Un sogno che cresce, dal dolore alla speranza: la Casa di Leo diventa cinque volte più grande
Svelati i nuovi spazi: triplicate le camere, in sette anni ospitate più di 180 famiglie. I genitori: “Il 3 febbraio Leo avrebbe compiuto vent’anni: questo è il regalo che tutti insieme gli stiamo facendo”
Treviolo. “Leo è diventato grande”. Dopo poco più di 14 mesi di lavori sono stati svelati nella mattina di sabato 22 febbraio i nuovi spazi della Casa di Leo, frutto del progetto di ampliamento dell’attuale sede di Treviolo.
Una struttura unica in Italia, un rifugio per le famiglie con figli in cura all’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo che necessitano di lunghi periodi di ospedalizzazione dove i piccoli possono affrontare l’esperienza della malattia. L’ampliamento era iniziato con la posa della prima pietra nel novembre 2023. Il progetto è ora realtà con un’area di 3.600 metri quadrati pronta per essere arredata e attivata: La Casa di Leo di fatto quintuplica le sue dimensioni, introducendo nuovi spazi per migliorare i propri servizi, favorendo il benessere fisico e psicologico dei bambini e delle famiglie.
“Non lo nascondiamo, sono stati anni faticosi – confidano Susanna Berlendis e Michele Morghen, mamma e papà di Leo e membri del comitato direttivo di Eos Aps −. L’attività ordinaria doveva proseguire, ma abbiamo abbiamo investito molte energie nell’ampliamento. Il 3 febbraio 2025 Leo avrebbe compiuto 20 anni: questo è il regalo che tutti insieme gli stiamo facendo. Il 17 febbraio sono stati 10 anni che è volato in cielo: è la bussola che ci guida ogni giorno, il cuore di tutto questo. Grazie all’ampliamento, potremo accogliere ancora più famiglie e donare loro un po’ di serenità mentre affrontano la malattia dei loro piccoli”.
I nuovi ambienti comprendono tre appartamenti per pazienti dimessi dall’ospedale che necessitano di un ambiente protetto, dieci nuove camere (che triplicano, da 5 ad un totale di 15), due playroom, una palestra (accessibile anche a utenti esterni) e un ambulatorio dove le risorse del Papa Giovanni potranno offrire parte del percorso di assistenza sanitaria direttamente in struttura.

“Prendersi cura delle persone significa non solo curare il corpo, ma anche nutrirne il cuore e l’anima – riflette Elena Carnevali, sindaca di Bergamo -. La Casa di Leo è un esempio concreto di questa sensibilità, molto più di un luogo di accoglienza: è una vera e propria casa dove trovare conforto, sostegno e vicinanza. L’ampliamento segna un traguardo fondamentale per la città, una crescita che non è solo quantitativa: qui si costruiscono relazioni, si abbatte la solitudine e si rafforza il senso di comunità, valori fondamentali che fanno parte dell’identità di Bergamo”.
“L’operazione è il simbolo di un territorio che crede nella forza della solidarietà e nella condivisione del dolore e della speranza – continua la sindaca -. I genitori di Leo hanno trasformato la tragedia della perdita in una nuova possibilità: oggi celebriamo un nuovo inizio per tante famiglie e i loro piccoli che qui troveranno un luogo di sostegno concreto”.
“Una data da segnare sul calendario: ancora più persone potranno accedere alle cure del nostro ospedale, un’eccellenza in diverse specializzazioni – aggiunge Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia di Bergamo e sindaco del Comune di Treviolo -. Questa realtà ci ricorda come da gravi sofferenze possano nascere momenti di speranza, dove l’accoglienza permette di costruire percorsi e di concedere serenità a famiglie che affrontano momenti difficili”.
Fondata a gennaio 2018, a dicembre 2024 la Casa di Leo ha ospitato oltre 180 famiglie e registrato complessivamente più di 250 ingressi, affermandosi come un modello innovativo di housing sociale pediatrico. La struttura è progettata per consentire ai bambini di vivere in un ambiente familiare, con spazi comuni per la socializzazione, unità abitative private ed elevati standard di sostenibilità ambientale. Oltre 240 volontari garantiscono non solo ospitalità e assistenza, ma anche calore umano e vicinanza.
“A 5 anni dal primo caso di Covid in Lombardia, ricordiamo il sacrificio delle tante vittime del virus e la dura prova pagata da questa provincia da cui è rinata una comunità ancora più coesa – afferma Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia -. La Casa di Leo è un punto di riferimento territoriale unico nel panorama nazionale ed è un esempio di piena integrazione fra Asst, Enti locali e Sanitari e Terzo Settore. Un modello da replicare, in ricordo e nel nome di Leo Morghen e dei suoi meravigliosi genitori”.

“Con i nuovi spazi, ancora più famiglie provenienti da fuori provincia, da fuori Regione e dall’estero troveranno casa a Treviolo – precisa Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII -. In ospedale troveranno le risposte appropriate ai loro bisogni di salute. Le famiglie non dovranno preoccuparsi degli aspetti logistici in occasione delle visite, dei periodi degenza e nel follow up dei loro bambini. L’esistenza stessa di strutture come questa rappresenta una testimonianza concreta della capacità attrattiva del nostro centro nell’ambito delle cure pediatriche ad elevata specializzazione, una delle caratteristiche che è nel Dna del nostro ospedale”.
“Unire il supporto alla famiglia con il tema sanitario della cura è qualcosa di fondamentale per pensare alla vita dignitosa di ogni persona: dei bambini, che seguono percorsi a volte anche molto lunghi, difficili, complessi e dolorosi, ma anche delle famiglie, che li vivono in prima persona”, il breve messaggio video di Alessandra Locatelli, ministro per la Famiglia e le Disabilità.
“Leo è ancora adolescente: siamo sicuri che diventerà sempre più grande e questo straordinario lavoro sarà ampliato ancora di più – il saluto a distanza di Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia -. La rete dell’housing pediatrico temporaneo trova nella Casa di Leo un punto di riferimento. Sapete bene che si è pensato a lungo a dei progetti di legge che purtroppo non sono mai andati a buon fine: non si riesce a trovare una sintesi per produrre un documento che possa garantire assistenza e aiuto anche a coloro che offrono assistenza e aiuto. Vi garantisco l’impegno del mio assessorato per procedere con la realizzazione di una legge che dia stabilità, sicurezza e conforto ai tanti come voi che si impegnano ogni giorno per aiutare chi davvero ne ha bisogno”.


