I rigori sono la kryptonite dell’Atalanta: l’errore di Lookman conferma il pessimo rapporto con i tiri dal dischetto
Il rigore fallito dal nigeriano contro il Club Brugge evidenzia un dato pesantissimo: la Dea ha sbagliato il 50% dei penalty calciati nella stagione 2024/25
Una serata da incubo. Una serata che si vorrebbe soltanto dimenticare. Contro il Club Brugge l’Atalanta ha visto sfumare il sogno di approdare agli ottavi di finale di Champions League, un obiettivo che, al netto di quanto fatto vedere dalla Dea lungo il cammino europeo, sembrava decisamente alla portata della squadra di Gian Piero Gasperini. Così, però, non è stato e la delusione non può che essere cocente di fronte ad un obiettivo stagionale che sfuma in via definitiva.
Dopo la sconfitta per 2-1, tra mille polemiche, maturata nella gara d’andata in Belgio, l’Atalanta ha vissuto una prima frazione di gioco letteralmente da horror al Gewiss Stadium, surclassata in lungo e in largo dalla squadra di Hayen, capace di chiudere avanti di tre gol all’intervallo. Nel secondo tempo, però, la musica è cambiato in maniera istantanea: il gol del neoentrato Lookman – arrivato 35 secondi dopo l’inizio della ripresa – sembrava aver donato nuova linfa ai nerazzurri che, un quarto d’ora più tardi, hanno usufruito di un calcio di rigore che avrebbe potuto riscrivere il copione della gara e, perché no, della qualificazione.
Il fallo ai danni di Cuadrado, certificato soltanto dall’on-field review da parte dell’arbitro Zwayer, ha proiettato lo stesso Lookman sul punto di battuta, ma il nigeriano ha calciato in maniera debole, per non dire prevedibile, favorendo la parata di Mignolet. Un errore fatale che ha fatto calare definitivamente il sipario sull’avventura europea dell’Atalanta, spegnendo quell’entusiasmo che stava tornando a serpeggiare in campo e sugli spalti.
“Lookman è uno dei rigoristi peggiori che abbia mai visto, anche in allenamento ne sbaglia tanti. I rigoristi sono De Ketelaere e Retegui, forse euforico per il primo gol ha deciso di tirare Mola: non è stato un bel gesto. Peccato, la partita poteva cambiare”, ha tuonato Gian Piero Gasperini in conferenza stampa.
Parole forti, a cui Lookman ha già replicato affidandosi ai social, in maniera altrettanto pesante rispetto alle accuse, che riaprono una questione divenuta assai delicata in casa atalantina.
Mai come in questa stagione, infatti, la Dea ha pagato dazio dal dischetto per colpa dei tanti errori decisivi che hanno avuto un’incidenza davvero pesante nel corso dell’annata. Tra tutte le competizioni, infatti, la formazione orobica ha calciato otto rigori, sbagliandone quattro. In altre parole, l’Atalanta ha fallito il 50% dei penalty calciati nell’annata 2024/25. Uno score davvero preoccupante. Una materia che si conferma kryptonite pura.

Che il rapporto con i tiri dal dischetto sia tutt’altro che idilliaco lo si era già intuito ad inizio stagione quando – il 25 agosto – l’Atalanta, sotto 2-1 in casa del Torino, ha sprecato la clamorosa opportunità di acciuffare il pari a tempo praticamente scaduto: al 96′, infatti, i nerazzurri si procurano un rigore che però Pasalic sbaglia facendosi ipnotizzare da Milinkovic-Savic. Il copione si è poi ripetuto anche nella gara di ritorno contro i granata, giocata il 1 febbraio. A presentarsi sul dischetto è stato questa volta Mateo Retegui, ma ad uscirne vittorioso è stato nuovamente il portiere serbo che con un riflesso ha mantenuto inchiodato il risultato sull’1-1 finale impedendo all’Atalanta di mettere le mani sul bottino pieno. In campionato, dunque, almeno 4 punti – che oggi farebbero tanto comodo – sono svaniti per imprecisioni dagli undici metri. Ma anche in Champions il conto è piuttosto salato.
Il 19 settembre l’Atalanta ha ospitato l’Arsenal al Gewiss Stadium per la prima gara della fase campionato della massima rassegna continentale. Sul parziale di 0-0, la Dea ha beneficiato di un calcio di rigore che però Raya ha parato a Mateo Retegui salvando i Gunners. Con il senno di poi, anche in quel caso sono sfumati due punti che, verosimilmente, avrebbero permesso all’Atalanta di chiudere tra le prime otto senza dover fare passaggio obbligato ai playoff.
I playoff, appunto. Da tappa a capolinea, infatti, il passo è breve. Sul risultato di 1-3 in favore del Brugge, infatti, il rigore fallito da Lookman – con ancora mezz’ora da giocare – ha letteralmente spento quell’inerzia e quella spinta che avrebbero consentito alla Dea di credere fino in fondo alla possibilità di rianimare un discorso qualificazione che sembrava ormai ampiamente compromesso. Segnare, in quel caso, avrebbe dato ulteriore slancio per provare a confezionare la clamorosa rimonta. Un sogno destinato a rimanere tale e puntualmente infrantosi sulla manona del portiere belga.
Per la quarta volta in questa stagione, con tre giocatori differenti, l’Atalanta ha dovuto fare i conti con i propri incubi dagli undici metri. Un trend che non lascia spazio a troppe interpretazioni, ma che sicuramente ne lascia ad una massiccia dose di rimpianti. Perché se i tornei si decidono spesso e volentieri sui dettagli, macchiare una stagione per colpa dei calci di rigore sbagliati non può che lasciare un retrogusto davvero amaro.



