La Lega a Chiuduno
|Calderoli: “Congresso della Lega? Un solo candidato, esito scontato: vincerà Salvini”
Il partito chiama a raccolta oltre 400 segretari di sezione e amministratori in un incontro a porte chiuse alla presenza di Salvini, Giorgetti, Fontana e Romeo. Il vice premier: “Un bando di 20 milioni di euro per il rifacimento delle strade per i paesi sotto i 5mila abitanti”
Chiuduno. La Lega riparte dal territorio e lo fa chiamando a raccolta, a Chiuduno, oltre 400 segretari di sezione e dunque militanti impegnati a fare politica in città e provincia. Un incontro a porte chiuse, “di ascolto”, così è stato raccontato e così è andato in scena, in cui i vertici del partito, Matteo Salvini in primis, reduce dall’ospitata della sera prima, venerdì 21 febbraio, alla fesra di Palazzago, hanno potuto vivere, in presenza, i pensieri e le opinioni della base.
La stessa che sta in cima ai pensieri di big del Carroccio, a partire dal segretario nazionale, anche i ministri Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli, il presidente di Regionale Lombardia Attilio Fontana, il segretario regionale Massimiliano Romeo e il suo vice, nonché segretario provinciale Fabrizio Sala, consapevoli che se il partito vuol tornare a macinare voti e mira a rivivere gli antichi fasti del 34%, oggi un lontano ricordo, è da lì che si devono riprendere le fila.
“È fondamentale essere in tutti i paesi – così Salvini -, anche perché i temi sono tantissimi: dalla pace fiscale, alla sicurezza, dell’autonomia, oltre a quelli internazionali come la pace e Trump, Orban e la Le Pen. La Lega è dalla parte giusta. Così come a fianco di tutti i Comuni, anche e soprattutto quelli più piccoli: oggi annuncerò un bando di 20 milioni di euro per il rifacimento delle strade per i paesi sotto i 5mila abitanti. Non si può sempre e solo parlare di grandi città, come Bergamo, Milano o Brescia. Non abbiamo mai investito così tanto in Lombardia come in questi anni, grazie anche alla presenza di 5 ministri della Lega. Tra 1 miliardo su tutta Italia e Bergamo la sua parte”.
Una ripartenza che passa anche dal congresso nazionale, che lo stesso vice premier ha annunciato per inizio aprile, definito “programmatico ed elettivo”, in cui lui stesso ha ammesso di voler giocare un ruolo da protagonista. E nel quale, come ha raccontato lo stesso Calderoli, non si sarà praticamente concorrenza. “Sto lavorando in prima persona all’organizzazione del congresso – ha spiegato il ministro dell’Autonomia -. Sto predisponendo il nuovo statuto e sto lavorando perché lo si faccia il primo possibile. Salvini vuole che venga fatto a tutti i costi nei primissimi giorni di aprile. Ben venga questo momento. Sarà un momento importante per il partito, in cui non solo eleggeremo il segretario nazionale, e su questo credo proprio che non ci sarà partita, il risultato sarà scontato, ma dove ci prenderemo anche degli impegni importanti che metteremo nero su bianco e che poi andranno portati avanti.
Io non ho notizia di altre candidature e credo che Salvini sia l’unica persona, in questo momento, in grado di guidare il movimento. Abbiamo avuto un momento travagliato, sì, ma sono anche convinto che se abbiamo le idee chiare lui potrà tornare a centrare i grandi risultati del passato. Certo, dobbiamo lavorare per obiettivi. È inutile promettere cose irrealizzabili come fanno gli altri partiti. E mi viene in mente Gaber quando dice che “la libertà è partecipazione”: la Lega Lombarda è ripartita con il piede giusto. La prima riunione con tutti i segretari di sezione l’ho creata io nel ’95 e tutti i mesi i mesi facevamo anche un incontro con quelli provinciali. Il coinvolgimento oggi come allora mi sembra assolutamente buono e sono sicuro che i numeri si faranno alle urne”.
L’importanza dell’ascolto e il ritorno alla base sono sostanzialmente il senso delle parole di tutti i big chiamati a partecipare all’incontro di Chiuduno, gli stessi che vedono e riconoscono in questo la vera forza della Lega, la leva che l’ha fatta grande in passato e la spinta per poter affrontare le partite delle politiche e delle regionali che si affacceranno tra due anni e mezzo: “Il tratto dominante del nostro partito è proprio il valore della militanza ed è da lì che dobbiamo ripartire – così il ministro dell’Economia Giorgetti -. Il radicamento territoriale rimane un fatto non geneticamente modificabile. Il congresso sarà un passaggio importante e non formale, anche solo per rimane al passo con i tempi e un mondo che sta cambiando”. E sulla polemica dei tagli ai trasferimenti agli Enti Locali: “E’ normale che chi riceve non ringrazia e chi contribuisce si lamenta. Negli anni scorsi gli Enti Locali hanno ricevuto moltissime contribuzioni che sono e continuano ad essere della finanza pubblica. Quello che deve essere fatto, è accelerare i premi a chi li merita e punire chi spreca denaro pubblico”.
“Ascoltiamo il territorio e i militanti – così il segretario regionale Romeo – sia dal punto di vista amministrativo che politico, per avere un quadro complessivo per come ripartire e rilanciare, mettendo come basi le istanze della base”. “Una Lega che riparte con entusiasmo, siamo sempre fortissimi – ha spiegato Fontana, presidente di Regione Lombardia –. Dobbiamo essere vicini al territorio e continuare a lavorare per cercare di risolvere i problemi che ci vengono sottoposti, tutelando i nostri cittadini e le nostre aziende. La Lombardia è la locomotiva d’Italia, è la regione che fa da traino a tutto il Paese e noi abbiamo il dovere di fare tutto il possibile perché continui ad esserlo”.







