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Elena Carnevali, la prima sindaca di Bergamo, in occasione della Giornata internazionale della donna, racconta i primi nove mesi a Palazzo Frizzoni e annuncia un Fondo per aiutare i giovani

Bergamo. “Il mio sogno è lì, limpido e chiaro: vedere Bergamo popolata da giovani. Appena avremo approvato il bilancio in Consiglio Comunale faremo il bando che avevamo promesso nel nostro programma elettorale: il Fondo Abitare Giovani”. Elena Carnevali, sindaca di Bergamo, nella Giornata mondiale per la donna, annuncia che realizzerà uno dei punti più ambiziosi e difficili del suo mandato: il Fondo Abitare Giovani (per sostenere contratti d’affitto a canone concordato per gli Under 35).

“Non potrà essere nelle quote che abbiamo sognato, perché naturalmente avremo risorse un pochino più contingentati, ma quell’obiettivo rimane chiaro – prosegue – perché offrire case ai giovani, affitti sostenibili, lavoro e una qualità di vita che viene apprezzata, per vivacità e offerta culturale, credo sia l’elemento migliore per poter attrarre i giovani e fare in modo di tornare a vedere Bergamo crescere anche in termini di bimbi e di bimbe che vogliamo sempre di più”.

“Una Signora città” era lo slogan della campagna elettorale. A proposito: come nacque quell’idea?

Da un lato si voleva continuare a fare di Bergamo una città che sente l’altezza della signorilità, che tiene quindi con particolare attenzione alla dimensione di una città bella, di una città vivibile, di una città europea. E poi il fatto che fosse una candidata donna creava un connubio che raccoglieva questo doppio messaggio.

Sente il peso di rappresentare tutte quelle donne che per la prima volta nel 1946 ebbero accesso al voto?

No, non sento il peso e non perché sono donna. Sento la responsabilità, questa sì. Soprattutto quella di essere capace di trasmettere l’attenzione alla persona, alla qualità della vita e dell’ambiente. Sento anche il compito di mantenere sempre questa visione che deve proiettare Bergamo in una dimensione di crescita, di sostenibilità per migliorare le condizioni di vita dei nostri cittadini offrendo i servizi che sono necessari.

Se si trovasse di fronte una ragazza di 15 anni, che cosa le direbbe per spingerla ad impegnarsi in politica?

Sono particolarmente attenta a ciò che mi dicono le ragazze ed i ragazzi. Mi piace incontrarli. L’ho fatto anche pochi giorni fa con gli Stati generali della Scuola Digitale, l’ho fatto ascoltando gli studenti del Liceo Lussana. Non è vero che i ragazzi non hanno voglia di partecipare alla vita politica e di assumersi delle responsabilità. La vera sfida è creare dei contesti. Hanno il desiderio di una dimensione pratica: noi l’abbiamo visto benissimo con l’alluvione dello scorso settembre. Subito si sono messi d’impegno e fanno lo stesso in tante altre circostanze. Forse il tema vero è che non vedono la politica come quel veicolo per poter cambiare le cose, anche se sono molto attenti ai temi ambientali, ai diritti civili e contro la violenza sulle donne. Esprimono la necessità di un mondo migliore. E questo è un obiettivo che non riguarda solamente Bergamo. Il nostro obiettivo è quello di riuscire ad ingaggiarli.

Ha accennato all’alluvione dello scorso settembre. Una delle prime difficoltà che si è trovata ad affrontare. È andato tutto bene?

È sempre molto difficile affermare che è andato tutto bene. Mi sento di poter dire che tutto ciò che noi potevamo mettere in campo l’abbiamo fatto sia sul fronte naturalmente degli aiuti sia sugli interventi. Devo ammettere che ho trovato anche tanta solidarietà, molto attivismo da parte dei cittadini. È una ferita sulla pelle che sentiamo in modo molto profondo da una parte e dall’altra – grazie alla solidarietà di tanti – abbiamo messo in campo un fondo, quindi con quasi 900 mila euro di risorse, necessarie per il ripristino dei danni. Come Comune di Bergamo abbiamo stanziato somme ingenti, stiamo parlando di circa 8 milioni per la vasca di laminazione ad Astino. Poi per la futura vasca che dobbiamo realizzare, che sarà la terza, stiamo parlando di 15 milioni di euro.

Parliamo quindi di bilancio. La prossima settimana il Consiglio comunale dovrà affrontare questa prova. Di fronte ai tagli del Governo Palazzo Frizzoni avrà meno risorse per i servizi sociali. Penso alle famiglie, in particolare alle esigenze delle donne come gli asili, le mense, le scuole. Com’è, da donna, affrontare questi tagli su servizi essenziali?

È molto doloroso. E lo sostengo non solamente perché sono donna. Lo affermo perché sono in Anci nazionale e quindi, nell’associazione che racchiude tutti i comuni italiani, assisto alla sofferenza economica degli enti locali ed è davvero molto forte e su tantissimi fronti.

Carnevali ElenaLa sindaca di Bergamo Elena Carnevali

Da prima cittadina ha mai provato ad usare i mezzi pubblici? E i parcheggi? Che difficoltà trova? Che voto darebbe alla città?

Sui mezzi pubblici il voto è davvero buono dal punto di vista della qualità, della pulizia, della puntualità. In città ATB sta facendo una riqualificazione delle pensiline e delle fermate, quindi c’è questo grande investimento. Per il resto siamo un Paese, credo tra gli ultimi, che mette sul Fondo Nazionale del Trasporto poco più di 5 miliardi di euro. È inutile nascondere le difficoltà. I 120 milioni che sono stati dati quest’anno, arrivano esclusivamente da una manovra che fece ancora il Governo Draghi. Quindi, a fronte di un’offerta maggiore, considerando l’aumento dei costi sia del personale sia naturalmente dei costi fissi, compresi quelli energetici, abbiamo sempre meno risorse.