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“Se non paghi, non arrivi a Natale”: tentata estorsione a un imprenditore bergamasco. Arrestate cinque persone

Avrebbe dovuto versare 1,3 milioni di euro per un presunto prestito chiesto dal padre. I fermi sono stati eseguiti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo

Bergamo. Ha incaricato un avvocato per contattare un imprenditore bergamasco, attivo nel settore degli autotrasporti, esortandolo a versargli la somma di 1 milione e trecentomila euro, dovuta al richiedente dal defunto padre del professionista come restituzione di un presunto prestito ma in realtà inesistente ma, non avendo ricevuto alcun pagamento, l’indagato ha deciso di passare all’azione, incaricando tre cittadini rumeni di organizzare una violenta aggressione ai danni della vittima, al fine di spaventarlo e indurlo a versare la somma richiesta nei mesi precedenti. La tentata estorsione, terminata con l’arresto di 5 persone, è avvenuta ad aprile 2024, e si è protratta fino alla fine dell’anno scorso.

I tre, a bordo di una Nissan Micra grigia, hanno atteso l’imprenditore fuori dalla sua abitazione e, quando quest’ultimo è uscito a bordo della propria vettura, lo hanno assalito, prima colpendo l’auto con delle mazze e successivamente speronandolo. Ma l’uomo è riuscito a fuggire in retromarcia ad alta velocità, seminando gli aggressori ed evitando conseguenze ben più gravi per sé e per il figlio che era in macchina con lui. Nonostante la denuncia fatta ai carabinieri della stazione di Ponte San Pietro, l’estortore è tornato nuovamente alla carica, contattando la vittima in forma anonima, intimandogli di pagare la somma richiesta e avvertendolo che, in caso contrario, non avrebbe festeggiare il Natale. Nuovamente, il 9 dicembre 2024, sempre in forma anonima, l’indagato inviava un messaggio sms dal contenuto minatorio, minacciando gravi conseguenze sia all’imprenditore che ad una delle sue sorelle. Non ricevendo quanto richiesto, il 18 dicembre 2024, non pago, ha raggiunto, insieme a un altro cittadino rumeno, la ditta dell’ex compagno della sorella dell’imprenditore, minacciando anche il malcapitato.

I carabinieri del Nucleo Investigativo della Compagnia di Bergamo, che hanno condotto le indagini sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, sono riusciti a ricostruire l’intera dinamica estorsiva grazie a due distinte perquisizioni eseguite nel mese di gennaio: recuperati i telefoni utilizzati per effettuare le telefonate e inviare i messaggi minatori, sono riusciti a risalire all’autore della tentata estorsione e al complice rumeno, al quale aveva ceduto il cellulare poco dopo le ultime minacce telefoniche.
Le manette sono scattate nella mattinata di oggi, venerdì 28 febbraio: ad essere accusato di tentata estorsione, il presunto mandante, un uomo di 53 anni, arrestato a casa sua e portato in carcere a Bergamo. Il presunto complice rumeno, che lo aveva accompagnato nella visita all’ex compagno della sorella dell’imprenditore era già detenuto per un altro reato e ha ricevuto la notifica dell’ordinanza direttamente in carcere.
Per quanto riguarda i tre rumeni responsabili dell’aggressione, i Carabinieri del Nucleo Investigativo, tramite i canali di Cooperazione Internazionale, hanno accertato nelle settimane scorse che erano stati già arrestati in flagranza per furto in abitazione in Slovenia: pertanto sulla base di questa informazione, il gip ha emesso un Mandato d’Arresto Europeo, che è stato notificato ai tre presso il carcere di Celje in Slovenia.