Femminicidio Yana, 20 anni per l’ex fidanzato. Il padre: “Così non è giustizia”
Il delitto della 23enne cresciuta a Romano di Lombardia e uccisa nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2023 a Castiglione delle Stiviere (Mantova). Il verdetto è arrivato nel pomeriggio di giovedì 6 marzo. La Procura aveva chiesto l’ergastolo, i giudici hanno escluso la premeditazione. Annunciato ricorso in Appello
Vent’anni di carcere. Questa la sentenza in primo grado nei confronti di Dumitru Stratan, il 34enne moldavo accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Yana Malaiko, 23enne ucraina cresciuta a Romano di Lombardia uccisa nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2023 a Castiglione delle Stiviere. Dopo tre ore di camera di consiglio, i giudici del tribunale di Mantova hanno emesso la sentenza escludendo la premeditazione. Non è stata accolta, dunque, la richiesta della pm Lucia Lombardo, che nella sua requisitoria di circa quattro ore aveva chiesto l’ergastolo parlando di omicidio premeditato.
L’accusa mossa a Stratan era di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dall’occultamento di cadavere. Come emerso dalle indagini, il 34enne non si era rassegnato al fatto che dopo la fine del rapporto la giovane si fosse rifatta una vita. Dopo aver ucciso l’ex fidanzata aveva nascosto il corpo in aperta campagna, dove fu trovato soltanto il 1° febbraio 2023. Deluso dalla sentenza il padre della vittima, come si evince dalle parole pronunciate a caldo davanti ai giornalisti: “In Italia – dice – non c’è giustizia, una donna non può sentirsi sicura”.
Accanto a lui, gli uomini e le donne dell’associazioneY.A.N.A. – You Are Not Alone Odv: “Nonostante il riconoscimento di tutte le aggravanti, la Corte non ha voluto riconoscere la premeditazione, concedendo così uno sconto di pena rispetto all’ergastolo – si legge in una nota -. La scelta del rito abbreviato ha poi ridotto ulteriormente la condanna di un terzo. Nonostante il monitoraggio degli spostamenti di Yana nei giorni precedenti l’omicidio, il sabotaggio delle telecamere del condominio, l’attesa nascosto sotto le scale prima del suo arrivo e persino le ricerche online su come creare un veleno, la giustizia non ha riconosciuto la premeditazione. In aula, al termine della lettura della sentenza, un silenzio tombale ha espresso il sentimento di insoddisfazione di tutti i presenti”. Annunciato ricorso in Appello.
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