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Zone a controllo rafforzato a Bergamo, più vigilanza in alcune vie della città

La stretta durerà tre mesi e scaturisce dalle riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica

Bergamo. Alcune strade del capoluogo saranno sottoposte ad una forma di vigilanza rafforzata. Giovedì 27 febbraio il prefetto Luca Rotondi ha firmato un provvedimento che ha individuato alcune vie sensibili di Bergamo dove sarà applicato il “divieto di stazionare ai soggetti che assumano comportamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica”.

Il provvedimento è stato pubblicato nell’albo pretorio del Comune di Bergamo e ha una validità di tre mesi. La decisione è scaturita dopo numerose riunioni tecniche di coordinamento e una serie di incontri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica alle quali hanno partecipato i vertici provinciali delle forze dell’ordine, la sindaca Elena Carnevali, l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni e i rappresentanti della Provincia.

Durante le riunioni sono state approfondite le necessarie iniziative di prevenzione e sicurezza urbana.

Le reazioni

“L’urgenza c’era e c’è. Lo scorso lunedì, Fratelli d’Italia insieme a tutto il centrodestra ha presentato in Consiglio Comunale un ordine del giorno urgente per chiedere all’amministrazione di farsi promotrice con Prefettura e Questura per l’istituzione di zone rosse nelle aree più sensibili della città, a partire da via Paglia – così Ida Tentorio, capogruppo di Fratelli d’Italia -. La maggioranza ha bocciato l’urgenza, rifiutandosi persino di discuterlo. Giovedì 27 febbraio il Prefetto ha firmato con urgenza il provvedimento. Se si è ritenuto necessario un intervento così rapido, è evidente che il problema esiste e richiede soluzioni immediate.

Abbiamo presentato un ordine del giorno urgente sulla sicurezza, raccogliendo la richiesta di oltre 400 cittadini di via Paglia, che con una petizione hanno chiesto misure concrete contro il degrado e la criminalità”, dichiarano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Arrigo Tremaglia, Cristina Laganà, Ida Tentorio e Filippo Bianchi. “La maggioranza ha scelto di non discutere il nostro ODG, bocciando l’urgenza. Oggi, però, il Prefetto ha firmato il provvedimento per le zone rosse, riconoscendo che la necessità di intervenire era reale e non rinviabile. La Giunta comunale ha partecipato agli incontri in Prefettura che hanno portato all’adozione del provvedimento”, aggiungono i consiglieri di Fratelli d’Italia. “Se sapevano che si stavano per adottare misure così incisive per la sicurezza della città, perché non parlarne in Consiglio? Perché bocciare l’urgenza del nostro ordine del giorno, quando era chiaro che il problema era concreto e sentito dalla cittadinanza? L’ordine del giorno, firmato da tutti i gruppi di centrodestra, mirava a chiedere misure concrete per contrastare il degrado e l’insicurezza nelle zone più critiche della città, tra cui via Paglia, la stazione e la Malpensata. “Ringraziamo il Prefetto per aver adottato queste importanti misure messe in campo grazie al Governo Meloni. È sicuramente un primo passo avanti, ma noi continueremo a batterci affinché la sicurezza sia una priorità e affinché i bergamaschi non vengano lasciati soli”.

L’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni

Per l’assessore alla Sicurezza del Comune di Bergamo, Giacomo Angeloni: “Il decreto emanato dal Prefetto sulle zone a controllo rafforzato vuole rispondere all’esigenza di contrastare chi delinque, commette atti illeciti o compromette il quieto vivere della comunità. La nostra collaborazione istituzionale con la Prefettura, le forze dell’ordine e il comando di polizia locale, con cui abbiamo lavorato in questi mesi, prosegue per garantire un presidio più efficace sulle vie individuate. L’obiettivo è arginare fenomeni di spaccio, prevenire aggressioni e tutelare la sicurezza di cittadini ed esercenti in quelle aree. Da parte nostra, continuiamo a integrare e affiancare le attività di presidio e controllo con interventi mirati di carattere sociale, volti al contrasto della povertà, alla prevenzione del disagio giovanile e allo sviluppo di azioni educative affinché la sicurezza si accompagni sempre a misure di inclusione e supporto”.