Castello di San Vigilio
|Il Comune di Bergamo vende la Casa del Custode. Lega: “Atteggiamento affaristico”
Inserita nel piano delle Alienazioni, la Giunta sceglie di cederla per alleggerire i conti. Valesini: “Un sacrificio, ma la decisione è motivata”. Ribolla: “L’amministrazione vende l’anima e la storia della città”
Bergamo. Il Comune di Bergamo mette in vendita la Casa del Custode del Castello di San Vigilio. E le minoranze insorgono. Alla base della decisione, portata in discussione in sede di Terza Commissione insieme al resto del contenuto del Piano delle Alienazioni, la necessità di fare cassa, anche per cercare di dare ossigeno ad un Bilancio, quello di Palazzo Frizzoni, che tiene, sì, ma che non è esente da una serie di criticità. Sorte differente, invece, per la Casa del Castellano e per la Casa del Cappellano, i due edifici che vanno a completamento dell’intera area, che invece sono state inserite nel Piano delle Valorizzazioni e che, come tali, non saranno oggetto di vendita.
A presentare la delibera, l’assessore alla Riqualificazione Francesco Valesini, alla presenza anche dei colleghi Ferruccio Rota e Oriana Ruzzini, rispettivamente titolari delle Opere Pubbliche e Ambiante e Verde, pronti a raccontare, invece, il contenuto del Pop. “Il Piano delle Alienazioni è suddiviso in tre gruppi: il gruppo A che comprende gli immobili la cui vendita non prevede passaggio in Giunta o in Consiglio Comunale dopo l’approvazione del Bilancio previsionale, la categoria B che invece necessita di un passaggio in Giunta e il C che prevede la discussione in aula. Andiamo ad analizzare il primo caso e mi soffermerò solo sulle novità, partendo dalla Casa del Custode del Castello di San Vigilio, dismesso da diversi anni: si tratta di un edificio di 250 metri quadrati, con un giardino di 200 metri quadrati. Era stata già inserita nel Piano delle Alienazioni dalla Giunta Tentorio nel 2013 e c’è rimasta fino 2019. Poi è stata stralciata perché rimasta invenduta, e a quel tempo, con l’amministrazione Gori, si lavorò per cercare altre formule legate a funzioni di partenariato pubblico-privato.
Per le condizioni in cui verte e considerato che servirebbe un intervento di riqualificazione pari a circa 8 milioni di euro e, ancora, non si sono trovate formule alternative, l’attuale Giunta, non senza rammarico, è tornata sui passi, decidendo di metterla in vendita. Anche per esigenze di bilancio. Sorte diversa invece per la Casa del Castellano e del Cappellano inserite nel Piano delle Valorizzazioni, cioè non di vendita ma per le quali cerchiamo privati che rilancino gli edifici mantenendone la fruibilità pubblica.
Poi abbiamo l’alienazione di un’area verde agricola di 300 metri quadrati per il valore di 20mila euro e le due tranche di diritti edificatori su Porta Sud, 1 milione 2026 e 4 milioni 2027. Questo è un tema che era già stato inserito 15 anni fa nel Piano, per un totale di 16 milioni di euro ed era stato fatto per finanziarie opere pubbliche volte alla riqualificazione dello scalo ferroviario. I diritti edificatori rappresentano una novità inerente il biennio 2026-2027 e che diventeranno attuativi nella previsione prossima e che di fatto seguono l’approvazione del nuovo Pgt. Nel Piano delle Valorizzazioni ci sono Casa del Castellano e Casa del Cappellano cubano un totale di 4 milioni.
Alberto Ribolla, Lega: “Vorrei capire a che punto siamo con l’alienazione dell’edificio di via San Lazzaro. La vendita della Casa del Custode e per noi è inaccettabile, perché è un bene dell’Unesco, oltre che una porta antica del Castello. Nel primo mandato Gori si era pensato di vendere, ma fortunatamente la decisione era stata rivista grazie alle sollecitazioni dsei cittadini. Il Castello va valorizzato, non venduto a pezzi. Neglu ultimi anni di vacche grasse, non si è messa alcuna risorsa su quest’area e il Comune non ha appostato nessun capitolo su questo, nemmeno con i fondi del Pnrr. Ora non solo non si restaura, ma si vende. Mi chiedo come possa essere concepito anche nel contesto della mission turistica della città. Non era possibile usare i soldi del Pnrr per mantenere pubblico un compendio così importante? Unesco, già scottatao dal Parking Fara, può prendere in considerazione le contraddizioni. L’amministrazione vende l’anima, pensa a fare cassa, ha assunto un atteggiamento affaristico e non ha rispetto della storia e dell’identità della città”.
La replica dell’assessore Valesini: “parlare di atteggiamento affaristico è alquanto fuoriluogo, ancor di più se si pensa che l’affermazione fa capo ad un consigliere che nel 2014 ha approvato nel piano delle Alienazioni di Tentorio di cui l’edificio faceva parte. L’amministrazione ha in prospettiva investimenti importanti per la città e sta facendo moltissimo. Abbiamo scelto di non vendere e riqualificare Casa Suardi, Principe di Napoli e Cascina Ponchia. Il problema che abbiamo oggi non è solo l’investimento, ma anche la gestione di questi immobili. Non dobbiamo solo pensare ai fondi del Pnrr che servono per il mero intervento, ma anche a reperire risorse per il mantenimento.
Abbiamo acquisito proprietà importanti come il Carcere di Sant’Agata, la Montelungo, Palazzo Libertà, San Michele all’Arco, senza contare gli interventi in prospettiva come il raddoppio della nuova GAMeC, la riqualificazione dell’archivio della Biblioteca Angelo Mai, il Palazzo della Podestà e molto altro. Tutto si può dire ma non che non ci sia stata un’attenzione altissima rispetto alla valorizzazione di certi edifici. Questo è un sacrificio che abbiamo considerato attentaemnte e che trova delle motivazioni valide.
Rispetto a via San Lazzaro, abbiamo completato tutte le pratiche con l’Agenzia del Demanio. Ci sono state delle difficoltà legate a delle difformità sui titoli edilizi. Ora aspettiamo il parere della Soprintendenza e contiamo di poter chiudere a brevissimo. Rispetto al tema Unesco, credo che quello che si stia facendo sia assolutamente compatibile”.
Filippo Bianchi, Fratelli d’Italia, è contrario, come Alberto Ribolla, Danilo Minuti e Luca Nosari contrari. La maggioranza vota a favore e la proposta approvata.
Presentazione Piano dei Lavori Pubblici
All’assessore ai Lavori Pubblici Ferruccio Rota, poi, il compito di presentare il Pop, con particolare specifica alla riduzione del rischio idraulico, agli interventi manutentivi straordinari rispetto agli appartamenti comunali dedicati ai più fragili: ad oggi sono 986 alloggi di proprietà, di cui 230 sono da sistemare. Nel 2024 ne sono stati fatti 40 e la volontà è esaurirli nei prossimi 4 anni, anche se l’azzeramento è difficile. Altro tema è quello della sicurezza stradale e dei luoghi di lavoro e valorizzazione del patrimonio culturale, oltre a edifici scolastici e di natura sportiva che conteranno interventi per un valore di 584mila euro. Un tema di grande rilievo è la messa in sicurezza degli stessi edifici dal punto di vsita sismico. Il Comune ne dispone di 56, oltre a 12 asili nidi. Gran parte del gettito è affidato alla realizzazione della prima vasca di Astino, già completata, e alla messa a terra della seconda, che cuberà 7 milioni. Per questa l’inizio dei lavori è fissato per inizio 2026.
I lavoroi di riqualificazione dell’area del Mercato Ortofrutticolo sono stati posticipati e non rientrano nel piano delle opere pubblice dei prossimi tre anni.
Ribolla annuncia che presenterà 20 emendamenti a correedo del Pop, 5 dei quali sulla riqualificazione di via Paglia e sul collegamento tra via Tiraboschi e via Paleocapa.




