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Bufera Treviglio, Sala (Lega) contro il Pd: “Tura non dovrebbe permettersi di parlare”

Il voto in Consiglio Comunale e le dimissioni della consigliera Colombo continuano ad alimentare la querelle politica. E il partito del sindaco Imeri non condanna l’episodio e se la prende con i Dem: “Si riempiono la bocca con iniziative come questa e poi dicono sì al burqa, alle spose bambine e a minori sfruttati”

Treviglio. Non si placa la polemica politica che ha visto, nell’occhio del ciclone, il Comune di Treviglio. La vicenda consumatasi in Consiglio Comunale, rispetto al voto contrario sulla mozione presentata dalla capogruppo del Pd Matilde Tura, continua ad alimentare una querelle politica fomentata da un’opposizione sugli scudi nonostante le dimissioni della consigliera Silvia Colombo, capofila di Fratelli d’Italia che dovrebbe lasciare il posto a Massimo Gatti, rea di aver letto motivazioni in antitesi con l’agenda Meloni e dunque lontane dalle linee programmatiche del suo partito. E, come se non bastasse, a buttare benzina sul fuoco, ora, ci pensa pure la Lega del vice segretario regionale e provinciale Fabrizio Sala, il partito che guida la maggioranza in Comune. 

Se da un lato, infatti, nell’alveo degli alleati del governo del territorio, c’è chi ha gridato a gran voce lo “sdegno” per quanto andato in scena in aula, in primis i rappresentati del partito con la fiamma che da Roma si sono “scomodati” a suon di dichiarazioni rilasciate alle agenzia di stampa nazionale per prendere le distanze dalla consigliera comunale, dall’altro c’è anche chi, comìè il caso del Carroccio di casa nostra, sceglie di rivendicare la decisione sancita dall’aula e di rilanciare, attaccando il Pd e le dichiarazioni rese dalla sua capogruppo di sezione Matilde Tura proprio dopo “l’arrivederci e grazie” di Colombo. Ma andiamo con ordine.

Malcapitato protagonista della scena il partito di Fratelli d’Italia che si è spaccato a seguito, appunto, della nota dei deputati Andrea Tremaglia, presidente provinciale dei circoli, e di  Maddalena Morgante, responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia e Valori Non Negoziabili, pronti rispettivamente a giustificare la poca capacità della capogruppo in Consiglio di esprimersi e a prendere le distanze dalle dichiarazioni del circolo della Bassa. Difficile sostenere la tesi dei fraintendimenti, quella sostenuta dal parlamentare bergamasco, fosse anche solo per il fatto che la consigliera non ha scelto la via del flusso di coscienza, ma ha letto un foglio. Difficile anche immaginare che la posizione del movimento della premier, a Treviglio, sia così lontana dalle istanze di Roma.


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Ma i silenzi della maggioranza e in particolare dell’assessore al Bilancio Valentina Tugnoli, braccio destro di Tremaglia, e di Andrea Colombo, presidente del Consiglio Comunale, valgono più di mille parole. Per quanto forte a livello nazionale, con un trend in continua crescita, il partito, nella bassa, come raccontano i fatti recenti, arranca: a Romano di Lombardia, in occasione della candidatura di Gianfranco Gafforelli, frontman della campagna elettorale del centrodestra, poi eletto, la sezione, contraria all’investitura, è stata commissariata. Ora, a Treviglio, terra di elezioni nel 2026, Fratelli d’Italia scivola su una buccia di banana.

Poi, appunto, ci sono le altre forze di coalizione. E se Forza Italia, per bocca del suo coordinatore provinciale Umberto Valois racconta di una linea praticamente opposta a quella esplicitata dalle parole di Colombo, facendo della libertà il principio ispiratorio di ogni scelta politica, dall’altro la Lega rilancia: “Non prendiamo lezioni dal Pd, tantomeno dalla consigliera Tura – così Sala -. Che non dovrebbe nemmeno permettersi di parlare di diritti delle donne. Proprio lei che, come il suo partito, ha votato contro il decreto sicurezza che il Governo ha varato.

Il Pd si riempie la bocca con iniziative come quella portata in sede di Consiglio Comunale e poi accetta che le donne islamiche siano costrette a portare il burqa, tace sulle borseggiatrici che sfruttano la gravidanza, e dunque i feti, per non finire in galera, non fa nulla contro i minori obbligati a chiedere la carità, acconsentono ai matrimoni delle spose bambine. Si tutela così la donna? Così si garantiscono i diritti? Non entro nel merito del perché la maggioranza di Treviglio ha deciso di votare contro alla mozione presentata, quelle, dal mio punto di vista, non sono dinamiche politiche, ma logiche che appartengono al singolo territorio e come tali vanno gestite. Dico però che chi non si oppone all’uso del corpo della donna e a situazioni decisamente più gravi, non dovrebbe nemmeno permettersi di parlare. La sinistra sa solo dare lezioni, e pure sbagliate”.

Consiglio comunale Treviglio