Chi era Luciano Muttoni: il ‘taxi’, la casa vacanze e quel giubbotto insanguinato. I carabinieri hanno una pista, primi sospetti
ll corpo senza vita del 58enne trovato domenica mattina in una pozza di sangue: la ricostruzione e il punto sulle indagini
Valbrembo. La telecamera di un privato punta dritta sul vialetto che porta al civico 6E di via Rossini: l’unico, in tutto il complesso residenziale, senza un nome riportato sul citofono. All’interno di questo trilocale affittato come casa vacanze, domenica mattina è stato trovato il corpo senza vita di un uomo: Luciano Muttoni, 58 anni. I carabinieri hanno acquisito le immagini di quella telecamera, e cerchiato in bianco alcuni punti sulle piastrelle fuori dall’abitazione. All’interno nascondono minuscole tracce ematiche, sangue. Forse quello della vittima, forse quello lasciato dall’assassino – o dagli assassini -, sgocciolato durante la fuga. Il riserbo è massimo, ma gli investigatori stanno seguendo una pista ben precisa e avrebbero già interrogato più persone. Due, in particolare, sarebbero sospettate del delitto: intercettate in provincia di Monza, fino a domenica sera non risultavano ufficialmente in stato di fermo.
“Lo chiamavano al telefono, non rispondeva”
A lanciare l’allarme, intorno alle 9.30, è stata una donna che frequentava Muttoni. Non l’assistente sociale, come emerso inizialmente. Più probabilmente una persona che lo seguiva per motivi affettivi o di salute. “Lo chiamavano da qualche giorno – dice un residente – ma al telefono non rispondeva, così sono venuti a cercarlo”. Il corpo presentava delle profonde ferite al capo, compatibili con un’aggressione con arma contundente. Il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha disposto l’autopsia e il sequestro dell’appartamento. “Non abbiamo visto o sentito nulla di strano”, assicurano i vicini di casa. “Io l’ho visto venerdì, gli ho dato un cesto pieno di verdure dell’orto – racconta un altro – poi chissà cosa è successo”.
Casa vacanze e liti: “I carabinieri venivano qui”
La zona dà l’impressione di essere piuttosto tranquilla, dietro l’oratorio della frazione Ossanesga, a due passi dalla pista ciclabile e dalla campagna. “Lucio (così lo chiama un giovane residente, ndr) era una brava persona, ma più di una volta l’ho visto litigare con qualche ospite. Anche i vicini si lamentavano della sua casa vacanze, i carabinieri erano già stati qui per tranquillizzare gli animi”. Su internet si trovano molte recensioni: la maggior parte, a dire il vero, più che positive. Solo in rari casi gli utenti si lamentano apertamente del proprietario, già noto alle forze dell’ordine ma per fatti non chissà quanto rilevanti.
Il lavoro da ‘Taxi driver’ e l’auto che non si trova
Sempre i vicini definiscono Muttoni “un tipo solitario”, che “non si faceva vedere troppo in giro”. Sui social, foto e video lo ritraggono invece al mare, in montagna e mentre balla in alcuni locali della città. Il 58enne sponsorizzava anche un servizio di navetta privato, forse riservato agli ospiti della sua casa vacanze. ‘Taxi Driver’, recita l’immagine del suo profilo Facebook, come il film di Martin Scorsese con Robert De Niro. Non è chiaro se per quel servizio utilizzasse la sua auto: una vecchia Golf grigia che da un paio di giorni non si sa che fine abbia fatto. Giovedì era andato a riprenderla dal meccanico e al momento non risultano denunce di furto.
Il giubbetto ritrovato a Solza, sporco di sangue
Le indagini, coordinate dalla Procura, sono condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri di Bergamo, insieme ai colleghi del Norm della compagnia di Zogno e della stazione di Villa d’Almè. Domenica pomeriggio, gli indizi del caso hanno portato fino a Solza. Nel paese dell’Isola Bergamasca, a ridosso del cimitero, è stata segnalata la presenza di un giubbetto sporco di sangue. All’interno, documenti e tessere magnetiche riconducibili alla vittima. Cosa ci facevano a 15 chilometri di distanza? Visto così il mistero sembra infittirsi. Ma forse, chi indaga, è vicino alla soluzione.
Carabinieri sul luogo del ritrovamento, vicino al cimitero di Solza




