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L’imprenditore bergamasco è stato a fianco della società per decenni, in numerosi ruoli: “Un’esperienza incredibile, sempre sostenuta dalla passione”

Bergamo. Una storia lunga cinquant’anni. Per più di metà della sua vita, Miro Radici è stato a fianco dell’Atalanta. Come tifoso sin dall’infanzia, come vicepresidente dal 1972 al 1974, come azionista proprietario dal 1982 al 2000, come sponsor per oltre vent’anni. In vesti diverse, ma sempre con la stessa passione, quella che non è mai mutata da quando ha messo piede allo stadio per la prima volta da bambino.

Imprenditore della Val Seriana, attivo nel tessile, nella sua lunga carriera è stato anche insignito della laurea honoris causa da parte dell’Università degli Studi di Bergamo, è stato presidente di Sacbo e lo è attualmente della Fondazione Carisma. Con una costante, determinata dai colori nerazzurri, che è stata raccolta e raccontata nel libro “La mia vita con l’Atalanta”, scritto con Pietro Serina e pubblicato da Bolis Edizioni, il cui sottotitolo è “storie di un calcio romantico”.

“Un’esperienza unica, incredibile, anche sostenuta soprattutto dalla passione: quello che ho capito scrivendo il libro è che anche i momenti negativi diventano comunque dei ricordi”. Romantici, appunto: “Il modo di vivere le cose è cambiato. Non so se è un bene o un male, forse è un male per noi che lo vivevamo, perché attraversavamo momenti di grande emozione e di passione”.

Una vita di aneddoti, di personaggi, tutti racchiusi nel libro. Dal suo rapporto con mister Nedo Sonetti ai giocatori che “hanno lasciato l’anima in campo”, anche se Radici ammette di aver sempre mantenuto un distacco dai giocatori, “anche per rispetto dei miei ruoli. Nel libro parlo di questi giocatori facendo riferimento in particolare a Walter Bonacina, ma potrei citarne molti altri che pur non avendo le qualità né fisiche né tecniche per stare a un certo livello, lo hanno comunque raggiunto grazie alla serietà e alla voglia di arrivare: è una grande dimostrazione anche per i nostri ragazzi. Se ti impegni alla fine il risultato lo porti a casa comunque”.

Che poi è un po’ quello che sta succedendo con l’Atalanta di mister Gasperini: “In questo momento l’Atalanta deve per forza sognare in grande: Inter e Napoli ne hanno di più, però l’Atalanta ha quel qualcosa di più che sulla partita singola può compensare, forse non sulla continuità. Però intanto cominciamo a sognare, credo che prima dell’azione deve venire il sogno, se non sogni poi è difficile anche compiere l’azione, prima sogniamo e poi vediamo cosa succede”.

 

L’intervista completa nel video in testa all’articolo.