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Temi del giorno:

Primo appuntamento con l’europarlamentare bergamasco che, in collegamento da Bruxelles, analizza i temi più caldi del momento: dazi Usa, piano automotive, riarmo europeo e disimpegno americano in Ucraina

Dazi americani, sostegno al settore automotive, riarmo europeo e vicinanza all’Ucraina: sono alcuni tra i temi più caldi all’ordine del giorno all’Europarlamento, dove siede anche Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo e oggi punto di riferimento per il nostro territorio e le sue istanze.

Con questa puntata pilota inauguriamo un nuovo spazio, che abbiamo chiamato “Bergamo chiama Europa”, un filo diretto con le questioni che vengono dibattute a livello continentale ma che inevitabilmente hanno poi un riflesso concreto e a stretto giro per le nostre attività, produttive e non.

In breve

Dazi Usa

Per ora solo annunciati, ma i fatti seguiranno presto le parole: dazi all’ingresso sui prodotti europei, nell’ordine del 25%. Gli Usa sono un mercato importante per l’Italia, il secondo d’esportazione dopo la Germania e quindi è una fonte di preoccupazione. L’obiettivo non è ancora chiaro, anche se dagli Stati Uniti li giustificano sostenendo uno squilibrio tra quota import ed export. Controdazi? Non sono mai una buona strada, prima delle contromisure c’è la necessità di negoziare per trovare un punto di interesse.

Automotive

La Commissione Europea ha svelato il Piano d’Azione per il rilancio dell’industria dell’auto: si parla di raccomandazioni per incentivi all’acquisto e leasing sociale, fondi europei per l’innovazione, digitalizzazione e produzione di batterie, nonché misure straordinarie per l’elettrificazione delle flotte aziendali.

Il lato negativo? La coperta del bilancio europeo è molto corta: è maggiore la cifra che il governo ha tagliato dal fondo automotive (-4,6 miliardi) di quanto la commissione europea metta a disposizione di tutto il settore automobilistico europeo per consentirgli di tornare competitivo, meno di tre miliardi di euro.

@giorgio_gori : “#Dazi? È il momento dei negoziati. Riarmo europeo efficace se si coordinano gli eserciti nazionali” 🇪🇺

Primo appuntamento con “Bergamo Chiama Europa”: in collegamento da Bruxelles, Gori analizza i temi caldi del momento.

Guarda il video: https://t.co/ewWKrS6B1wpic.twitter.com/k8EzjrKGQP

— Bergamonews (@Bergamonews) March 7, 2025

ReArm Europe

Il piano proposto martedì dalla Commissione Europea prevede nuove misure per consentire il riarmo dell’Europa e l’aumento della spesa militari dei Paesi membri dell’Unione, in un momento in cui la protezione militare garantita per decenni dagli Stati Uniti sembra essere messa in dubbio. Il piano prevede due misure principali. Da un lato consente agli Stati di fare debito per le spese militari senza violare il Patto di stabilità e di crescita che regola gli eccessi di spesa, potendo aumentare la quota di debito fino a un massimo di 650 miliardi per un periodo di 4 anni senza incorrere in procedure di infrazione. Dall’altro, invece, istituisce un nuovo fondo da 150 miliardi per erogare prestiti a finanziamento delle spese militari.

Guarda l’intervista completa nel video in apertura di articolo. 

giorgio gori bergamo chiama europa