Le novità
Nuove professioni, unificazioni o scissioni: dall’1 aprile parte la rivoluzione dei Codici Ateco
Un modo per trasporre in modo più fedele i cambiamenti, velocissimi, in atto nel mondo del lavoro, in particolare con l’arrivo di mestieri digitali che stanno rivoluzionando il panorama tradizionale, così come tutti quelli legati ai mondi della sostenibilità e dell’innovazione
Sono oltre cinque milioni i codici Ateco che saranno variati nei registri delle Camere di Commercio italiane a partire dal prossimo 1 aprile: un processo necessario (l’ultima volta era stato fatto nel 2007) che richiederà circa due settimane, occupando i sistemi informatici in orario notturno per una riclassificazione automatica che non comporterà alcuna spesa o perdita di tempo per le imprese.
L’aggiornamento, promosso da Eurostat ed entrato in vigore a inizio anno, oltre a fornire una nuova classificazione, sdogana ufficialmente anche le nuove professioni: dall’influencer all’allenatore di squadre eSports o l’organizzatore di eventi di gaming, dal gestore di community online al consulente per l’efficienza energetica.
Un modo per trasporre in modo più fedele i cambiamenti, velocissimi, in atto nel mondo del lavoro, in particolare con l’arrivo di mestieri digitali che stanno rivoluzionando il panorama tradizionale, così come tutti quelli legati ai mondi della sostenibilità e dell’innovazione.
“Completata la riclassificazione di tutte le posizioni – spiega Andrea Vendramin, conservatore del Registro imprese della Camera di Commercio di Bergamo – sarà reso disponibile un Portale Utente con una ‘comunicazione semplificata’. Le caratteristiche di questa funzionalità, gratuita, che le Camere di Commercio metteranno a disposizione delle imprese sono: accessibilità del legale rappresentante dell’impresa con la propria identità digitale, senza possibilità di procure o deleghe; solo le imprese che nella tabella di riclassificazione si trovano nella situazione di avere ‘N’ possibili codici ATECO 2025 potranno accedere al portale gratuito, mentre le imprese che intendono modificare il Codice o l’attività – ma che sono state riclassificate con un rapporto ‘1 a 1’ dovranno utilizzare i canali tradizionali. La compilazione è totalmente guidata. Ogni impresa troverà già precaricate tutte le proprie posizioni (sede, Unità locali ecc) di tutt’Italia: con una sola comunicazione potrà aggiornare tutte le sue posizioni, in tutti i registri Imprese. Pensiamo alle catene (food e non) che hanno centinaia di unità locali, con le medesime attività e avrebbero dovuto incaricare degli intermediari per inviare centinaia di pratiche: così, invece, con una sola comunicazione risolvono tutto.
Solo le attività che rispettano i criteri precedenti avranno a disposizione questa funzionalità ed infatti anche la scelta delle attività alternative è guidata, essendo possibile scegliere solo tra gli ‘N’ codici previsti da Istat”.
Una volta completate le scelte e firmata la comunicazione, il portale invierà una Pec di conferma e la posizione dell’azienda sarà aggiornata.
Per rendere tutto più comprensibile, il sistema camerale ha organizzato alcuni momenti formativi: già definiti gli appuntamenti del 25 e del 27 marzo, mentre ad aprile due ulteriori eventi riguarderanno proprio il Portale Utente, con focus in particolare sulla comunicazione semplificata.
Dall’altro lato la modifica comporta anche una perdita di dettaglio in molti settori.
Ad esempio, nel Codice 47.92.3 “Attività di servizi di intermediazione per il commercio al dettaglio specializzato di prodotti nuovi” saranno ricomprese attività molto diverse tra loro che con ATECO 2022 avevano classificazioni assolutamente differenti, come il 45.11 “Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri” e il 47.99.1 “Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta)”.
“Anche in questo caso le Camere di Commercio hanno proposto ad Istat e Mimit di utilizzare il dettaglio informativo contenuto nelle visure del Registro delle Imprese per mantenere le informazioni storiche ma anche permettere di specificare le nuove attività con il dettaglio necessario – conclude Vendramin – In sintesi quindi tutti gli operatori dovranno abituarsi a dare meno importanza al Codice Ateco – che perderà parte del proprio carattere distintivo – per concentrarsi sulla descrizione letterale dell’attività svolta che sarà presente nella visura del Registro delle Imprese”.

