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Assolto dai maltrattamenti alla moglie, lei rischia l’imputazione per calunnia

Il Collegio ha rinviato gli atti alla Procura per valutare se ci sono gli estremi per procedere nei confronti della donna anche per falsa testimonianza

Azzano San Paolo. Lui è stato assolto dai maltrattamenti alla moglie con la formula “per non aver commesso il fatto”, lei rischia di finire a processo per calunnia e false dichiarazioni, dato che il Collegio giudicante ha rinviato gli atti alla Procura per valutare se sussistono elementi per procedere nei suoi confronti.

Per l’imputato, 44 anni, il pubblico ministero Chiara Monzio Compagnoni aveva chiesto una condanna a 3 anni e 9 mesi, la difesa, retta dall’avvocato Pamela Nodari, l’assoluzione. Perché la denuncia della moglie era arrivata solo dopo che il marito aveva scoperto il tradimento di lei e, evidentemente, il Collegio giudicante aveva altri elementi per ritenere che il racconto della presunta vittima dei maltrattamenti non fosse così solido. Elementi che verranno esplicitati nelle motivazioni della sentenza, depositate tra 90 giorni.

La donna, 33 anni, aveva denunciato un matrimonio infelice, fatto di insulti e umiliazioni, di vessazioni da parte del marito, che in un paio di occasioni, a suo dire, le aveva tagliato i vestiti appesi nell’armadio con un coltello con il quale l’aveva anche minacciata. Sempre secondo la sua versione, per due notti l’aveva costretta a dormire in garage e in altre circostanze ad andare a letto senza cena.

Nel 2022 la presunta vittima si era legata a un altro uomo e il marito aveva scoperto la relazione clandestina dopo aver sottratto il telefonino alla moglie. Qui aveva trovato delle foto intime che la donna aveva inviato all’amante e aveva minacciato di diffonderle e di farle vedere ai genitori di lei.

Dopo una settimana trascorsa a litigare pesantemente, la 33enne aveva sporto denuncia e si era trasferita con i due figli in una struttura protetta alla quale si era appoggiata finché non ha trovato un lavoro e una nuova casa dove vivere con i bambini. Ora è separata e non ha più contatti con il marito, al quale consente comunque di vedere i figli.

 

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