Ucciso fuori da un bar di Casazza, giudizio immediato per i due presunti autori
Il prossimo 11 aprile Mohamed Amine Mouhssine e Mario Romeo saranno davanti alla Corte d’Assise: devono rispondere dell’omicidio preterintenzionale di Mykola Ivasiuk
Casazza. Il pubblico ministero Silvia Marchina ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Mohamed Amine Mouhssine, marocchino di 33 anni e Mario Romeo, calabrese di 39 anni, entrambi accusati dell’omicidio preterintenzionale di Mykola Ivasiuk, ucciso il 19 agosto 2024 all’esterno del bar Rosy di Casazza.
Secondo il gip sussistono gli elementi per rinviare direttamente a giudizio i due imputati, che compariranno davanti alla Corte d’Assise il prossimo 11 aprile.
Ci sarebbe in particolare un video con delle immagini chiare rispetto a ciò che è accaduto quella sera. Ne fa riferimento il sostituto procuratore nella richiesta inviata al giudice dove i due vengono imputati in concorso tra loro perché “in occasione di una banale discussione all’esterno del bar, attraverso atti diretti a commettere il reato di lesioni ai danni di Mikola Ivasiuk, ne cagionavano la morte”.
Nel video si vede Romeo sferrare un violento pugno in faccia alla vittima, 39 anni, che ne determina “una repentina rotazione a destra di capo e collo”. Immediatamente dopo “Mouhssine lo colpiva brutalmente alle spalle con un bicchiere di vetro impugnato con la mano destra, attingendo alla regione postero-laterale destra del capo, in prossimità del padiglione auricolare”. Poi entrambi gli imputati afferravano l’ucraino “attirandolo verso di loro e il Mouhssine strappandogli la maglietta, facendolo cadere a terra”. Ivasiuk picchia il volto sull’asfalto e si procura “un complesso traumatismo cranio-encefalico di modesta entità ma che produce un’estesa emorragia cerebrale che lo porta alla morte”.
Quella sera l’ucraino era ubriaco e aveva avuto una discussione con la compagna all’interno del bar. Stava diventando molesto, tanto che alcuni avventori si erano lamentati per il suo comportamento. Così Romeo, che cercava di sedare la discussione, lo aveva accompagnato all’esterno del locale. Ma dato che l’amico non si calmava, stando alla sua ricostruzione, lo aveva colpito con un pugno. Subito dopo era intervenuto il marocchino sferrandogli la bicchierata. Dato che Ivasiuk non si alzava più da terra, Mouhssine spaventato si era dato alla fuga mentre Romeo era rimasto, aveva chiamato il 112 e cercato di rianimare il 39enne.
I carabinieri di Clusone avevano arrestato Romeo e G.C., 46enne di Spinone al Lago, accusato di favoreggiamento per aver prestato l’auto al marocchino con la quale era poi scappato. I due italiani erano finiti in carcere ma il gip non aveva convalidato gli arresti e aveva disposto la scarcerazione. Provvedimento al quale si era opposta la pm, che infatti aveva presentato ricorso al tribunale del riesame che aveva accolto l’istanza. Ma la difesa di Romeo aveva presentato a sua volta ricorso in Cassazione che era stato respinto: il 21 gennaio scorso Romeo è stato portato in carcere.
Il marocchino era invece stato rintracciato in Spagna, in provincia di Murcia, dove si nascondeva in casa di conoscenti. Arrestato in strada dalle autorità iberiche, era stato poi estradato e portato in carcere.




