Nessun dietrofront, Gorle si prepara a chiudere i varchi: “Decisione legittima”
Vano il tentativo di mediazione della Provincia, accessi presidiati per tre mesi da lunedì 3 marzo. Gandolfi: “C’è rammarico”. I pendolari insorgono: “Valutiamo un appello al Tar, manca il buon senso”
Via Tasso. La sperimentazione si farà. La mediazione della Provincia non è bastata a convincere l’amministrazione di Gorle a tornare sui suoi passi: da lunedì 3 marzo i varchi di accesso al paese in via Martinella e alla rotonda di via Trento saranno chiusi, presidiati dagli agenti della Polizia locale.
Il confronto tra i protagonisti andato in scena giovedì 27 febbraio in via Tasso non ha avuto gli esiti sperati dai sindaci dell’hinterland. “Un incontro schietto – spiega il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi -, gli amministratori hanno espresso le loro perplessità”. Secondo quanto trapela sarebbe stato fin da subito chiaro che il dado era tratto, risicato lo spazio per possibili ripensamenti. “C’è rammarico – ammette Gandolfi -, avremmo prima voluto completare previsioni più precise sulle criticità che potrebbero emergere”.
La conformazione del territorio rende Gorle un crocevia viabilistico fondamentale nell’hinterland orientale della città di Bergamo. La situazione del traffico in centro è diventata secondo l’amministrazione insostenibile, portando alla stretta su due scorciatoie usate dagli automobilisti diretti verso Bergamo per evitare le code lungo la Provinciale 35.
“Una riunione costruttiva”, osserva il sindaco di Gorle Giovanni Testa, sottolineando che “nella sperimentazione sono confluite le indicazioni date dalla Conferenza dei servizi del 2023: abbiamo atteso la riapertura al traffico del ponte di Gorle, senza pesare sul periodo autunnale e limitando la fase di prova a soli tre mesi”. “Non si tratta – conclude – di una decisione nata ieri, ma di un atto che affonda le proprie radici oltre cinque anni fa: una delibera pienamente legittima”.
Eppure, il quadro preoccupa e non poco i pendolari della Val Seriana. “Mi pare che manchi il buon senso, non si dovrebbe neanche discutere sulla legittimità – dice Martino Bigoni, amministratore del gruppo Facebook ‘Viabilità in Val Seriana’ e rappresentante dei pendolari -. Non si può accettare che un Comune chiuda due strade così importanti senza offrire un’alternativa, è follia pura”.
Anche le ripercussioni sulla città potrebbero essere rilevanti. Nelle prossime settimane sarebbe partita una rilevazione dei flussi di traffico per analizzare la prospettiva di rimozione del semaforo della Martinella, filtro per l’ingresso nel capoluogo sul lato est. “I dati saranno ora influenzati dalle chiusure e potrebbero non risultare affidabili – spiega Marco Berlanda, assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo -. Sono deluso, confidavo quanto meno in una proroga. I numeri dicono che il congestionamento del centro di Gorle è causato da un traffico locale intercomunale, non di lungo raggio”. Secondo l’assessore la sperimentazione rischia di creare “più danni di quelli che si evitano”: spesso i problemi della viabilità si muovono su una scala sovracomunale, con forti esigenze di coordinamento. “Siamo tutti sulla stessa barca”, sentenzia Berlanda.
Nella prima mattina di chiusura (lunedì, ndr) Bigoni attende una “tempesta perfetta”. La deroga al divieto di transito nei due varchi si applica in questi tre mesi solo ai residenti di Gorle, non alle persone che lavorano nel paese pur abitando nei Comuni vicini: “Ho sentito persone disperate – confida Bigoni -, non hanno idea di cosa potrebbe succedere”. Testa assicura che dopo il test trimestrale la platea degli esenti dal divieto sarà ampliata includendo i lavoratori e che l’amministrazione continuerà ad ascoltare le esigenze della cittadinanza: “Al termine della sperimentazione valuteremo i dati restituiti dai presidi per implementare eventuali correzioni”.
I pendolari intanto valutano di aprire una raccolta firme da consegnare come appello al Tar, mentre le amministrazioni dei Comuni del quadrante hanno chiesto una verifica alla Prefettura. Poche le certezze su quello che accadrà: sicuramente tutti gli attori in gioco si dovranno confrontare con gli effetti delle chiusure, che potrebbero anche portare ad un nuovo definitivo assetto per la viabilità.



