spesa per la restituzione delle quote capitale e per il pagamento degli interessi passivi sui mutui in essere, sia con riferimento al venire meno, a partire dal 2025, degli effetti della rinegoziazione operata nel 2023, che per effetto dell’incremento dell’indebitamento degli ultimi anni. Sono previste maggiori spese per un milione di euro per il 2025, per poco meno di 1,6 milioni di euro per il 2027 e per 1,9 milioni di euro per il 2027.

Insieme alla riduzione della materia imponibile su cui operare per il recupero dell’Imu, specie per il venire meno dell’imponibilità degli immobili merce, che porta a una diminuzione della previsione di entrata dai 3,1 milioni di euro del 2024 ai 2,6 milioni di euro determinati per il 2025. La previsione degli oneri, a partire dal 2027, per l’attivazione del partenariato pubblico privato per la riqualificazione del Centro Sportivo Italcementi, con un effetto negativo sugli equilibri di bilancio, al netto del canone in entrata, di circa 1,3 milioni di euro. La necessità di presidiare adeguatamente l’ambito idrico con un incremento di spesa annuo per la manutenzione ordinaria del reticolo idrico di 405 mila euro per ciascun anno, da 45 mila euro a 450 mila euro”.

Tra quelle esterne “un generalizzato aumento dei costi per l’acquisizione di beni e servizi in diversi ambiti di intervento, sia a fronte della dinamica inflattiva che a fronte della necessità di mantenere un adeguato livello dei servizi offerti a fronte dell’aumento della domanda. Tali effetti hanno impattato particolarmente sulla spesa nell’ambito socio-educativo, con, in taluni casi, importanti aumenti di spesa corrente. La scadenza del contratto di servizio con Uniacque in materia di servizio idrico integrato, con una minore entrata di circa 500 mila euro annui a decorrere dal 2025. Sempre nell’ambito socio-educativo, il forte incremento della domanda di servizi, specie con riferimento all’assistenza scolastica degli alunni disabili e alle emarginazioni gravi, con la necessità di rispondere adeguatamente ai bisogni emergenti. Gli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti nazionali del personale comunale, con conseguenti maggiori previsioni di spesa corrente pari a circa 670 mila euro per il 2025, a circa 1,3 milioni di euro per il 2026 e a circa 2 milioni di euro per il 2027. I maggiori costi da sostenere nei confronti di Aprica per la proroga tecnica del servizio rifiuti, che determinano una maggiore previsione di spesa di 550 mila euro per il 2025”.

I tagli agli Enti Locali

Gandi non manca di ricordare, come già più volte sottolineato, che anche la legge di Bilancio varata dal Governo a fine 2024 ha fatto la sua parte: “A fronte di interventi di portata modesta sulla dotazione complessiva del fondo di solidarietà comunale e dell’introduzione di contribuzioni ad hoc in specifici campi, sempre di portata modesta è stata introdotta una norma che mira al contenimento della spesa corrente, con l’obbligo di accantonare – e quindi finanziare – risorse di parte corrente senza poterle spendere, se non per le spese in conto capitale dell’esercizio successivo, ad avvenuta approvazione del rendiconto. Di particolare impatto sono anche le modifiche del contesto esterno di riferimento, operate, in particolare, dalla legge di bilancio per il 2025.

Nello schema di bilancio di previsione 2025-2027 tale effetto è quantificato in 388.000 euro per il 2025 e in 777.000 euro sia per il 2026 che per il 2027. Tali importi costituiscono, a tutti gli effetti, spesa corrente da finanziare. Per i successivi esercizi sono stimati effetti pari a 777.000 euro per il 2028 e a circa 1,3 milioni di euro per il 2029. Ciò si aggiunge agli interventi di spending review già in essere e che, anche in questo caso quale spesa da finanziare in parte corrente, che sono pari a 872 mila euro per il 2025, a 611 mila euro per il 2026, a 586 mila euro per il 2027 e a 584 mila euro per il 2028”.

Piano delle Opere Pubbliche

All’assessore ai Lavori Pubblici Ferruccio Rota, poi, il compito di presentare il Pop, con particolare specifica alla riduzione del rischio idraulico, agli interventi manutentivi straordinari rispetto agli appartamenti comunali dedicati ai più fragili: ad oggi sono 986 alloggi di proprietà, di cui 230 sono da sistemare. Nel 2024 ne sono stati fatti 40 e la volontà è esaurirli nei prossimi 4 anni, anche se l’azzeramento è difficile. Altro tema è quello della sicurezza stradale e dei luoghi di lavoro e valorizzazione del patrimonio culturale, oltre a edifici scolastici e di natura sportiva che conteranno interventi per un valore di 584mila euro. Un tema di grande rilievo è la messa in sicurezza degli stessi edifici dal punto di vista sismico. Il Comune ne dispone di 56, oltre a 12 asili nidi. Gran parte del gettito è affidato alla realizzazione della prima vasca di Astino, già completata, e alla messa a terra della seconda, che cuberà 7 milioni. Per questa l’inizio dei lavori è fissato per inizio 2026.

“Abbiamo destinato 600mila euro ai lavori che partendo da via Bonomelli saliranno verso via Paglia, e siamo disposti anche a farli in due lotti, destinando una cifra complessiva di 600mila euro, che dovranno essere sicuramente integrati da altri gettiti pescati a mezzo variazioni di Bilancio, senza toglierli da altri capitoli. Restano i fondi per le corsie reversibili a Pontesecco: faremo una call giovedì con i funzionari, e sempre sul rischio idraulico abbiamo stanziato un fondo di 300mila euro per la manutenzione straordinaria, oltre ai 450mila euro per quelle ordinarie. Sugli emendamenti di Ribolla, quello che posso dire è che la coperta è corta”.

Il Pop è anche verde e a prendere la parola è l’assessore all’Ambiente Oriana Ruzzini: “Per il Campo di Marte abbiamo destinato 77mila euro per l’area verde della zona, l’unica rimasta, 1 milione e 380mila euro per Borgo Pignolo. Sono in corso controlli per la presenza del tarlo asiatico al parco della Trucca. A brevissimo si aprirà il collaudo per il verde che farà da collegamento tra il Parking Fara e la Rocca”. 

Parola poi all’assessore alla Riqualificazione Francesco Valesini: “Abbiamo previsto 2 milioni per la piazza della nuova GAMeC, con lavori che stanno procedendo. Si prevede l’ultimazione delle opere per aprile 2026. Non è un valore stimato solo sulla copertura per l’ingresso, ma prevede la riqualificazione di tutto il parcheggio, fino ad arrivare a Borgo Santa Caterina. Previsti anche 5 milioni e 900mila euro per la palestra di Santa Lucia in via Grataroli. Per quanto riguarda il Piano delle Alienazioni è prevista anche la Casa del Custode del Castello di San Vigilio, dismesso da diversi anni: si tratta di un edificio di 250 metri quadrati, con un giardino di 200 metri quadrati. Era stata già inserita nel Piano delle Alienazioni dalla Giunta Tentorio nel 2013 e c’è rimasta fino 2019. Poi è stata stralciata perché rimasta invenduta, e a quel tempo, con l’amministrazione Gori, si lavorò per cercare altre formule legate a funzioni di partenariato pubblico-privato.

Abbiamo scelto di non vendere e riqualificare Casa Suardi, Principe di Napoli e Cascina Ponchia. Abbiamo acquisito proprietà importanti come il Carcere di Sant’Agata, la Montelungo, Palazzo Libertà, San Michele all’Arco, senza contare gli interventi in prospettiva come il raddoppio della nuova GAMeC, la riqualificazione dell’archivio della Biblioteca Angelo Mai, il Palazzo della Podestà e molto altro. Tutto si può dire ma non che non ci sia stata un’attenzione altissima rispetto alla valorizzazione di certi edifici. Questo è un sacrificio che abbiamo considerato attentamente e che trova delle motivazioni valide.

Per le condizioni in cui verte e considerato che servirebbe un intervento di riqualificazione pari a circa 8 milioni di euro e, ancora, non si sono trovate formule alternative, l’attuale Giunta, non senza rammarico, è tornata sui passi, decidendo di metterla in vendita. Anche per esigenze di bilancio. Sorte diversa invece per la Casa del Castellano e del Cappellano inserite nel Piano delle Valorizzazioni, cioè non di vendita ma per le quali cerchiamo privati che rilancino gli edifici mantenendone la fruibilità pubblica. Nel Piano delle Valorizzazioni ci sono Casa del Castellano e Casa del Cappellano cubano un totale di 4 milioni”.

Gli emendamenti

Filippo Bianchi (FdI) chiede che, nel caso in cui venisse finalizzata la vendita del Convento del Galgario, “si preveda la possibilità di renderlo fruibile alla cittadinanza, è un bene di inestimabile valore e culturale”. Alberto Ribolla (Lega) presenta i suoi 20 emendamenti, “su tematiche che riteniamo di particolare importanza. Proponiamo di aumentare di 100mila euro le asfaltature, riducendo i lavori di manutenzione a Palazzo uffici, una richiesta che viene ripetuta. È importante fare opere pubbliche ma anche garantire che i nostri marciapiedi siano in condizioni decenti, per camminare senza inciampare. Chiedo di ridurre i 750mila euro previsti per la progettazione della nuova palestra di via Grataroli, destinandone 100mila euro per l’illuminazione pubblica”.

Ribolla chiede di tagliare parte dei 2 milioni di euro destinati alla nuova piazza e parcheggio GAMeC per riversarli su altri interventi: “È stato rifatto tutto il centro, è necessario intervenire anche su via Paglia, Bonomelli e su via Garibaldi, anche sede della Nuova Casa della Comunità, tra le poche vie commerciali del centro non ancora oggetto di riqualificazione. Un ulteriore aiuto sulla GAMeC? Neanche si facesse un mausoleo”.