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Caso Treviglio, la consigliera Colombo si dimette: “Non sto in un partito che ha affrontato questa bufera con leggerezza”

Il post, dopo quello delle scuse, per annunciare il ritiro dal gruppo di Fratelli d’Italia: “Torno a lavorare e a fare la mamma”

Treviglio. E dopo il tentativo di metterci una pezza, da parte di Andrea Tremaglia, presidente provinciale dei circoli della provincia di Fratelli d’Italia, che ha cercato di spiegare le parole della sua consigliera comunale Silvia Colombo, lette a microfono aperto in sede di Consiglio Comunale durante il voto sulla mozione presentata dal Pd per favorire il collegamento da remoto nelle sedute per le donne in gravidanza, arrivano le dimissioni della capogruppo della Bassa. Il “si è spiegata male”, evidentemente, non ha funzionato, se non nella misura in cui il deputato bergamasco ha cercato di rimarcare, come ha fatto anche Maddalena Morgante, collega a Roma e responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia e Valori Non Negoziabili, quali siano i principi che dettano l’agenda del Governo Meloni, anche e soprattutto quando si parla di donne, lavoro e di diritti alla genitorialità.

Colombo, che nella serata di ieri, in un post sulla sua pagina Facebook aveva chiesto scusa, oggi ha scelto di dimettersi. Sia da capogruppo che da consigliera comunale. Un gesto che per certi versi le fa onore, e che racconta di una coerenza che, a dirla tutta, appartiene molto poco al mondo della politica e che, forse, non tutti, al suo posto, avrebbero avuto.

Certo, le sue parole non erano proprio in linea con i credo del suo partito che per leader ha una donna e madre, e che le stesse hanno generato non solo un polverone mediatico, ma hanno anche messo in qualche modo in imbarazzo il movimento, quanto meno a livello provinciale. Ma è anche vero che la decisione di votare contro la mozione presentata dalla piddina Matilde Tura è sicuramente il frutto di una scelta condivisa con tutta la maggioranza, quella di un Comune, Treviglio, che è in quota Lega e ha per sindaco Juri Imeri e che annovera, nelle sua fila, un assessore importante, quello al Bilancio, Valentina Tugnoli, che è vice presidente provinciale, oltre che un presidente del Consiglio Andrea Cologno, insieme ad una coalizione che ha lasciato andare Colombo dritta per la sua strada. Fino a schiantarsi. Lasciata sola a prendersi il brutto di una vicenda che, opinioni politiche a parte, si è trovata tutta sulle spalle. Capro espiatorio? La domanda, almeno per il momento, resta senza risposta.

“Io non ci sto a vedere la mia reputazione e la mia dignità calpestate per pura strumentalizzazione politica – così Colombo sulla sua pagina Fb -. Io non ci sto a vedere il mio intervento manipolato, estrapolato dal contesto del suo reale significato. Si stava parlando di senso civico, di come, quando nella vita emergono nuove priorità, sia giusto interrogarsi sulle proprie capacità di svolgere al meglio il ruolo di rappresentanza comunale. Nel caso in cui una persona ritenesse di non poter più partecipare attivamente alla vita politica, per rispetto verso i cittadini, in certi casi, può essere più responsabile lasciare spazio a qualcun altro invece che proseguire e farlo in qualche modo. Leggere titoli aberranti come ‘Sei incinta? Dimettiti’ è semplicemente ignobile. Non solo non ho mai pronunciato né pensato una simile frase, ma va contro tutto ciò in cui credo.
Io non ci sto a trasformare un tema fondamentale come i diritti delle donne in terreno di scontro politico. È una questione che deve andare oltre bandiere e ideologie. I diritti delle donne non sono concessioni, ma pilastri su cui si costruisce una società più giusta: difenderli significa garantire il futuro di tutti. Io non ci sto a vedere chi si erge a paladina dei diritti delle donne per mero opportunismo e visibilità. Questi temi meritano impegno sincero e rispetto, non strumentalizzazioni per fini personali. I diritti non sono una bandiera da sventolare, ma una responsabilità da difendere con coerenza e serietà.
Io non ci sto in un partito che ha affrontato questa bufera mediatica con troppa leggerezza e senza approfondire il discorso. Per questo motivo ritengo opportuno dimettermi da capogruppo di Fratelli d’Italia.
Io non ci sto a fare politica in questo modo. Per me fare politica significa mettersi al servizio della comunità con responsabilità e visione, trasformando idee in azioni per costruire un futuro migliore per tutti. Non può essere un bieco gioco di potere, fatto di attacchi personali, opportunismi e promesse vuote. Questo non lo condivido e non riesco a sopportarlo. Per questo motivo ho deciso di dimettermi anche dal consiglio comunale e tornare così a lavorare e a fare la mamma.
Oggi, la vera sconfitta è la nostra società, sempre più dominata dall’apparenza e dai titoli sensazionalistici, anziché da un confronto serio e costruttivo sui problemi reali. Questa bufera mediatica mi lascia delusa e amareggiata, e non intendo più prendervi parte”.

Le reazioni

“Apprendo dalla stampa che la consigliera comunale di Fratelli d’Italia che ha pronunciato le infelici uscite che sono passate alla ribalta della cronaca nazionale si è dimessa pochi minuti fa – così la capogruppo del Pd Matilde Tura -. Credo che una persona che ha il coraggio di riconoscere un errore, magari anche non ammettendolo in modo così esplicito ma comportandosi di conseguenza, meriti rispetto. È una cosa molto rara di questi tempi, in politica.  Non interessa e non serve condannare la singola persona, ma il concetto aberrante e retrogrado che ha espresso stigmatizzato anche dai vertici nazionali del suo partito, che hanno preso pubblicamente le distanze dalla consigliera. Quello che colpisce è come invece la maggioranza che governa Treviglio non si sia smarcata in modo netto dalle posizioni espresse in Consiglio, ma si avventuri in una poco convinta difesa d’ufficio, prima insinuando manipolazioni del video, poi minimizzando e infine ammettendo (il sindaco) che avrebbe “sfumato” quelle dichiarazioni. No, non c’è niente da sfumare, vanno condannate in modo inequivocabile così come fatto – magari per convenienza, ma fatto – dal partito nazionale”.