“Cyrano/Dell’amore imperfetto”: nuova produzione del Teatro Caverna, dove la diversità è valore
Una satira sull’amore, un’esperienza artistica ed educativa per adulti con diverse tipologie di disabilità nata all’interno del progetto Playtime. Debutto da giovedì 6 a domenica 9 marzo allo Spazio Caverna
Bergamo. Una satira sull’amore, sui rapporti umani, sul sentirsi inadeguati a tutto ciò che è adeguato, un confronto dell’ideale con la realtà, ma, soprattutto, un incontro con la diversità che diventa valore. Amore che è il grande giostraio protagonista di “Cyrano / Dell’amore imperfetto”, nuova produzione del Teatro Caverna che debutta da giovedì 6 a domenica 9 marzo alle 21 allo Spazio Caverna.
Una nuova produzione strutturatasi grazie al Bando Accessibilità di Artiste/i con Disabilità allo spettacolo dal vivo (2024) del Ministero della Cultura, ma nata embrionalmente proprio all’interno dei laboratori di Teatro Caverna (in particolare con il progetto “Ascolto in Movimento”), dove viene affrontato il teatro come spazio inclusivo, come ponte tra mondi diversi, come esperienza artistica ed educativa anche per persone con disabilità.
Un’esperienza iniziata nel 2011, collaborando con la Neuropsichiatria Infantile e Anffas di Crema, proseguita poi nei progetti con l’Isis Mamoli di Bergamo e l’Istituto Lotto di Trescore, coinvolgendo anche il Centro Diurno Disabili ed il Servizio Formazione all’Autonomia.
Nel 2021, in collaborazione con l’Associazione I Pellicani Onlus, è nato il progetto Ascolto in Movimento, un’esperienza sia artistica che educativa, pensata per adulti con diverse tipologie di disabilità, che affronta una riflessione sul rapporto tra teatro e disabilità. All’interno di questo percorso ha preso forma “Cyrano / Dell’amore imperfetto”, in una prima versione dello scorso giugno, come primo risultato del laboratorio, una variegata reinterpretazione della storia di Cyrano de Bergerac ad opera dei partecipanti, all’interno del progetto Playtime promosso dal Comune di Bergamo in collaborazione con I Pellicani Odv, Associazioni Amici Traumatizzati Cranici, Cooperativa Sociale L’Impronta e Cte San Tomaso.


Uno spettacolo (sostenuto da Comune di Bergamo, Fondazione Cariplo ed European Cultural Foundation) che nasce come riscrittura del capolavoro tragicomico di Edmond Rostand, con l’introduzione della figura di Amore, come “grande giostraio”, come colui che muove Cyrano (il Romanticismo ed il Sogno), Cristiano (la bellezza, che non ha parole), il conte De Guiche (il Potere) e Rossana, pedine in balìa di pene e gioie d’amore. Una drammaturgia scritta da Damiano Grasselli, direttore artistico di Teatro Caverna, con un contributo della poetessa Azzurra D’Agostino. Attori protagonisti saranno Andrea Miglietta, Leonardo Omizzolo e Sofia Togni, insieme a Viviana Magoni e Gianluca Stetur.
“Un percorso che ha fatto crescere molto i ragazzi, che da partecipanti ai laboratori sono diventati attori, con impegno ed esperienza” spiegano Loredana Piazzoli, presidente dell’associazione di volontari I Pellicani onlus, e FaustoGritti, presidente del Consorzio Solco Città Aperta. “Il teatro diventa, ancora una volta, punto d’incontro – spiega Paola Dellera, presidente dell’Associazione Amici Traumatizzati Cranici – Un teatro che accoglie i nostri ragazzi come persone e come attori a tutto tondo”.
Uno spettacolo che porta in scena la diversità e la bellezza dell’essere imperfetti che, dopo il debutto assoluto di Bergamo, affronterà una tournée nazionale, che lo vedrà protagonista al PimOff di Milano, al Teatro Prova di Bergamo (30 settembre), a Spongano (ospite della Compagnia Ultimi Fuochi) e a Perugia, oltre ad altre date da confermare a Cornaliano d’Alba, Modena e Ravenna. A luglio, poi, un gruppo del progetto Playtime parteciperà al festival Créarc di Grenoble.
“Un progetto artistico in tutto e per tutto, fatto in teatro, plasmato anche sulle caratteristiche degli attori – spiega Grasselli – . La parola ‘poverino’ non è nel nostro vocabolario: guardiamo, prima di tutto, alla crescita artistica delle persone”. Un progetto che rimanda al “teatro nello spazio degli scontri”, il Teatro Vagante di Giuliano Scabia, un teatro che si anima in spazi reali, per le strade: “a noi interessa lo scontro – conclude il direttore artistico – uno scontro che aiuti a comprendere la realtà, costruendo delle possibilità per tutti”. Facendo così dell’inclusività parola (anche scenica) viva e vitale.




