Asili nido, lanciata una petizione per i posti comunali rimossi a Redona. Il Pd: “La città un’eccellenza nel servizio”
Oltre al Femì, il Comune non ha acquistato slot anche nel Bosco delle Coccole di Colognola. In Consiglio comunale un ordine del giorno della maggioranza per affrontare il problema
Bergamo. Nel capoluogo si discute sui nidi. A far sentire la propria voce è il Partito Democratico dopo che martedì 4 marzo un genitore ha deciso di lanciare una raccolta firme online in merito alla scelta del Comune di Bergamo di non acquistare posti comunali in due asili nidi privati a Redona e Colognola, il Femì e il Bosco delle Coccole.
“Siamo genitori di una bambina che avremmo voluto iscrivere al nido Femì – motivano gli organizzatori della petizione -. Abbiamo appreso con sconcerto che senza alcun preavviso alle famiglie il Comune ha rimosso la struttura dalle liste comunali. Il Femì è l’unico nido della zona di Redona e la scelta ha comportato un grave disagio per molte famiglie, costrette a cercare soluzioni alternative in un contesto già segnato dalla carenza di posti disponibili”.
“In campagna elettorale la sindaca Carnevali aveva tappezzato Redona con manifesti recanti lo slogan “Asili nido, zero liste d’attesa” – prosegue la nota che accompagna la raccolta firme, che ha raccolto ad oggi poco meno di 300 sottoscrizioni -. La promessa è stata mantenuta: la lista d’attesa non esiste più perché il nido stesso è stato cancellato. Un gioco di parole amaro, che lascia molte famiglie prive di un servizio essenziale. Chiediamo che l’amministrazione intervenga per ripristinare i nidi comunali rimossi, garantendo l’accesso a un servizio essenziale per la crescita e l’educazione dei bambini. La chiusura di queste strutture non è solo un disservizio, ma un passo indietro inaccettabile per una città che dovrebbe investire nel futuro delle nuove generazioni”.
La replica del Pd cittadino
“Bergamo è un’eccellenza sia come qualità del servizio sia per numero di posti a disposizione – la replica di Silvia Gadda, consigliera comunale del Partito Democratico -. La situazione è simile all’Emilia-Romagna, un territorio da sempre modello in ambito educativo. Le amministrazioni Gori e Carnevali hanno fatto investimenti come non se ne vedevano dagli anni Sessanta, sfruttando i bandi Pnrr. In tre anni è avvenuta la ristrutturazione integrale di cinque asili nido, di cui uno attivo dall’anno di frequenza 2024-2025, e tre attivi dall’anno di frequenza 2025-2026, con un ampliamento complessivo di 56 posti complessivi comunali”.
“Un sostegno concreto alla genitorialità”, secondo l’esponente del Pd cittadino che si difende con i numeri: a Bergamo nell’ultimo triennio i dati sulle nascite sono stabili. Nonostante ciò nel quadro del capoluogo rimangono aperti due nodi in due quartieri strategici.

Questa settimana in Consiglio Comunale si discuterà la previsione di bilancio triennale: tutti i gruppi della maggioranza hanno messo nero su bianco due impegni precisi con la sottoscrizione di un Ordine del giorno specifico. “Il primo è tenere in considerazione i quartieri sprovvisti di nido comunale nella programmazione del sistema integrato di educazione da zero a sei anni – spiega la consigliera -. Il secondo è prevedere ulteriori posti nido convenzionati, rivalutando gli accordi con i privati che gestiscono i nidi Femì e Bosco delle Coccole”. Al momento, in attesa anche di capire i numeri delle domande di iscrizione (chiudono il 31 maggio), al Femì sono confermati i 18 posti dei bambini e bambine attualmente frequentanti.
“Serve che il Governo faccia quanto aveva annunciato – conclude Francesca Riccardi, capogruppo del Pd in Consiglio Comunale -, ovvero consentire ai Comuni di assumere il personale necessario per la gestione dei posti finanziati con il Pnrr e prevedere un finanziamento stabile per il loro costo di gestione”.
Uil: “Una priorità, attenzione alle problematiche economiche delle famiglie”
Sulla questione si è espresso anche il sindacato Uil. “Siamo fermamente convinti che i temi della maternità e famiglia debbano trovare un posto principale all’interno dell’agenda politica di un territorio – comunicano da via San Bernardino – Appare doveroso prestare una particolare attenzione alle problematiche economiche che le famiglie oggi affrontano, valutando azioni che potrebbero essere impopolari ma funzionali ad un cambio di rotta e valorizzazione di alcuni temi come famiglia e maternità”.


