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Quattroerre, il beverage tra qualità e nuove sfide. Giampiero Rota: “Il 2024 tiene nel weekend, ma il caro vita pesa sui consumi”

Con un fatturato di circa 10 milioni di euro e una rete di quaranta collaboratori l’impresa nata nel 1982 dalla visione di Dino Rota continua a crescere, affiancando alla storica attività di distribuzione produzioni di vino e birra a marchio proprio

La Quattroerre di Torre de’ Roveri, azienda specializzata nella distribuzione di vini, birre e liquori, si conferma un punto di riferimento per il mercato lombardo. Con un fatturato di circa 10 milioni di euro e una rete di quaranta collaboratori, l’impresa nata nel 1982 dalla visione di DinoRota continua a crescere, affiancando alla storica attività di distribuzione produzioni di vino e birra a marchio proprio. Fondata come fiaschetteria nel 1973, l’azienda si è evoluta nel tempo diventando un distributore di primo piano per ristoranti, bar e hotel in Bergamasca e nelle province di Brescia, Milano e Lecco. Il nome, Quattroerre, è un tributo ai quattro figli del fondatore – Maurizio, Giampietro, Luca ed Enrico – oggi affiancati dalla terza generazione.

L’azienda si è affermata nel tempo come partner strategico per il settore Ho.Re.Ca. (hotellerie, restaurant, café), fornendo non solo prodotti di alta qualità ma anche un supporto consulenziale ai professionisti della ristorazione. “Non ci limitiamo alla distribuzione ma aiutiamo i nostri clienti a costruire una carta dei vini e delle birre in linea con la loro proposta gastronomica”, spiega GiampietroRota. Oltre a vini e birre, Quattroerre propone distillati – amari, grappe, gin – e liquori da miscelazione, rispondendo alla crescente domanda di cocktail di qualità. “Nei locali il consumo si è trasformato: oggi il cliente cerca un’esperienza, non un semplice drink. I cocktail vengono preparati con cura e proposti da professionisti che puntano sulla ricercatezza degli ingredienti”, osserva Rota. Un fenomeno che si riflette in una maggiore richiesta di prodotti di qualità e in un’attenzione sempre più forte per le materie prime.

Il 2024 ha mostrato segnali contrastanti: se da un lato il consumo fuori casa è cresciuto nei fine settimana, dall’altro nei giorni feriali il caro vita ha inciso sulla spesa dei consumatori, riducendo le occasioni di consumo. “Il weekend regge, ma durante la settimana si avverte una flessione”, spiega Rota, sottolineando come il settore Ho.Re.Ca. sia particolarmente esposto a queste dinamiche. Per il 2025, l’incertezza rimane, con l’auspicio che il mercato possa stabilizzarsi. “Ci auguriamo che l’anno appena iniziato porti segnali incoraggianti, ma sarà fondamentale per i locali puntare su qualità e differenziazione dell’offerta”, aggiunge.

In Quattroerre, l’export resta marginale soprattutto per il vino, mentre la birra artigianale made in Italy, come quella prodotta dal Birrificio Otus a Seriate di cui Quattroerre è il socio di riferimento, trova spazio in Europa sebbene la gestione della catena del freddo, necessaria per salvaguardare la qualità del prodotto resti una sfida complessa. “Il prodotto fresco richiede logistica impeccabile: non è una strada semplice”, aggiunge Rota. Per affrontare il 2025, Quattroerre punta su un mix di cura del mercato e formazione degli operatori. “Organizziamo corsi su spumanti, champagne, vini rossi e birre per supportare i nostri clienti nella selezione e proposta dei prodotti”. Un investimento sulla qualità che, secondo Rota, sarà decisivo per navigare l’incertezza dei prossimi mesi.

Nel frattempo, la produzione interna di vino continua con i brand Villa Domizia e Villa Erica, che firmano rispettivamente etichette di Valcalepio D.O.C. e prosecco. Con circa 30.000 bottiglie annue, Quattroerre guarda al futuro puntando sulla valorizzazione del territorio e sulla capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

Quattroerre