Salvini rilancia la Clusone-Ponte Nossa, attesa da 30 anni: “Ora serve un progetto condiviso”
Il Ministro delle Infrastrutture ha annunciato un finanziamento di 5 milioni per la stesura del progetto: la variante, onerosa, collegherebbe l’altopiano con la Statale 671 senza passare dalle curve della Selva
Clusone-Ponte Selva. Se ne parla da più di trent’anni: non potrebbe essere altrimenti. Chissà cosa pensano i residenti nelle case costruite sulle curve quando la domenica sera si affacciano alla finestra e vedono quel serpente di auto di turisti che dopo una giornata o un fine settimana passato in montagna tornano verso la pianura. O quando, ogni mattina, escono dal garage e si immettono nel traffico dei pendolari che quotidianamente imperversa sui tornanti.
Sarebbe difficile trovare un cittadino dell’altopiano di Clusone contrario alla costruzione della variante delle curve della Selva: un’opera pubblica attesa da prima della svolta del millennio che ora sembra giungere ad un passaggio chiave. Parola di Matteo Salvini in due tappe del suo ultimo soggiorno bergamasco: venerdì 21 febbraio alla Festa della Lega di Palazzago il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha annunciato l’inserimento della progettazione della Variante nel nuovo contratto di programma con Anas, mentre sabato 22 a Chiuduno ha rivelato che sono in arrivo 5 milioni di euro per la stesura del progetto.
Una notizia accolta con soddisfazione dalla Comunità Montana Valle Seriana, che aveva finanziato con 100mila euro uno studio di pre fattibilità per l’opera. “Ma un ente locale non è in grado di farcela da solo – osserva il presidente Giampiero Calegari -. Abbiamo mosso le acque, ora il Ministero ha dato la sua disponibilità”. Lo studio prevede la realizzazione di una nuova strada che collegherebbe Clusone direttamente allo svincolo della Val del Riso, evitando i tornanti con un passaggio dalla ex stazione ferroviaria di Ponte Selva e la discesa sul lato sinistro del Serio, dove attraverserebbe la zona industriale di Ponte Nossa. Tuttavia, il tracciato sarebbe stabilito in via definitiva solo in fase di progettazione esecutiva.
Al momento nella sede della Comunità Montana non sono ancora pervenuti documenti ufficiali che attestano il finanziamento del Mit. La Provincia di Bergamo già nel gennaio 2023 aveva consegnato a Salvini un dossier con un elenco di opere considerate prioritarie: tra queste, anche la variante Clusone-Ponte Nossa. Secondo quanto trapela dagli uffici di via Tasso le parole del ministro hanno allertato gli amministratori di altre porzioni del territorio orobico in attesa di infrastrutture strategiche, dalla Nuova Cremasca alla Penetrante da est.
Tornando indietro nel tempo, la variante della Selva è nei pensieri della Provincia da ben prima dell’ascesa politica di Salvini. “Una nuova strada d’ingresso all’altopiano era presente nel Piano provinciale delle Infrastrutture già durante il mio mandato – ricorda Felice Sonzogni, dal 1999 al 2009 assessore alle Grandi Infrastrutture, Territorio e Mobilità in Provincia e ora presidente della Commissione Mobilità e Infrastrutture di Aci -. Temo che si sia persa una progettualità ordinata: comprensibilmente gli amministratori sollecitano opere pubbliche differenti, in alcuni casi in contraddizione tra di loro”.
Il nodo, non semplice da sciogliere, può essere sintetizzato in una sola parola: priorità. Se l’ingresso della Variante Clusone-Ponte Nossa nel contratto di programma con Anas dovesse essere confermato, a cascata (e con tempistiche tutte da definire) potrebbe essere trovata anche la copertura finanziaria per realizzare l’opera. Il costo complessivo potrebbe attestarsi tra i 150 e i 200 milioni di euro: un investimento oneroso, forse superiore a quello che servirebbe per risolvere altri problemi cruciali della viabilità in Bergamasca.
È evidente dunque che Anas potrebbe non essere in grado di rispondere positivamente ad ogni richiesta. “Serve un incontro tra le varie forze politiche e le istituzioni – l’appello di Sonzogni -. Bisogna avere il coraggio di fare una sintesi e prendere delle scelte all’interno di un progetto condiviso. Si rischia di risolvere un problema in un punto, ma di ritrovarselo più a monte o più a valle”. Nel Consiglio provinciale straordinario di lunedì 3 marzo il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi ha annunciato la convocazione degli Stati generali delle infrastrutture bergamasche entro la fine del mese: potrebbe essere l’occasione giusta per fare il punto della situazione e individuare con decisione delle dolorose ma inevitabili priorità.


