Il caso
|“O si fa il genitore o si fa politica”: no del centrodestra alle sedute da remoto per le donne in gravidanza
Bocciata la mozione presentata dal Pd. La maggioranza: “Nella vita capitano cose belle come la nascita di un figlio o cose brutte come la malattia, allora forse bisogna riguardare le proprie priorità, dimettersi e lasciare posto a chi ha la possibilità di dedicarsi pienamente”
Treviglio. Il Consiglio Comunale di Treviglio dice no alla proposta, avanzata dal Pd, di consentire alle donne in gravidanza o ai neo genitori di poter seguire i lavori dell’aula da remoto. A rigettare la mozione presentata nella serata di ieri, martedì 25 febbraio, il centrodestra che ha votato a sfavore di un testo volto ad agevolare l’impegno politico, bipartisan, delle consigliere di maggioranza e minoranza in dolce attesa o neo mamme, anche di piccoli in affido o adottati. La richiesta era infatti quella di permettere, a far riferimento dall’inizio del settimo mese di gravidanza o, per tutta la durata della stessa, nel caso di gravidanza a rischio, ai neo-genitori di partecipare ai Consigli mediante videoconferenza per un periodo di un anno dalla nascita.
Una proposta, con prima firmataria la capogruppo Dem Matilde Tura, volta a rimuovere tutti gli ostacoli possibili affiché la partecipazione alla vita politica e all’attività delle istituzioni fosse accessibile e praticabile, promuovendo in modo pieno le pari opportunità, soprattutto in situazioni della vita particolarmente meritevoli di tutela. Tra le quali la genitorialità.
Ma le buone intenzioni, e forse anche il buon senso, non sono bastati per consentire alla minoranza di far votare a favore un testo che, peraltro, come vuole il tema, non ha né colore né bandiera politica. “Nella vita ci sono delle priorità, se uno ricopre la carica di consigliere comunale al primo posto deve metterci la partecipazione – così il centrodestra -. Poi nella vita capitano cose belle come la nascita di un figlio o cambiare lavoro o cose brutte come la malattia, allora forse bisogna riguardare le proprie priorità, a quel punto bisogna dimettersi e lasciare posto a chi ha la possibilità di dedicarsi pienamente”.





