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Cento maratone in 100 giorni contro il bullismo: la sfida di Marco arriva a Bergamo

Ventiquattro anni, originario della provincia di Vicenza, da piccolo è stato vittima di bullismo da parte di compagni e insegnanti: oggi ha fondato una community e attraverso la corsa porta avanti un’attività di sensibilizzazione sul tema

Ha deciso di correre 100 maratone in 100 giorni, ogni volta in una città diversa: Marco Matteazzi ha 24 anni, è originario di Altavilla Vicentina (VI), e ha deciso attraverso la corsa di intraprendere un percorso di crescita personale. Sabato 22 febbraio alle 12,30 sarà a Bergamo, al parco della Trucca, per la nona tappa del suo viaggio che ha un’unica finalità: lottare contro il bullismo, che lui stesso ha sperimentato sulla propria pelle da piccolo.

Compagni e professori lo chiamavano “polpetta”, alludendo a una forma fisica considerata non perfetta: attacchi che, crescendo, l’hanno fatto soffrire di ansia sociale, causando una chiusura in se stesso.

Matteo ha così trovato nella corsa la sua valvola di sfogo: inizialmente per perdere peso e per non sentirsi più a disagio con il proprio corpo, ma pian piano è riuscito poi a riscoprire il vero significato dello sport e ha iniziato a correre per lavorare su di sé, divertirsi, mettersi alla prova.

Per diffondere il suo messaggio di sensibilizzazione, ha aperto la pagina Instagram “Insanus, sulla quale aggiorna quotidianamente i follower (oltre un migliaio) sull’andamento delle sue sfide, ed è poi diventato una sorta di ambasciatore per la Fondazione Libra di Padova, associazione che aiuta le vittime di violenza di genere o di bullismo.

Marco, già lo scorso anno ti eri imposto la sfida delle 100 mezze maratone in 100 giorni: dove trovi la determinazione per alzarti dal letto e dire “oggi corro”, “oggi mi alleno”?

Nel tempo i miei obiettivi sono cambiati. Se un tempo puntavo a dimagrire, oggi posso dire di farlo per me stesso. Cerco di essere un punto di riferimento per le persone che mi seguono sui social e voglio migliorarmi ogni giorno, anche se di poco, per riuscire a superare i limiti che la mia testa crea.

Cosa ne pensano i tuoi genitori delle tue sfide contro te stesso?

Mia madre spesso è preoccupata del fatto che io mi possa fare male o che io corra troppo, ma nonostante veda spesso solo il lato negativo mi supporta in ogni mia sfida.

Cosa vorresti trasmettere ai ragazzi che ti seguono?

Principalmente ispirazione. Io sono l’esempio di un ragazzo che in passato ha subito bullismo, ma che ora cerca solo di migliorarsi per stare bene. Ecco: voglio essere un esempio per tutte quelle persone che stanno male. Per ricordargli che ce la possono fare: è importante accettarsi, scoprirsi e di non basarsi sul confronto con l’altro).

Un tuo sogno nel cassetto?

Con il tempo ho imparato che la vita è imprevedibile, gli obiettivi a lungo termine e i sogni stessi spesso cambiano. Un obiettivo a lungo termine che ho e che è rimasto invariato nel tempo è quello di crearmi una famiglia ed di essere economicamente indipendente.

marco matteazzi (foto IG)Marco Matteazzi

Che rapporto hai oggi col tuo corpo? 

Ad oggi nel mio corpo sto bene, non è stato facile ma ce l’ho fatta. Quando mi guardo allo specchio non vedo il ragazzo che ero, è rimasto comunque il ricordo di quando ero più piccolo, ricordo come mi sono sentito e cosa ho passato. Ho però capito che la vita va avanti e che devo lasciare andare, ricominciare. A chi ha vissuto un’esperienza come la mia voglio solo dire di ricordarsi che valgono e che sono importanti.